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Aldo Spinelli, ex presidente del Livorno, ricorda Igor Protti e riflette sullo stato attuale del calcio italiano durante un’intervista a Radio Kiss Kiss Napoli.
Umberto Gandini, storico dirigente del Milan e figura di spicco nel calcio europeo, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per discutere di Massimiliano Allegri, della situazione attuale del calcio italiano e delle difficoltà legate ai diritti televisivi. Gandini ha condiviso la sua esperienza e il suo punto di vista su temi cruciali per il futuro del nostro sport, offrendo spunti di riflessione su allenatori, società e prospettive economiche.
Durante l’intervista con il direttore Valter De Maggio, Umberto Gandini ha ripercorso la carriera di Massimiliano Allegri, sottolineando come il suo percorso sia stato segnato da una crescita costante. Gandini ha ricordato l’arrivo di Allegri al Milan nel 2010, quando fu scelto da Adriano Galliani e Ariedo Braida. “Aveva già le stimmate del grande allenatore quando venne scelto da noi”, ha affermato Gandini, evidenziando come Allegri sia stato uno dei pochi tecnici a vincere lo Scudetto al primo anno con il club rossonero. L’ex dirigente ha sottolineato la professionalità e la capacità di Allegri di gestire gli uomini, ricordando anche i suoi successi successivi alla Juventus, dove ha conquistato cinque scudetti consecutivi e raggiunto due finali di Champions League.
Gandini ha espresso fiducia nelle capacità di Allegri, pronto ad approdare al Napoli, augurandosi che l’operazione vada a buon fine. Ha però ricordato che, finché non ci sarà l’ufficialità, le sorprese sono sempre possibili nel mondo del calcio. Secondo Gandini, Allegri ha una grande voglia di rivalsa dopo la conclusione della sua esperienza al Milan e potrebbe trovare a Napoli una squadra pronta a competere ai massimi livelli, anche grazie all’eredità lasciata da Antonio Conte.
Nel corso della trasmissione, Gandini ha riflettuto sulle differenze tra il Milan dei suoi tempi e quello attuale. Ha ricordato come la società rossonera, sotto la guida di Silvio Berlusconi e con una struttura dirigenziale solida, fosse molto organizzata e orientata verso obiettivi comuni. “La società che aveva scelto Max, che aveva scelto Tare, che ha impostato la stagione in un certo modo, che poi abbiamo scoperto non fosse così unita e rivolta allo stesso obiettivo”, ha spiegato Gandini, riferendosi alla situazione attuale del club.
Secondo Gandini, la proprietà americana del Milan ha introdotto uno stile di management diverso rispetto a quello tradizionale italiano, portando a decisioni che spesso sorprendono chi è abituato a un altro modo di gestire le società calcistiche. Ha sottolineato come la mancanza di coesione e di intenti comuni possa influire negativamente sui risultati sportivi, come dimostrato dai numerosi esoneri avvenuti nell’ultima stagione. Gandini ha quindi evidenziato l’importanza di una struttura societaria forte e coesa per raggiungere il successo nel calcio moderno.
Gandini ha espresso grande amarezza per la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali per la terza volta consecutiva, definendola “un’onta che rimarrà almeno ancora per altri quattro anni”. Ha spiegato che, pur credendo nel talento ciclico e nella necessità di pazienza, questa assenza pesa molto sulla storia del calcio italiano. Secondo Gandini, spesso le partite si decidono per dettagli minimi e serve equilibrio nei giudizi.
Sul tema dei diritti televisivi, Gandini ha affrontato la questione della possibile revisione al ribasso dei contratti per la Serie A. Ha ricordato come anche altri campionati, come la Ligue 1 francese, abbiano dovuto affrontare crisi simili, con operatori che perdono ricavi anche a causa della pirateria. Gandini ha sottolineato che, nonostante i grandi introiti generati dai diritti TV, la maggior parte delle risorse è stata destinata a giocatori, allenatori e procuratori, senza investimenti significativi in infrastrutture e settori giovanili. Questo, secondo lui, è uno dei motivi per cui il calcio italiano fatica a produrre nuovi talenti e a restare competitivo a livello internazionale.
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