Damiani, Marangon e Krol ricordano il Napoli del 1980-81 e il sogno Scudetto che sfuggì sul più bello: “Ci è rimasto l’amaro in bocca”

Oscar Damiani, Luciano Marangon e Ruud Krol ricordano su Radio Kiss Kiss Napoli la stagione 1980-81 del Napoli, tra sogni scudetto, partite memorabili e il dramma del terremoto.

La stagione 1980-81 del Napoli rimane una delle più emozionanti e discusse della storia del club. In un periodo segnato dal terremoto dell’Irpinia, la squadra di Rino Marchesi riuscì a portare entusiasmo e speranza a una città ferita, arrivando a sognare il primo scudetto della sua storia. Su Radio Kiss Kiss Napoli, Oscar Damiani, Luciano Marangon e Ruud Krol hanno ripercorso quei mesi intensi, tra ricordi, aneddoti e qualche rimpianto.

Il sogno scudetto e la leggerezza di un gruppo giovane

Oscar Damiani, uno dei protagonisti di quel Napoli, ha raccontato come la squadra vivesse il sogno scudetto con una certa leggerezza. “Eravamo un gruppo di giovani spavaldi che non avevano delle ambizioni sfrenate come oggi il calcio. Ci divertivamo, uscivamo la sera, facevamo le cose che ci piacevano, poi ovviamente c’era anche la partita”, ha spiegato Damiani. Nonostante la pressione crescente della città, che attendeva da sempre il primo titolo, i giocatori cercavano di non farsi travolgere dall’ansia. Tuttavia, la delusione per non aver raggiunto il traguardo rimane ancora oggi: “Ci è rimasto un po’ di amaro in bocca”, ha ammesso Damiani, ricordando la fatidica partita contro il Perugia che segnò la fine delle speranze scudetto.

Napoli-Perugia: la partita che cambiò tutto

Il momento chiave della stagione fu la sfida casalinga contro il Perugia. Luciano Marangon ha ricordato come il Napoli, a cinque giornate dalla fine, fosse primo in classifica insieme a Juventus e Roma. “È stata una partita stregata perché abbiamo giocato bene come le altre volte, abbiamo attaccato novanta minuti, invece c’è stato subito quell’autogol di Ferrario”, ha raccontato Marangon. L’autorete dopo appena cinquanta secondi e le parate del portiere avversario, Nello Malizia, segnarono una giornata storta per gli azzurri. “Abbiamo attaccato da destra, da sinistra, dal centro, abbiamo provato, ma ci sono queste giornate sfortunate nel mondo del calcio, è capitato anche a noi, altrimenti era scudetto praticamente”, ha aggiunto Marangon. Ruud Krol, leader carismatico della squadra, ha sottolineato come il gruppo avesse dato tutto: “Non eravamo una grande squadra ma con tutti uomini di carattere. Noi abbiamo giocato tutte le partite per vincere, e solamente contro Perugia siamo stati sfortunati”. Quella sconfitta, secondo i protagonisti, compromise una stagione che avrebbe potuto cambiare la storia del club.

Un gruppo unito tra campo e vita privata

Oltre agli aspetti tecnici, i ricordi degli ex giocatori si soffermano anche sull’atmosfera che si respirava nello spogliatoio e nella città. Damiani ha sottolineato il valore umano di Ruud Krol: “Oltre ad essere un grande calciatore era un uomo di grande carisma e di grande umiltà, pur essendo un campione”. Marangon ha ricordato la semplicità del gioco di quel Napoli: “Il libero lanciava da una parte o dall’altra la fascia, quello che giocava sulla fascia arrivava in fondo, la metteva in mezzo, poi agli attaccanti buttare dentro e quindi veniva anche facile”. Non mancavano i momenti di leggerezza fuori dal campo: “Si fermava il traffico in via Petrarca quando al bar c’erano Marangon, Krol e Damiani, tutta Napoli lì fuori”, ha raccontato Valter De Maggio. La stagione fu segnata anche dal terremoto dell’Irpinia, che rese ancora più difficile il percorso della squadra. Eppure, come ha ricordato Damiani, “rimangono dei bellissimi ricordi, questo senz’altro”. Il legame tra i giocatori e la città, la passione dei tifosi e la forza del gruppo restano il vero patrimonio di quell’annata indimenticabile.

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