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Il dirigente Stefano Capozzucca analizza su Radio Kiss Kiss Napoli le scelte degli allenatori in Serie A, il ruolo delle proprietà straniere e la difficoltà del calcio italiano a valorizzare i giovani.
L’ex presidente della FIGC Franco Carraro è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per commentare la situazione attuale del calcio italiano. In un momento di vacanza nella presidenza federale, Carraro ha affrontato temi come la recente battuta di Gianni Infantino, il futuro della federazione e la crisi della Nazionale, sottolineando la necessità di una svolta per riportare l’Italia ai vertici del calcio mondiale.
Carraro è stato invitato a commentare la recente battuta di Gianni Infantino, presidente della FIFA, che ha suscitato sorpresa e qualche polemica. Carraro ha spiegato: “Infantino ha pregi e difetti come tutti. I difetti, secondo il mio punto di vista, è che lui e Ceferin fanno a gara di intasare i calendari senza ascoltare i rappresentanti degli allenatori e dei calciatori. Però Infantino è una persona gentilissima come persona, tra l’altro italiano”. Carraro ha ricordato come Infantino abbia mostrato attenzione verso la comunità italiana a New York e abbia invitato Gianni Rivera al Pallone d’Oro, definendo la sua battuta una “grande gaffe sorprendente” ma non tale da meritare una polemica. “La considero una gaffe, ma voglio dire, una volta si diceva, quando eravamo bambini, il catechismo, peccato veniale, mortale, eccetera. Questo è un peccatuccio veniale, diciamo”, ha aggiunto Carraro, invitando a non alimentare tensioni inutili.
Con la presidenza della FIGC ancora vacante, Carraro ha espresso la sua opinione sui possibili successori. “Sia Abete che Malagò fanno parte dell’ambiente dello sport, lo conoscono. Abete conosce il calcio perché il suo sport è il calcio. Malagò li conosce tutti. Sicuramente, voglio dire, si segue lo sport, eccetera. Speriamo, chiunque sia, di fare che si riesca a ridare alla federazione una forza”, ha dichiarato. Carraro ha sottolineato il buon lavoro svolto da Gravina, ricordando la recente vittoria dell’Under-17 al campionato europeo, ma ha anche evidenziato la necessità di una nuova energia e di una maggiore apertura nel mondo del calcio italiano. “Il mondo del calcio spesso e volentieri è un po’ chiusetto… magari questa potrebbe essere quella ventata d’aria fresca che fa rimettere tutto”, ha osservato, riferendosi alla possibilità che Malagò porti un approccio più aperto e trasversale, come già avviene in altri sport italiani.
Carraro non ha nascosto la sua amarezza per la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali per la terza volta consecutiva. “I giovani non hanno mai visto l’Italia al Mondiale. Per i giovani italiani, questo Mondiale è una cosa estranea. Quegli stessi diciassettenni che si laureano campione d’Europa non hanno mai visto l’Italia maggiore andare al Mondiale. È un disastro”, ha affermato. Secondo Carraro, l’assenza della Nazionale non è solo una delusione sportiva, ma rappresenta un danno per tutto il movimento calcistico, dalla Serie A alle squadre minori. “Non siamo neanche comparse, non solo non siamo protagonisti, non solo non siamo attori, neanche comparse, è una cosa avvilente, ecco, bisogna che tutto il calcio italiano si renda conto di questo fatto”, ha concluso, auspicando una presa di coscienza collettiva e un cambio di rotta per il futuro.
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