Le recenti dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis hanno scosso il mondo del calcio italiano. Durante una puntata su Radio Kiss Kiss Napoli, l’avvocato e procuratore Dario Canovi ha commentato le accuse rivolte dal presidente del Napoli, sottolineando la gravità della situazione e la necessità di un intervento immediato da parte delle autorità competenti. Canovi ha anche affrontato il tema delle commissioni agli agenti e ha espresso la sua opinione sul futuro di Thiago Motta.
Le accuse di De Laurentiis e la risposta di Canovi
Durante la trasmissione, Dario Canovi è stato chiamato a commentare le forti dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis, secondo cui alcuni giocatori verrebbero convocati in Nazionale perché qualcuno in federazione riceverebbe soldi dagli agenti. Canovi ha definito queste accuse “gravissime” e ha sottolineato che, se vere, rappresenterebbero uno degli scandali più gravi degli ultimi cinquant’anni di calcio italiano. Secondo Canovi, “se De Laurentiis sa di pratiche illegali, deve andare a denunciare” e ha aggiunto che “credo interverrà la Procura federale”. L’avvocato ha ribadito che non si può lasciare un’accusa così pesante senza chiarimenti e che la federazione non può ignorare le parole di un presidente di una società importante come il Napoli. Ha anche evidenziato che spesso i presidenti accusano gli agenti di “succhiare soldi dal calcio”, ma che in realtà le società pagano le commissioni perché ne traggono una convenienza, non personale ma societaria. Secondo Canovi, nessun procuratore ha mai costretto un presidente a pagare, ma si tratta di una dinamica di mercato consolidata.
Il ruolo degli agenti e le commissioni nel calcio
Nel corso dell’intervista con il direttore Valter De Maggio, Canovi ha affrontato anche il tema delle commissioni pagate agli agenti, una questione spesso al centro delle polemiche nel mondo del calcio. Ha spiegato che le società spendono molto per le commissioni, ma che questi soldi, a differenza dei trasferimenti tra club, non rimangono all’interno del sistema calcistico. Canovi ha ricordato il caso del trasferimento di Pogba al Manchester United, dove secondo le notizie dell’epoca l’agente Mino Raiola avrebbe guadagnato 55 milioni di euro, più di quanto abbiano incassato i club o lo stesso giocatore. L’avvocato ha sottolineato che, nonostante le sue denunce pubbliche, non ci sono mai state indagini approfondite da parte di FIFA o UEFA. Canovi ha inoltre ricordato che, in passato, ha spesso denunciato pubblicamente situazioni poco chiare, ma senza ottenere risposte dalle istituzioni calcistiche, che ha paragonato alle “tre scimmiette” che non vedono, non sentono e non parlano.
Thiago Motta: un allenatore “da campo” e il suo futuro
Infine, Canovi ha parlato di Thiago Motta, suo assitito, allenatore che conosce bene fin dai tempi in cui era calciatore. Ha espresso grande stima per Motta, definendolo “uno dei migliori allenatori al mondo”. Canovi ha spiegato che Motta è un “allenatore da campo”, capace di cambiare sistema di gioco anche durante la partita e di lavorare quotidianamente con la squadra. Secondo Canovi, il ruolo di commissario tecnico della Nazionale non sarebbe adatto a Motta, perché richiede capacità di selezionare e mettere insieme giocatori che si allenano in modi diversi e in poco tempo. L’avvocato ha anche commentato l’esperienza di Motta alla Juventus, affermando che gli eventuali errori commessi non dipendevano dalle sue qualità, ma da fattori esterni, come la pressione dei media e dei tifosi. Infine, Canovi ha dichiarato che Motta sarebbe pronto a confrontarsi con una grande società come il Napoli, qualora si presentasse l’occasione.