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Salvatore Esposito commenta il passaggio da Conte ad Allegri sulla panchina del Napoli, analizzando le scelte della società e il futuro della squadra.
Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, Nino D’Angelo e Sandro Piccinini hanno condiviso opinioni e ricordi, concentrandosi soprattutto sull’imminente arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli. Tra entusiasmo, analisi e qualche invito alla prudenza, i due hanno offerto uno spaccato interessante sul futuro del club partenopeo.
Il tema centrale della puntata di Radio Goal è stato l’arrivo, ormai praticamente certo, di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli, una scelta che ha suscitato reazioni contrastanti tra i tifosi. Piccinini ha sottolineato come De Laurentiis e Manna siano convinti della bontà della scelta, pur sapendo che non tutti i tifosi potrebbero essere felici dell’annuncio. D’Angelo ha espresso la sua preferenza per un Napoli più offensivo, ma ha riconosciuto i numeri e i successi di Allegri: “A me mi piace il Napoli d’attacco, mi piace il gioco. Però i numeri danno ragione a Allegri, perché ha vinto tanto. Questo bisogna pure metterlo in considerazione. Bisognerà vedere se i giocatori cbe abbiamo vanno bene per il gioco di Allegri. Noi cercheremo di innamorarci anche del suo gioco perché l’unica cosa che conta è la maglia del Napoli”. II direttore Valter De Maggio ha anche ricordato come spesso allenatori dati per “bolliti” abbiano poi dimostrato il loro valore altrove, citando Mourinho e Ancelotti come esempi. L’invito finale è stato quello di avere fiducia nella società e di giudicare Allegri per quello che saprà fare con la squadra.
Un altro tema importante emerso dalla discussione è stato il ruolo della società e la fiducia nei confronti del presidente Aurelio De Laurentiis. Piccinini e De Maggio ha ricordato i risultati ottenuti dal presidente, dalla risalita dalla Serie C fino ai due scudetti e alla costante presenza in Europa. Europa. Anche Nino D’Angelo ha sottolineato come De Laurentiis abbia sempre investito nella squadra, anche quando sembrava restio a farlo: “Allegri ha vinto tanto. Ora, però, noi abbiamo una grande squadra. Al massimo, come ha detto Sandro, ci vorrà qualche ritocco. Io mi fido di Aurelio perché poi Aurelio alla fine sembrava che non voleva comprare mai niente, ma alla fine ha comprato, ha speso tanti soldi per tanti calciatori. Magari qualcuno non ha reso, però ha investito tanto”. Entrambi hanno concordato sulla necessità di qualche ritocco alla rosa, ma hanno ribadito che la base della squadra è solida e pronta per affrontare nuove sfide. L’atmosfera positiva si è conclusa con un saluto musicale di D’Angelo, che ha intonato “quella bandiera azzurra”, simbolo della passione per il Napoli e della speranza per un futuro ricco di soddisfazioni.
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