FIGC-Malagò: oggi la decisione, cosa succede – AGGIORNAMENTI

Oggi alle 13 la Giunta CONI decide sul caso Malagò e sul possibile commissariamento della FIGC: tutti gli scenari e l'ipotesi del presidente come commissario.

Aggiornamenti

Giovanni Malagò è arrivato al CONI a Roma, dove oggi è atteso il voto della Giunta Nazionale sulla proposta di commissariamento della FIGC. Nelle ultime ore è però emersa una possibile soluzione di mediazione: lo stesso Malagò potrebbe assumere l’incarico di commissario della Federazione.

La situazione

FIGC, oggi è il giorno decisivo per il futuro di Giovanni Malagò. Alle ore 13 la Giunta Nazionale del CONI si riunirà per affrontare il caso del mancato tesseramento del presidente federale e votare sul possibile commissariamento della Federcalcio. Sul tavolo ci sono pareri giuridici contrapposti e una soluzione che nelle ultime ore ha preso sempre più corpo: nominare proprio Malagò commissario della FIGC e accompagnare la Federazione verso nuove elezioni.

È arrivato il giorno della resa dei conti per la FIGC e Giovanni Malagò. Dopo settimane di discussioni, pareri legali, prese di posizione e contatti tra i vertici dello sport italiano, oggi il CONI è chiamato a decidere sul futuro della Federcalcio.

La Giunta Nazionale del CONI si riunirà alle ore 13 e successivamente dovrebbe essere convocato il Consiglio Nazionale, chiamato a ratificare la decisione. Al centro della discussione c’è il caso legato al mancato tesseramento di Malagò al momento della candidatura alla presidenza FIGC.

Una vicenda apparentemente burocratica che è diventata uno scontro istituzionale e giuridico e che ora rischia di avere conseguenze importanti sulla governance del calcio italiano.

Malagò presidente FIGC: quando è stato eletto

Giovanni Malagò è stato eletto presidente della FIGC il 22 giugno 2026. L’ex presidente del CONI ha ottenuto il 68,58% dei voti, superando Giancarlo Abete.

La sua elezione è però finita successivamente al centro di una contestazione legata a un requisito formale: il suo mancato tesseramento FIGC al momento della candidatura.

È proprio questo il punto dal quale è nata l’attuale crisi.

Il CONI ha esaminato la vicenda e il presidente Luciano Buonfiglio ha avviato il percorso che può portare al commissariamento della Federazione. Il tema è stato affrontato anche nella riunione della Giunta CONI del 15 settembre, quando è stata presentata una relazione sulla vicenda relativa all’elezione di Malagò alla presidenza FIGC.

Il nodo del tesseramento di Malagò

La domanda alla quale il CONI deve rispondere è sostanzialmente questa: il mancato tesseramento di Malagò rappresentava una violazione sufficientemente grave da rendere necessario il commissariamento della FIGC?

Ed è qui che le posizioni si dividono.

Il CONI ha acquisito quattro pareri giuridici che sostengono la linea secondo cui il tesseramento fosse un requisito essenziale e che la situazione possa giustificare un intervento sulla Federazione.

La FIGC, invece, ha fatto predisporre cinque pareri pro veritate con una conclusione opposta: secondo i giuristi incaricati dalla Federazione, il tesseramento non sarebbe un requisito essenziale e, comunque, non ci sarebbero i presupposti per considerare la vicenda una violazione tale da imporre il commissariamento.

In totale, quindi, sul tavolo della Giunta arrivano nove pareri, ma senza una posizione giuridica univoca.

Perché si parla di commissariamento della FIGC

Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha scelto di portare la questione davanti alla Giunta e al Consiglio Nazionale.

Buonfiglio ha spiegato di aver raccolto i pareri dei propri esperti e di voler arrivare a una decisione senza lasciare spazio a interpretazioni. La Giunta dovrà quindi valutare se la vicenda del tesseramento costituisca una violazione abbastanza grave da richiedere il commissariamento della FIGC.

La situazione, però, è diventata particolarmente delicata anche per la composizione della stessa Giunta.

Sono infatti emersi dubbi sull’opportunità che alcuni componenti partecipino alla votazione per possibili situazioni di conflitto d’interessi. La Giunta è composta da 17 persone, ma non tutti potrebbero essere chiamati a votare.

La svolta: Malagò commissario della FIGC

È questa la grande novità delle ultime ore.

Lo scenario che sta prendendo corpo non prevede semplicemente un commissariamento della FIGC con la sostituzione di Malagò. L’ipotesi di mediazione è molto più particolare: commissariare la FIGC, ma affidare proprio a Giovanni Malagò il ruolo di commissario.

In questo modo verrebbe riconosciuta la necessità di intervenire sulla questione formale sollevata dal CONI, evitando però una vera e propria rottura ai vertici del calcio italiano.

Secondo l’ipotesi emersa nelle ultime ore, Malagò potrebbe quindi passare dalla posizione di presidente FIGC a quella di commissario straordinario, con il compito di accompagnare la Federazione verso una nuova assemblea elettiva.

È uno scenario particolarmente significativo perché consentirebbe di superare l’impasse senza arrivare a una contrapposizione definitiva tra CONI e FIGC.

Malagò, cosa può succedere oggi

Prima della riunione delle ore 13 è previsto un incontro tra Luciano Buonfiglio e Giovanni Malagò.

L’obiettivo sarebbe quello di individuare una soluzione condivisa che possa evitare una spaccatura all’interno della Giunta CONI.

La proposta più concreta è dunque quella di nominare Malagò commissario della FIGC e affidargli il compito di traghettare la Federazione verso nuove elezioni.

Secondo lo scenario riportato nelle ultime ore, il commissariamento avrebbe quindi una funzione temporanea: la Federazione dovrebbe essere accompagnata verso un nuovo voto presidenziale.

La posizione della Serie A

Nel frattempo Giovanni Malagò ha incassato il sostegno della Lega Serie A.

I club della massima serie hanno preso posizione contro l’ipotesi di commissariamento, definendola inopportuna e manifestando il proprio supporto a Malagò, candidato sostenuto dalla Serie A e poi eletto con un’ampia maggioranza.

La Lega ha inoltre espresso preoccupazione per le possibili conseguenze di un commissariamento in una fase particolarmente delicata per il calcio italiano.

La posizione dei club rappresenta quindi un altro elemento importante nella partita istituzionale che si gioca oggi.

Il ruolo di Malagò resta centrale

Il paradosso della situazione è che Giovanni Malagò è contemporaneamente il presidente FIGC al centro della contestazione e il nome indicato come possibile soluzione al commissariamento.

La sua posizione è diventata quindi il punto centrale dell’intera vicenda.

Da una parte c’è il CONI, che deve stabilire se il mancato tesseramento rappresenti una violazione tale da richiedere un intervento sulla Federazione. Dall’altra c’è la FIGC, che attraverso i propri pareri sostiene una lettura differente delle norme.

Nel mezzo c’è Malagò, eletto presidente il 22 giugno e ora potenzialmente destinato a diventare commissario della stessa Federazione.

Cosa succede dopo la Giunta CONI delle 13

Il passaggio delle ore 13 sarà fondamentale, ma non necessariamente conclusivo.

La Giunta Nazionale del CONI dovrà esprimersi sulla questione. Successivamente è previsto il passaggio al Consiglio Nazionale del CONI, che dovrebbe ratificare la decisione.

In caso di commissariamento, resterebbe inoltre aperta la possibilità di ricorsi e ulteriori passaggi davanti agli organi della giustizia sportiva e, successivamente, davanti alla giustizia amministrativa.

Per questo la riunione di oggi rappresenta soprattutto il momento nel quale verrà indicata la direzione che prenderà il calcio italiano.

FIGC, il punto della situazione su Malagò

La situazione alla vigilia della riunione può essere riassunta così:

  • Giovanni Malagò è presidente della FIGC dal 22 giugno 2026;
  • la sua elezione è stata successivamente contestata per il mancato tesseramento al momento della candidatura;
  • il CONI ritiene che il problema possa avere rilevanza tale da giustificare il commissariamento;
  • la FIGC sostiene invece, attraverso i propri pareri, che il tesseramento non sia un requisito essenziale e che non ci siano i presupposti per il commissariamento;
  • sono stati prodotti nove pareri giuridici complessivi, quattro per la posizione del CONI e cinque per quella della FIGC;
  • la Lega Serie A sostiene Malagò e si è espressa contro il commissariamento;
  • alle ore 13 di oggi, 6 ottobre 2026, la Giunta CONI affronterà il caso;
  • prima della riunione è previsto un incontro tra Buonfiglio e Malagò;
  • tra le ipotesi più concrete c’è quella di Malagò commissario della FIGC, con successive nuove elezioni.

Il punto decisivo, quindi, non è soltanto capire se la FIGC verrà commissariata. La vera partita riguarda come uscire dall’impasse sul caso Malagò e quale assetto avrà la Federazione nelle prossime settimane.

La soluzione del commissario Malagò rappresenterebbe una mediazione: il CONI potrebbe intervenire sulla questione contestata, mentre l’attuale presidente della FIGC resterebbe al centro del percorso che dovrebbe portare a una nuova elezione.

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