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Diego Armando Maradona Junior e Ivan Zazzaroni ricordano su Radio Kiss Kiss Napoli il celebre gol della Mano de Dios, a quarant’anni dall’evento che ha segnato la storia del calcio e dell’Argentina.
Sono passati quarant’anni da uno dei momenti più iconici della storia del calcio: il gol di Diego Armando Maradona contro l’Inghilterra ai Mondiali del 1986. Su Radio Kiss Kiss Napoli, Giorgio Martino ha condiviso i suoi ricordi e riflessioni su quell’evento che ancora oggi emoziona tifosi e appassionati.
A Radio Goal, Giorgio Martino ha ricordato come l’emozione di quel gol sia rimasta intatta dopo quarant’anni. Martino ha sottolineato che, all’epoca, definì quella rete come uno dei gol più belli del campionato del mondo. Successivamente, è stata riconosciuta come una delle reti più spettacolari della storia del calcio mondiale. Ma ciò che rende davvero unico quel momento, secondo Martino, è il contesto in cui avvenne: la partita Argentina-Inghilterra non era solo una sfida sportiva, ma portava con sé il peso della recente guerra delle Malvinas (o Falklands), un conflitto che aveva segnato profondamente i due Paesi. Martino ha descritto l’atmosfera di quella giornata come carica di tensione e significato, con 130.000 spettatori presenti in uno degli stadi più iconici del mondo. Il gol di Maradona, segnato pochi minuti dopo la celebre “mano de Dios”, è diventato così il simbolo di un evento che ha superato i confini dello sport, entrando nella storia anche per il suo valore simbolico.
Durante la conversazione, il direttore Valter De Maggio ha sollevato un interrogativo interessante, chiedendo se quella rete sarebbe diventata altrettanto iconica senza la firma di Maradona. Martino ha riflettuto su questa ipotesi, riconoscendo che probabilmente no. Il gesto atletico, per quanto straordinario, assume un significato diverso quando a compierlo è un campione come Maradona, in un contesto così particolare. Un ascoltatore, Gabriele Dagiuliano, ha scritto che la domanda è inutile, perché “quel gol non poteva farlo nessun altro al mondo se non Maradona fatto in quel modo”. Martino ha riconosciuto la validità di questa osservazione, pur sottolineando che anche altri grandi campioni possono compiere imprese eccezionali. Tuttavia, ha ribadito che in quella partita, in quel mondiale e forse in quel decennio, solo Maradona poteva realizzare un gol simile. Il confronto tra campioni di epoche diverse, come Pelé, Messi o Puskas, secondo Martino, non toglie nulla all’unicità di ciascuno: “Pelé era Pelé, Maradona era Maradona, Messi è Messi”. Ognuno ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio, ma la grandezza di Maradona resta per molti ineguagliabile.
La trasmissione si è conclusa con una riflessione sul valore della memoria sportiva e sull’importanza di ricordare i grandi momenti del passato. Martino ha espresso gratitudine per aver potuto raccontare in diretta, quarant’anni dopo, quell’episodio straordinario. Ha anche sottolineato come il calcio continui a produrre nuovi campioni e nuove imprese, ma che la storia di Maradona rimane un punto di riferimento per tutti. L’eventualità che un giocatore come Messi possa segnare un gol simile in una partita importante, come quella tra Argentina e Austria, alimenta il dibattito tra tifosi e appassionati. Tuttavia, Martino ha ribadito che ogni campione è unico e che il valore di certi gesti va oltre il semplice confronto statistico. La memoria di quel gol, e della telecronaca che lo ha accompagnato, continua a emozionare e a unire generazioni diverse, confermando il potere dello sport di creare momenti indimenticabili.
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