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L’ex designatore Fabio Baldas interviene su Radio Kiss Kiss Napoli per analizzare la crisi che sta colpendo il settore arbitrale italiano, tra indagini, autosospensioni e ipotesi di commissariamento.
L’ex arbitro Claudio Gavillucci è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli in un momento particolarmente delicato per il calcio italiano. Nel corso della trasmissione, Gavillucci ha affrontato temi scottanti legati alle recenti indagini che coinvolgono alcuni dirigenti arbitrali, sottolineando la necessità di riforme profonde per garantire trasparenza e indipendenza nel sistema.
Durante l’intervista, Claudio Gavillucci ha espresso la sua solidarietà agli ex colleghi Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni, attualmente indagati, ribadendo che al momento non esistono sentenze di colpevolezza nei loro confronti. Tuttavia, l’ex arbitro ha sottolineato come la situazione attuale non lo sorprenda: “Conoscendo il sistema e avendolo anche denunciato nel mio libro, onestamente non mi sorprende che prima o poi sarebbe stata una situazione del genere. Il sistema come è attualmente non garantisce un’indipendenza e una trasparenza del giudizio arbitrale, al di là degli individui che lo compongono.” Gavillucci ha spiegato che il problema non riguarda solo le persone, ma l’intero meccanismo che regola la gestione arbitrale, evidenziando la necessità di dare all’AIA una vera indipendenza tecnica.
Gavillucci ha poi approfondito il tema delle interferenze tra la Federazione e l’Associazione Italiana Arbitri (AIA). Ha ricordato come lo statuto federale preveda che la scelta degli organi tecnici debba essere indipendente dalla Federazione, ma nella pratica questo principio non viene rispettato. “Ci troviamo di fronte a un’interferenza della federazione nei confronti dell’AIA”, ha dichiarato, sottolineando come gli arbitri siano dipendenti diretti della Federazione e come il disegnatore degli arbitri percepisca uno stipendio dalla stessa. Gavillucci ha raccontato di essere rimasto stupito dal fatto che, anche in presenza di errori arbitrali gravi, il presidente federale possa chiamare direttamente il responsabile degli arbitri per chiedere spiegazioni. Questa dinamica, secondo l’ex arbitro, espone il sistema a possibili influenze, anche involontarie, e non garantisce la necessaria trasparenza. Gavillucci ha invitato i giornalisti a porre l’accento su questi aspetti sistemici, piuttosto che concentrarsi solo sulle singole persone coinvolte.
Nel corso della trasmissione, è stato ricordato anche un episodio che ha visto protagonista Gavillucci: l’interruzione della partita Sampdoria-Napoli per cori discriminatori contro Kalidou Koulibaly. L’ex arbitro ha raccontato come, all’epoca, non avesse percepito immediatamente le conseguenze del suo gesto, ma solo successivamente si è reso conto delle pressioni subite, non tanto dal mondo del calcio quanto dalla politica. Gavillucci ha spiegato che, in passato, la soluzione proposta per evitare i cori razzisti era semplicemente quella di allontanare i microfoni dalle curve, piuttosto che affrontare il problema alla radice. Alla domanda se creda che ci sia del marcio nel calcio italiano, Gavillucci ha risposto: “Sicuramente il calcio non c’è del marcio, ma il calcio italiano è marcio, è diverso. Ormai è stantivo, obsoleto e va riformato, soprattutto dal punto di vista arbitrale e della giustizia sportiva.” Ha ribadito che il sistema attuale non garantisce l’indipendenza necessaria e che la recente proposta di separare gli arbitri di Serie A dall’AIA avrebbe potuto peggiorare ulteriormente la situazione. Gavillucci ha concluso sottolineando l’urgenza di riforme che tutelino davvero la professionalità e l’autonomia degli arbitri italiani.
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