Giorgio Perinetti: “Non è solo colpa degli allenatori, il problema è il calcio italiano”

Giorgio Perinetti, ospite a Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli, analizza le difficoltà del calcio italiano, andando oltre le polemiche sugli allenatori e puntando il dito su problemi strutturali e sulla necessità di riforme.

Il calcio italiano è al centro di un acceso dibattito dopo le recenti eliminazioni delle sue squadre dalle competizioni europee. Giorgio Perinetti, intervenuto a Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli, ha offerto una riflessione approfondita sulle vere cause delle difficoltà del nostro movimento calcistico, andando oltre le polemiche sui singoli allenatori e sottolineando la necessità di riforme strutturali.

Perinetti: “Non è solo colpa degli allenatori, il problema è più profondo”

Durante la trasmissione, Giorgio Perinetti ha voluto spostare l’attenzione dal consueto bersaglio degli allenatori, come Antonio Conte, spesso criticati per i risultati delle loro squadre. “Noi purtroppo siamo portati sempre a interpretare con i momenti dei vari allenatori. Conte vince uno scudetto, è un fenomeno, Simone Inzaghi perde lo scudetto con Conte. È un brocco”, ha dichiarato Perinetti. Secondo il dirigente, il calcio italiano tende a giudicare in modo superficiale, senza analizzare le cause profonde delle difficoltà. Ha ricordato come anche squadre considerate forti, come l’Inter, siano state eliminate da avversari sulla carta meno quotati, segno che il problema va oltre le scelte tecniche dei singoli mister. Perinetti ha sottolineato che “il problema è il calcio italiano”, invitando a una riflessione più ampia sulle condizioni generali del movimento.

Calcio italiano in crisi: tecnica, velocità e formazione da rivedere

Perinetti ha evidenziato come il calcio italiano sia in ritardo rispetto agli altri campionati europei, sia dal punto di vista della velocità di gioco che della preparazione atletica. “Ci sono statistiche chiare dove noi non siamo tra i primi dieci campionati per velocità di gioco. Non siamo tra i primi dieci per chilometri percorsi in campo. Allora di cosa stiamo parlando?”, ha affermato. Il dirigente ha anche criticato il sistema di formazione dei giovani, troppo incentrato sulla tattica e poco sulla tecnica individuale: “Facciamo tattica anche con i ragazzini e non facciamo più tecnica”. Secondo Perinetti, questa impostazione ha portato a una perdita delle qualità che un tempo rendevano il calcio italiano competitivo a livello internazionale. Inoltre, la mancanza di risorse economiche ha ridotto la capacità dei club di attrarre grandi campioni, che spesso vedono la Serie A solo come un trampolino di lancio verso altri campionati più ricchi e competitivi.

Riforme necessarie: arbitri e sistema da cambiare

Oltre ai problemi tecnici e strutturali, Perinetti ha affrontato anche la questione arbitrale, definendola una delle priorità da risolvere per rilanciare il calcio italiano.. Perinetti ha auspicato una riforma radicale del settore arbitrale, che venga finalmente attuata dopo anni di discussioni senza risultati concreti. Solo affrontando questi nodi, secondo il dirigente, sarà possibile riportare il calcio italiano ai livelli di competitività che gli spettano. L’intervento di Perinetti si è concluso con un appello a smettere di cercare capri espiatori tra gli allenatori e a concentrarsi sulle vere riforme necessarie per il futuro del movimento.

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