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L’ex arbitro Paolo Bertini, ospite a Radio Kiss Kiss Napoli, riflette sulla crisi attuale del mondo arbitrale italiano, paragonandola a Calciopoli e sottolineando le occasioni mancate di riforma.
Nel corso di una puntata su Radio Kiss Kiss Napoli, Luciano Moggi è intervenuto per discutere delle recenti inchieste che coinvolgono il mondo arbitrale italiano. L’ex dirigente ha condiviso le sue riflessioni su temi di attualità, facendo anche un parallelo con quanto accaduto nel 2006 e soffermandosi sul futuro del Napoli.
A Radio Goal Luciano Moggi ha commentato l’apertura dell’inchiesta da parte della Procura di Milano, che ha iscritto l’attuale designatore arbitrale Rocchi nel registro degli indagati per frode sportiva. Moggi ha sottolineato come la situazione ricordi, per certi versi, quanto accaduto nel 2006 con Calciopoli. Ha spiegato che spesso, quando una persona è considerata competente e seria nel proprio lavoro, può diventare scomoda per il sistema calcio. Moggi ha dichiarato: “Marotta è una persona seria, e che sa fare il mestiere suo, gli ho detto di prestare la massima attenzione. Più i dirigenti sono mediocri più Gravina si può avere in Federazione a fare il presidente”. Ha poi aggiunto che, secondo lui, la Lega Dilettanti ha un peso eccessivo nelle votazioni federali rispetto alla Lega Professionisti, sottolineando la necessità di rivedere gli equilibri interni alla Federazione.
Moggi ha anche espresso la sua opinione sulla possibilità di commissariare la FIGC, affermando che sarebbe favorevole solo per ristabilire un equilibrio nelle preferenze e non per altri motivi. Ha evidenziato come la situazione attuale sia il risultato di una serie di problemi strutturali che si trascinano da tempo e che richiederebbero una riforma profonda. “Finirà che Rocchi sarà assolto però è nell’occhio del ciclone perchè c’è questa inchiesta”.
Nel corso dell’intervista con Valter De Maggio, Moggi ha ricordato la vicenda di Calciopoli, sottolineando come sia stata una pagina dolorosa per il calcio italiano e per la sua carriera personale. Ha raccontato che, all’epoca, si cercò di trovare un capo d’imputazione tra migliaia di intercettazioni, senza però riuscirci. Moggi ha affermato: “Si è trattato, con 170.000 intercettazioni, di andare a trovare un capo di imputazione, non l’hanno trovato. E son dovuti ricorrere a un reato a consumazione anticipata, cioè mi hanno letto nel pensiero.”
Ha poi ricordato che anche altre società, oltre alla Juventus, erano coinvolte in comportamenti simili, citando una sentenza della Corte d’Appello di Milano che aveva riconosciuto pratiche di lobbying da parte di altri club. Moggi ha ribadito l’importanza di mantenere un atteggiamento garantista nei confronti degli indagati, sottolineando che spesso i processi mediatici finiscono per colpire persone che non hanno commesso illeciti. Secondo lui, la vicenda di Calciopoli dovrebbe servire da lezione per evitare errori simili in futuro.
Nella parte finale dell’intervista, si è parlato anche del Napoli e del suo futuro. Moggi ha ricordato con emozione il secondo scudetto vinto dal club partenopeo nel 1990, definendolo il più bello della sua carriera. Ha sottolineato come le vittorie ottenute a Napoli, tra cui Coppa UEFA, Coppa Italia e Supercoppa, siano rimaste indelebili nel cuore dei tifosi.
Riguardo al futuro della società, Moggi ha espresso parole di stima per il presidente Aurelio De Laurentiis, definendolo “uno dei migliori presidenti che ci sono in circolazione” e lodando la sua capacità di mantenere il club ai vertici sia sportivamente che economicamente. Sull’eventuale prosecuzione del rapporto tra De Laurentiis e l’allenatore Antonio Conte, Moggi ha dichiarato di non poter prevedere il futuro, ma si è detto fiducioso che due persone intelligenti come loro sapranno trovare un’intesa per il bene della squadra.
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