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L’ex attaccante Fernando Llorente, intervistato su Radio Kiss Kiss Napoli, riflette sulle difficoltà del calcio italiano, il valore di Antonio Conte e l’importanza dei giovani talenti come Fabregas e Gutierrez.
La stagione di Serie A è stata al centro di una lunga intervista su Radio Kiss Kiss Napoli con Alessio Cerci, ex calciatore di Torino, Roma e Milan. Cerci ha commentato i risultati delle principali squadre italiane, soffermandosi sul dominio dell’Inter, sulle difficoltà del Napoli e sulla necessità di puntare sui giovani talenti italiani per il futuro del calcio nazionale.
Alessio Cerci ha sottolineato come l’Inter abbia meritato la vittoria in campionato, grazie a una rosa ampia e di grande qualità. Secondo l’ex esterno offensivo, la squadra nerazzurra ha saputo gestire al meglio le rotazioni, mantenendo sempre un livello alto di prestazioni. Cerci ha dichiarato: “L’Inter ha consolidato che è la squadra più forte perché ha una rosa che gli permette di fare delle rotazioni e poi sui giocatori singoli è quella che ha più qualità. Quindi giustamente ha vinto l’Inter”. L’ex calciatore ha anche ricordato come, a inizio stagione, avesse indicato il Napoli come possibile rivale per la riconferma dello Scudetto, ma gli infortuni hanno pesato molto sul rendimento degli azzurri. “Senza De Bruyne, senza Anguissa, senza Neres, diventa difficile competere contro questa Inter”, ha aggiunto Cerci, riconoscendo il valore della squadra di Simone Inzaghi e rendendo onore ai vincitori.
Durante l’intervista, Cerci ha affrontato anche il tema della competitività delle squadre italiane in Europa. L’ex giocatore, che ha militato anche nella Liga spagnola, ha evidenziato come le società di Premier League e alcune della Liga abbiano budget molto più elevati rispetto alle italiane. “Nessuna squadra italiana può andare al Liverpool e comprare a 150 milioni l’attaccante Isaac. Questo è il discorso, quindi i campioni non li puoi più comprare in Italia”, ha spiegato Cerci. Secondo lui, solo poche società come Juventus e Napoli possono permettersi investimenti importanti, ma la maggior parte delle squadre non ha la possibilità di spendere cifre elevate per un singolo giocatore. Cerci ha suggerito una strategia diversa: “Invece di spendere 4, 5, 6, 7 milioni per tanti giocatori, meglio comprarne due forti che fanno la differenza”. Questa riflessione mette in luce la necessità di una gestione più oculata delle risorse e di una maggiore attenzione nella scelta dei rinforzi, puntando sulla qualità piuttosto che sulla quantità.
Un altro tema centrale dell’intervista è stato il futuro dei giovani calciatori italiani. Cerci ha elogiato giocatori come Alisson, capace di creare superiorità numerica e di saltare l’uomo, qualità sempre più rare nel calcio italiano. “A me mi fa impazzire questo ragazzo… ha grandi margini di miglioramento, è forte nell’uno contro uno, ti salta sempre l’uomo e ti crea quella superiorità che in Italia nessun calciatore di queste caratteristiche ti crea”, ha affermato Cerci. L’ex calciatore ha sottolineato come le squadre italiane abbiano pochi giocatori capaci di puntare l’uomo e che sia necessario investire su giovani coraggiosi, come Vergara, dando loro continuità e spazio per crescere. “Bisogna avere il coraggio… bisogna prendere anche e valorizzare, sì, gli italiani, ma quelli bravi. E ci sono, credo”, ha detto Cerci, auspicando un cambiamento di mentalità da parte degli allenatori e delle società. Solo così, secondo lui, l’Italia potrà tornare competitiva anche a livello internazionale e ritrovare talenti in grado di fare la differenza.
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