Il mondo del calcio italiano è nuovamente scosso da un caso che coinvolge il settore arbitrale. A vent’anni dallo scandalo Calciopoli, l’ex arbitro Massimo Chiesa è intervenuto su Radio Kiss Kiss Napoli per commentare la situazione attuale, esprimendo amarezza e preoccupazione per la crisi di credibilità che sta attraversando l’AIA e il sistema arbitrale.
Il nuovo caso arbitrale: una crisi senza precedenti
A Radio Goal, Massimo Chiesa ha espresso tutta la sua delusione per quanto sta accaden do nel mondo arbitrale italiano. Chiesa ha ricordato come, rispetto a Calciopoli, oggi la situazione sia diversa: “È uno scandalo del mondo arbitrale. È uno dei punti più bassi che il sistema arbitrale abbia mai raggiunto. In passato si parlava di ‘condizionamenti’. Adesso è il designatore degli arbitri che è indagato per frode sportiva. Trovo che sia una cosa gravissima, sono molto prudente nell’aspettare le prove dalla Procura di Milano”. La gravità della situazione è accentuata dal fatto che il designatore Rocchi si è autosospeso insieme a Gervasoni, mentre il presidente dell’AIA, Zappi, è stato inibito per 13 mesi.
Le divisioni interne all’AIA e la questione dell’autonomia
Un altro tema centrale affrontato da Chiesa riguarda le forti divisioni interne all’AIA. Secondo iil direttore Valter De Maggio, esiste una vera e propria “guerra intestina politica” tra diverse fazioni: una parte avrebbe sostenuto Rocchi, scelto dal presidente federale Gravina, mentre un’altra avrebbe spinto per una maggiore autonomia dell’AIA e per la nomina di Daniele Orsato come nuovo designatore. Chiesa ha dichiarato: “È palese che ci sia una guerra intestina all’interno dell’AIA”. Ha inoltre espresso perplessità sulla scelta di Dino Tommasi, un vice di Rocchi, sottolineando che, per dare un’immagine di pulizia e trasparenza, sarebbe stato meglio scegliere una figura esterna al gruppo dirigente precedente. Chiesa ha anche ricordato come l’Italia possa vantare grandi nomi nel panorama arbitrale internazionale, come Rosetti, Collina e Riccioli, spesso scelti da UEFA, FIFA e CONCACAF, a dimostrazione del valore degli arbitri italiani all’estero. Tuttavia, ha ribadito la necessità di un cambiamento profondo e di una maggiore indipendenza dell’AIA dal controllo della FIGC e delle leghe.
La necessità di riforme e trasparenza nel sistema arbitrale
Nel corso dell’intervista, Chiesa ha insistito sulla necessità di una riforma radicale del sistema arbitrale italiano. “L’AIA ha bisogno di essere rifondata. Sono peraltro tra quelli che dicono che deve essere più indipendente” ha affermato, sottolineando come l’autonomia sia una richiesta storica degli arbitri. Chiesa ha evidenziato che, nel Consiglio federale, tutte le componenti del calcio sono rappresentate tranne quella arbitrale, che resta subalterna. Secondo lui, per garantire chiarezza e trasparenza, è fondamentale che l’AIA abbia una rappresentanza adeguata e sia libera da ingerenze esterne. Ha inoltre criticato le pressioni esercitate dal presidente dell’UEFA sulle squadre italiane, definendole “un’ingerenza assolutamente inaccettabile”. Chiesa ha concluso il suo intervento auspicando un “repulisti totale” e una rifondazione dell’AIA, affinché il sistema arbitrale possa riconquistare la fiducia degli addetti ai lavori e degli appassionati di calcio.