Nuovo sopralluogo all’isola ecologica di Pianura, devastata dall’incendio divampato nella notte tra sabato e domenica. Il deputato Francesco Emilio Borrelli riferisce di aver riscontrato un elemento inquietante: il sistema antincendio sarebbe stato manomesso. “Non si parli di autocombustione”, afferma. Intanto proseguono gli accertamenti sulle cause del rogo.
Un sistema antincendio che, secondo quanto denunciato da Francesco Emilio Borrelli, sarebbe stato manomesso. È questo il dettaglio emerso durante il sopralluogo effettuato questa mattina dal deputato all’isola ecologica di via Nelson Mandela, a Pianura, devastata dal violento incendio divampato domenica 4 ottobre.
Il parlamentare ha effettuato un’ispezione nell’area interessata dalle fiamme e ha rilanciato l’ipotesi che dietro il rogo possa esserci un’azione intenzionale. Una ricostruzione che, al momento, non è stata ancora confermata dagli investigatori, ma che si inserisce in un quadro nel quale le autorità non hanno escluso l’origine dolosa dell’incendio.
Al termine del sopralluogo, Borrelli ha puntato l’attenzione proprio sull’impianto antincendio della struttura.
Secondo quanto riferito dal deputato, il sistema sarebbe risultato manomesso, circostanza che renderebbe ancora più necessario chiarire cosa sia accaduto nelle ore precedenti al rogo.
Da qui la presa di posizione di Borrelli: “Non si parli di autocombustione”.
L’elemento dovrà ora essere verificato attraverso gli accertamenti tecnici e investigativi. Il funzionamento dell’impianto antincendio è infatti già tra gli aspetti sotto esame da parte degli organi competenti, insieme alle immagini del sistema di videosorveglianza.
Il rogo è divampato domenica 4 ottobre all’interno dell’isola ecologica situata nei pressi di via Nelson Mandela, nella zona di Montagna Spaccata.
Le fiamme hanno interessato un’area nella quale vengono stoccati anche rifiuti speciali e pericolosi, facendo scattare immediatamente l’intervento dei Vigili del Fuoco.
Sul posto sono intervenute tre squadre dei pompieri, supportate dalle autobotti. Presenti anche Protezione civile comunale, Polizia municipale e forze dell’ordine. L’area è stata messa in sicurezza e l’accesso all’isola ecologica è stato successivamente sospeso.
La nube di fumo sprigionata dall’incendio ha inoltre spinto le autorità ad adottare misure precauzionali per la popolazione.
Dopo l’incendio, Arpac ha avviato il monitoraggio della qualità dell’aria, con particolare attenzione a diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili.
I tecnici dell’Agenzia hanno installato un campionatore ad alto flusso nei pressi dell’area interessata dal rogo per analizzare le sostanze aerodisperse.
Il monitoraggio è stato disposto proprio perché l’incendio ha interessato un sito nel quale erano presenti materiali potenzialmente inquinanti.
L’emergenza ha avuto conseguenze anche sulla vita quotidiana del quartiere.
Il Comune di Napoli, su proposta dell’Asl Napoli 1 Centro, ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado di Pianura e la sospensione delle attività sportive all’aperto, in attesa degli esiti dei controlli sulla qualità dell’aria.
L’ordinanza prevede inoltre la sospensione delle attività dell’isola ecologica fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
Ai cittadini è stato raccomandato di tenere porte e finestre chiuse, evitare di sostare a lungo all’aperto e spegnere i sistemi di climatizzazione e ricambio dell’aria.
Sul fronte investigativo, non è stata esclusa l’origine dolosa dell’incendio.
Gli accertamenti riguardano, tra gli altri aspetti, il funzionamento dell’impianto antincendio e le immagini delle telecamere presenti nella zona.
È proprio in questo contesto che assume particolare rilievo la denuncia di Borrelli sulla presunta manomissione del sistema antincendio.
Se la circostanza venisse confermata dagli accertamenti tecnici, potrebbe diventare un elemento importante per ricostruire la dinamica dell’incendio. Al momento, però, non è possibile stabilire un collegamento diretto tra la presunta manomissione e l’origine del rogo.
L’incendio riporta così al centro dell’attenzione la sicurezza degli impianti destinati alla gestione dei rifiuti nell’area occidentale di Napoli.
Il sopralluogo di Borrelli apre nuovi interrogativi sulle condizioni dell’isola ecologica e sulle modalità con cui il sistema di sicurezza avrebbe dovuto intervenire in caso di incendio.
Ora saranno gli accertamenti degli investigatori e le verifiche tecniche a chiarire se l’impianto fosse effettivamente manomesso, quando sia avvenuta l’eventuale manomissione e soprattutto se esista un rapporto con l’incendio.
La vicenda resta dunque aperta: mentre Arpac continua a monitorare la qualità dell’aria, le autorità lavorano per stabilire l’origine delle fiamme e ricostruire ogni passaggio precedente al rogo.
Ultimissime | Cronaca
Primo Piano | Sport
Ultimissime | Cronaca
Ultimissime | Cronaca
Primo Piano | Cronaca