Inchiesta arbitri, l’avvocato Lubrano: “In un mese si può arrivare ad archiviazione o deferimento”

L’avvocato Enrico Lubrano, intervistato su Radio Kiss Kiss Napoli, analizza la situazione dell’indagine che coinvolge il mondo arbitrale e le possibili conseguenze per club e dirigenti. Ecco cosa emerge dalle sue dichiarazioni.

L’avvocato Enrico Lubrano è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per commentare la recente indagine che coinvolge il mondo arbitrale italiano. L’inchiesta, ancora in fase iniziale, ha sollevato molte domande tra tifosi e addetti ai lavori. Lubrano ha spiegato quali sono i possibili scenari e le tempistiche delle procedure, sottolineando l’importanza del garantismo e della cautela nel valutare le notizie emerse finora.

Indagine arbitrale: lo stato attuale e le prospettive

Durante l’intervista, l’avvocato Lubrano ha chiarito che, al momento, l’inchiesta è in una fase embrionale. “Ci sono delle notizie, ci sono delle informazioni che per me come utente sono delle informazioni così soltanto di tipo mediatico allo stato attuale”, ha dichiarato. Lubrano ha ribadito che esiste un’indagine penale e un avviso di garanzia, ma che tutto è ancora agli inizi. Dal punto di vista sportivo, non è stato ancora avviato alcun procedimento disciplinare.

L’avvocato ha illustrato i passaggi che potrebbero seguire: la Procura federale potrebbe chiedere le carte alla Procura della Repubblica, studiarle e valutare se ci siano i presupposti per un deferimento. “Oggi non c’è ancora tecnicamente nulla se non un inizio di indagine penale. Dal punto di vista del procedimento disciplinare sportivo non c’è ancora nulla”, ha sottolineato Lubrano. Le tempistiche, secondo l’avvocato, potrebbero essere rapide: “Realisticamente da qui a un mese la Procura va in un senso o nell’altro: archiviazione o deferimento di chi e per che cosa non lo possiamo sapere”.

Possibili conseguenze per club e dirigenti

Un punto centrale dell’intervista è stato il tema delle responsabilità e delle possibili sanzioni. Lubrano ha spiegato che le società rispondono direttamente solo per le azioni dei propri legali rappresentanti, come presidenti, amministratori delegati o direttori generali con deleghe specifiche. Per le condotte dei dipendenti, invece, la responsabilità è oggettiva e comporta sanzioni minori.

“Nel caso di coinvolgimento di dirigenti di questo o di quel club, le società rispondono per responsabilità diretta soltanto dell’attività dei propri legali rappresentanti”, ha precisato Lubrano. Ha aggiunto che, allo stato attuale, sembra che l’inchiesta riguardi esclusivamente il mondo arbitrale e che non ci siano dirigenti di club indagati. Tuttavia, ha ricordato che le prospettive sono ancora tutte da verificare e che potrebbero emergere nuovi elementi con il proseguire delle indagini.

Una guerra interna al mondo arbitrale?

Nel corso della trasmissione, è stato ipotizzato che dietro l’inchiesta possa esserci una sorta di “guerra interna” tra arbitri e dirigenti dell’AIA. Lubrano, però, ha preferito non sbilanciarsi su questa interpretazione, mantenendo un approccio oggettivo e prudente. “Io le dico la verità, al momento attuale non ho idee e non ho idee neanche sul rapporto tra queste situazioni”, ha affermato.

L’avvocato ha invitato a non trarre conclusioni affrettate e a lasciare che la magistratura faccia il suo corso. “Oggi qualsiasi valutazione credo sia prematura, le uniche valutazioni che ho potuto fare sono quelle di quello che può succedere in astratto e quindi si può arrivare al nulla o al tutto. Lo vedremo”, ha concluso Lubrano. L’invito è quindi quello di attendere gli sviluppi ufficiali prima di formulare giudizi definitivi su una vicenda che potrebbe avere ripercussioni importanti sul calcio italiano.

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