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Oscar Damiani, Luciano Marangon e Ruud Krol ricordano su Radio Kiss Kiss Napoli la stagione 1980-81 del Napoli, tra sogni scudetto, partite memorabili e il dramma del terremoto.
Il direttore sportivo Walter Sabatini è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per discutere delle strategie di mercato del Napoli, delle ambizioni della società e delle difficoltà legate agli infortuni che hanno condizionato la scorsa stagione. Le sue riflessioni offrono uno sguardo approfondito sulle dinamiche che caratterizzano il club partenopeo in un momento cruciale per la costruzione della squadra.
Durante l’intervista con Vincenzo Perna, Walter Sabatini ha sottolineato che non crede che Lobotka andrà alla Juve: “È un calciatore che è il fulcro del gioco del Napoli. Non credo che Manna abbia fatto questo pensiero”. Per Sabatini inoltre il mercato del Napoli è frutto di una pianificazione attenta, piuttosto che di colpi dell’ultimo minuto. Secondo Sabatini, il club azzurro non è più una società che aspetta le grandi occasioni all’ultimo momento, ma preferisce programmare le operazioni e portarle a termine con metodo. “Il Napoli è un club che pensa alle operazioni che deve fare, le pianifica e poi le fa. Non è un club da ultimo momento. Può succedere anche quello, ma non è nella mentalità di questo club”, ha spiegato Sabatini, evidenziando la professionalità della dirigenza.
Il direttore ha anche ricordato come il mercato sia spesso imprevedibile, influenzato da fattori come il bilancio, le intenzioni dell’allenatore e le situazioni che si presentano nel corso delle trattative. “Il calciomercato è veramente un punto interrogativo per tutti, anche per chi lo fa”, ha aggiunto, sottolineando la complessità di un settore in cui nulla può essere dato per scontato.
Nel corso della trasmissione, si è parlato anche di Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, entrambi impegnati nel Mondiale. Sabatini ha espresso una posizione netta sulle richieste di De Bruyne, che vorrebbe conoscere in anticipo il progetto tecnico del Napoli prima di prendere una decisione sul suo futuro. “La richiesta di De Bruyne, perché possa in anticipo sapere i programmi del club, è veramente una cosa insopportabile. Il calciatore è il calciatore, si deve mettere a disposizione. Non è lui a poter dettare la linea o approvarla o non approvarla”, ha dichiarato Sabatini, sottolineando come sia fondamentale che i giocatori si mettano al servizio della squadra, senza porre condizioni.
Per quanto riguarda Lukaku, Sabatini ha ricordato che il giocatore non ha mai chiesto di essere ceduto, lasciando intendere che le voci di mercato vanno sempre prese con cautela. Il direttore ha poi preferito non commentare le trattative su altri calciatori come Khalaili e Gila, rispettando la deontologia professionale e il lavoro dei colleghi: “Io non parlo di calciomercato, soprattutto di calciatori individuati, perché è veramente una cosa che un dirigente come me non può permettersi. È una mancanza totale di rispetto verso chi lavora e verso chi costruisce le operazioni.”
Un altro tema centrale affrontato da Sabatini riguarda la gestione degli infortuni, che hanno pesantemente condizionato la stagione del Napoli. Il direttore ha evidenziato come la mancanza di doppi ruoli e i numerosi problemi muscolari abbiano cambiato il senso dei campionati, costringendo spesso le squadre a rinunciare a più giocatori contemporaneamente. “Non sono riuscito a finire una partita, a rivedere una partita senza che un calciatore non sia uscito per infortunio, prevalentemente muscolari. Quindi è un grande problema per i club, per gli allenatori, per i preparatori atletici”, ha spiegato Sabatini.
Secondo il direttore, la prevenzione degli infortuni deve diventare una priorità per i club, anche perché il calendario fitto e lo stress delle partite aumentano il rischio di problemi fisici. “Un calciatore deve giocare, certo si giocano tante partite, ma soprattutto non è il numero delle partite che si gioca, ma lo stress che comportano e che richiedono, perché sono sempre partite a rischio per chiunque”, ha aggiunto. Sabatini ha auspicato che la tendenza possa cambiare con la nuova stagione, permettendo alle squadre di affrontare il campionato con maggiore serenità e continuità di rendimento.
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