Serie A a 18 o 20 squadre? Carraro: “Non cambia nulla per la Nazionale”

Franco Carraro interviene su Radio Kiss Kiss Napoli per discutere il futuro della Nazionale italiana, il ruolo di Malagò in federazione e il dibattito sulla riduzione delle squadre in Serie A.

L’ex presidente della FIGC Franco Carraro è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per parlare del momento difficile che sta attraversando il calcio italiano. A Radio Goal, Carraro ha affrontato temi come l’arrivo di Giovanni Malagò in federazione, la possibile riduzione delle squadre in Serie A e la scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale. Le sue parole offrono uno spaccato chiaro sulle sfide e le opportunità che attendono il calcio italiano nei prossimi mesi.

Malagò in federazione: aspettative e responsabilità

Franco Carraro ha espresso il suo sostegno all’arrivo di Giovanni Malagò in federazione, sottolineando l’importanza di un successo per il bene di tutto il calcio italiano. Carraro ha dichiarato: “Bisogna tutti tifare perché vada al meglio perché la verità è che stiamo passando giorni tristissimi perché vediamo questo mondiale e è come mettere il coltello nella piaga, insomma, per tutti i giorni, per tutti i tifosi. Per cui speriamo assolutamente che Malagò abbia successo.” Il presidente ha evidenziato come la mancata partecipazione dell’Italia ai Mondiali sia una ferita ancora aperta per i tifosi e per l’intero movimento calcistico nazionale. Secondo Carraro, il compito di Malagò sarà particolarmente impegnativo, soprattutto considerando le scadenze ravvicinate come la Nations League. Ha inoltre sottolineato che le priorità della federazione dovranno essere la sistemazione dell’AIA, l’associazione arbitri, e la scelta di una guida tecnica per la Nazionale. Carraro ha ribadito che il successo di Malagò sarà fondamentale per rilanciare il calcio italiano e restituire entusiasmo ai tifosi.

Serie A a 18 o 20 squadre? Il punto di vista di Carraro

Uno dei temi più dibattuti negli ultimi mesi riguarda la possibile riduzione del numero di squadre in Serie A. Carraro ha affrontato la questione con chiarezza, spiegando che la riduzione delle squadre non avrebbe un impatto diretto sulle finestre dedicate alla Nazionale, poiché queste sono stabilite dalla FIFA. “Non bisogna dire che se si riducono le squadre di Serie A si dà più spazio alla nazionale perché le date per la nazionale sono fissate dalla FIFA e sono quelle. Se tu giochi a 18, giochi a 20, non cambia,” ha affermato Carraro. Ha poi fatto un confronto con altri campionati europei: Spagna e Inghilterra hanno 20 squadre, mentre Francia e Germania ne hanno 18, e tutte sono competitive a livello internazionale. Secondo Carraro, la scelta tra 18 o 20 squadre dovrebbe essere guidata da valutazioni di marketing e di attrattività del campionato. Ha inoltre sottolineato la necessità di indennizzare le squadre che verrebbero penalizzate da un’eventuale riduzione. In definitiva, per Carraro non esiste una soluzione unica e la decisione dovrà essere presa considerando il bene del calcio italiano nel suo complesso.

Il futuro della Nazionale: tra Conte, Mancini e Maldini

La scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale è uno dei temi più caldi. Carraro ha preferito non sbilanciarsi sui nomi, lasciando la decisione a Malagò e al Consiglio federale. Tuttavia, ha riconosciuto il valore sia di Antonio Conte che di Roberto Mancini, sottolineando i punti di forza e le criticità di entrambi. “Conte è stato poco alla Nazionale ma quel poco l’ha fatto bene. Mancini ha avuto un inizio molto complicato, poi ha avuto un grande successo quando Gravina ha avuto l’idea di affiancargli come capo delegazione Vialli. Nell’autunno del 2021 dopo che abbiamo vinto l’Europeo, dall’autunno del 2021 la Nazionale sotto la guida di Mancini è andata male,” ha spiegato Carraro. Ha inoltre ricordato come l’assenza di Vialli abbia avuto un impatto negativo sulla squadra. Carraro ha anche espresso entusiasmo per l’eventuale coinvolgimento di Paolo Maldini come direttore tecnico, sia per il suo valore tecnico che per la sua storia personale. In conclusione, Carraro ha ribadito la necessità di sostenere Malagò e le scelte che verranno fatte, nell’interesse di tutto il calcio italiano.

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