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Diego Armando Maradona Jr ha condiviso la sua emozione nel vedere una statua di suo padre nella casa del calciatore Billy Gilmour. Un incontro speciale che unisce passato e presente del Napoli.
Sono passati quasi quarant’anni da una delle partite più iconiche della storia del calcio: Argentina-Inghilterra ai Mondiali di Messico 1986. Su Radio Kiss Kiss Napoli, Salvatore Carmando, storico massaggiatore del Napoli e amico personale di Diego Armando Maradona, ha condiviso i suoi ricordi e le emozioni di quel giorno indimenticabile, tra la “mano de Dios” e il gol del secolo.
A Radio Goal Salvatore Carmando ha raccontato cosa ha significato essere in campo il 22 giugno 1986, quando Maradona segnò due dei gol più famosi della storia del calcio. Carmando ha ricordato: “La sensazione è che penso che dopo 40 anni mi ricordo ancora la gioia. Ma io non l’ho visto mai fare un gol così. Veramente è un giorno da ricordare, si ricorda sempre”. Il direttore De Maggio ha aggiunto: ” Si ricorderà sempre anche perché davvero in quella partita c’è tutto. C’è la mano di Dio, c’è il gol più bello, ci sono le Falkland, c’è Diego che vuole vincere per un popolo”. Carmando ha sottolineato come Maradona fosse determinato a vincere quel Mondiale: “Quando siamo partiti ha detto: ‘vinciamo questo Mondiale, lo vinco perché sono il più forte di tutti’. E infatti l’ha vinto.” Un ricordo che, a distanza di decenni, resta vivido e carico di significato.
Il rapporto tra Salvatore Carmando e Diego Armando Maradona è stato molto più di una semplice collaborazione professionale. Durante la trasmissione, è emerso come Carmando sia stato una figura fondamentale nella vita di Maradona, tanto da essere scelto dal campione argentino per accompagnarlo ai Mondiali del 1986, preferendolo alla nazionale italiana. “Carmando non gli ha mai chiesto nulla. Perciò Diego voleva bene a Carmando. Però non gli ha mai chiesto nulla ma gli ha dato tutto. Gli ha dato tutto, certo gli ha dato tutto”, ha raccontato De Maggio. Questo rapporto di fiducia e rispetto reciproco ha permesso a Carmando di essere vicino a Maradona nei momenti più importanti della sua carriera. Giorgio Martino, presente in collegamento, ha sottolineato come all’epoca il rispetto per le regole e le tradizioni fosse molto forte, e la scelta di Maradona di portare con sé Carmando rappresentò un gesto rivoluzionario. “Il fatto che Diego riuscisse a individuare in Carmando la persona giusta dal punto di vista umano prima ancora. Umano!”, ha aggiunto Martino, evidenziando la profondità del loro legame.
A distanza di quarant’anni da quella storica partita, Salvatore Carmando ha annunciato in diretta radiofonica che a ottobre si recherà in Argentina per rendere omaggio a Maradona sulla sua tomba. “Mi hanno fatto un grande regalo e lo vado a trovare”, ha detto Carmando, visibilmente emozionato. Il viaggio avverrà in occasione del compleanno di Maradona, che cade il 30 ottobre. Un gesto che testimonia ancora una volta il legame profondo tra i due, un rapporto che va oltre il tempo e lo spazio. Carmando ha anche ricordato come, grazie a lui, molti giornalisti italiani abbiano potuto intervistare Maradona durante il Mondiale in Messico, sottolineando ancora una volta il suo ruolo chiave nella storia del calcio e nella vita del campione argentino.
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