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Il direttore del Tgcom24 Paolo Liguori, ospite a Radio Kiss Kiss Napoli, analizza la crisi del calcio italiano e propone soluzioni per il futuro della nazionale.
Il commissario tecnico dell’Ungheria, Marco Rossi, è stato ospite ieri a “Il Calcio della Sera” su Radio Kiss Kiss Napoli per discutere della difficile situazione che sta attraversando il calcio italiano. Dopo le dimissioni di Gabriele Gravina e Gigi Buffon, la Nazionale italiana si trova a riflettere su un futuro che appare incerto, tra la necessità di riforme e la ricerca di nuove idee per tornare protagonista a livello internazionale.
Durante l’intervista, Marco Rossi ha affrontato il tema della crisi della Nazionale italiana, sottolineando come l’esclusione dai Mondiali per la terza volta consecutiva sia un fatto gravissimo. Rossi ha spiegato che, nonostante il campionato italiano sia tra i migliori in Europa secondo il ranking UEFA, la Nazionale fatica a ottenere risultati. Secondo il tecnico, non è corretto attribuire la colpa alla presenza di troppi stranieri nei club, poiché questa è una caratteristica comune a tutti i principali campionati europei. Rossi ha evidenziato che il vero problema sembra essere la mancanza di continuità e di mentalità vincente, con l’Italia che si approccia alle partite decisive con paura invece che con fiducia. Ha ricordato episodi come la sconfitta contro la Macedonia, dove la squadra ha creato molte occasioni ma non è riuscita a concretizzare, e ha sottolineato come giocare in inferiorità numerica, come accaduto nell’ultima partita contro la Bosnia, renda tutto ancora più difficile nel calcio moderno.
Un altro punto centrale dell’intervista è stato il sistema di qualificazione ai Mondiali. Rossi ha criticato la ripartizione dei posti tra le diverse confederazioni, definendola poco equa. Ha portato l’esempio del ranking FIFA, dove 26 delle prime 50 squadre sono europee, ma solo un terzo delle partecipanti al Mondiale proviene dall’Europa. Secondo Rossi, questo penalizza le nazionali europee e favorisce la presenza di squadre meno competitive provenienti da altre aree geografiche. Ha ironizzato su squadre come Curaçao e Haiti, che pur meritando la qualificazione, rischiano di subire pesanti sconfitte nella fase a gironi. Rossi ha sottolineato che questa situazione è frutto di interessi che vanno oltre il valore sportivo e che spesso le decisioni della FIFA sono influenzate da logiche politiche ed economiche. Ha anche fatto notare come grandi talenti europei, come Donnarumma, Lewandowski e Szoboszlai, restano fuori dai Mondiali a causa di questo sistema.
Nel corso della trasmissione, si è discusso anche del ruolo dei giovani e degli allenatori italiani. Rossi ha riconosciuto la qualità del lavoro svolto nelle nazionali giovanili, citando tecnici come Nicolato, Nunziata e Baldini, ma ha evidenziato come il passaggio dall’Under 21 alla Nazionale maggiore sia spesso problematico. Secondo Rossi, manca una vera continuità e i giovani che si mettono in mostra nei club di Serie A non sempre trovano spazio in Nazionale. Ha suggerito che servirebbe più coraggio nelle convocazioni, puntando sui migliori del momento, anche se giovani e con poca esperienza internazionale. Rossi ha anche espresso dubbi sulle scelte recenti della Federazione, sottolineando che la decisione di cambiare allenatore dopo una sconfitta pesante potrebbe non essere stata la più saggia. Infine, alla domanda se accetterebbe la guida della Nazionale italiana, Rossi ha risposto che in questo momento servirebbe un nome importante, capace di unire tutto l’ambiente e riportare entusiasmo e coesione, elementi fondamentali per tornare a vincere.
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