L’ex arbitro Paolo Bertini: “L’AIA sarà commissariata, non c’è altra strada. Calciopoli fu un’occasione persa”

L'ex arbitro Paolo Bertini, ospite a Radio Kiss Kiss Napoli, riflette sulla crisi attuale del mondo arbitrale italiano, paragonandola a Calciopoli e sottolineando le occasioni mancate di riforma.

Il mondo arbitrale italiano è di nuovo al centro dell’attenzione. A Radio Kiss Kiss Napoli, l’ex arbitro Paolo Bertini ha raccontato la sua esperienza e ha espresso preoccupazione per la situazione attuale, paragonandola a quella vissuta durante Calciopoli. Bertini ha sottolineato come il sistema abbia perso occasioni importanti per rinnovarsi e migliorare.

Calciopoli e le occasioni mancate di riforma

Durante l’intervista con Valter De Maggio, Paolo Bertini ha ricordato il periodo di Calciopoli, sottolineando quanto sia stato difficile per chi, come lui, ha dovuto affrontare tutti i gradi di giudizio. Bertini ha precisato: “Calciopoli non è stata una passeggiata, soprattutto per chi, come il sottoscritto, ha dovuto sopportare tutti i gradi di giudizio, però vale la pena ricordarlo senza avere né mezz’ora di inibizione da parte della federazione e ovviamente e anche e soprattutto uscito con la aassoluzione piena perché il fatto non sussiste”. Secondo Bertini, quello scandalo avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta per il calcio italiano. “Forse Calciopoli è stata un’occasione persa. Perché forse in quell’occasione valeva la pena tirare una riga, azzerare tutto il mondo del calcio, rifare le regole che sovrintendono a tutto quanto e sfruttare l’occasione per rinnovare il nostro movimento”, ha spiegato. Invece, secondo l’ex arbitro, si è trattato di un processo che ha colpito solo una parte del sistema, senza portare a una vera riforma. A distanza di vent’anni, Bertini osserva che il mondo arbitrale si trova nuovamente in una situazione di caos, senza aver imparato abbastanza dal passato.

Il caos attuale tra guerre interne e mancate riforme

Bertini ha analizzato la situazione attuale dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri), evidenziando le profonde divisioni interne. Ha ricordato come, negli ultimi tempi, ci siano state forti tensioni tra la parte tecnica e quella associativa, con una vera e propria “guerra di potere”. Secondo Bertini, la spinta verso il professionismo degli arbitri, già di fatto esistente, ha solo accentuato le fratture tra la Serie A e il resto del movimento arbitrale, soprattutto per quanto riguarda la questione economica. “Quando si creano queste fratture fra la parte tecnica e la parte associativa, in questo caso fra Zappi e Rocchi, o comunque a livello di conduzione, quando il presidente federale pone il punteruolo su questa cosa forzando la mano… Forzando la mano su un professionismo che peraltro già c’è, cos’altro si pretende?”, ha detto Bertini. L’ex arbitro ha anche sottolineato come oggi gli arbitri di Serie A non abbiano più un’altra occupazione, a differenza del passato, e questo li rende più vulnerabili quando escono dall’associazione. “Nel momento in cui si stacca il rubinetto, per un motivo o per un altro, e sappiamo che lo si stacca prima o poi, arriva il momento in cui si esce dall’associazione. Si creano delle situazioni davvero preoccupanti, perché chi esce e non ha più una fonte di sostentamento fa di tutto per restare dentro”, ha aggiunto.

Commissariamento e futuro del sistema arbitrale

Alla domanda se l’AIA verrà commissariata nei prossimi giorni, Bertini ha risposto senza esitazione: “Penso assolutamente sì. Non c’è altra strada? No, penso assolutamente sì”. Secondo lui, sarebbe opportuno anche un commissariamento della Federazione, non tanto per motivi giuridici, quanto come opportunità per ricostruire il sistema. Bertini ha ribadito che il problema non si risolve solo con il professionismo, ma serve una riforma profonda a livello associativo. “Mi aspetterei anche un commissario per quanto riguarda la federazione, ma non perché ne sussistano i presupposti dal punto di vista giuridico, quanto perché sarebbe un’opportunità per ricostruire un po’ tutto il nostro meccanismo e tutto il nostro mondo che ha fallito”, ha dichiarato. L’ex arbitro ha concluso con una nota di amarezza, osservando che il sistema tende ad autoconservarsi e che le grandi occasioni di cambiamento vengono spesso perse. 

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