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L’ex attaccante Mauro Esposito analizza la stagione del Napoli e sottolinea l’importanza di puntare sui giovani talenti italiani, durante un’intervista su Radio Kiss Kiss Napoli.
L’attaccante del Napoli Giacomo Raspadori ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Ecco alcune delle sue dichiarazioni:
Mi racconta il primo impatto con Napoli?
“Sin da subito essere qui è stato un motivo di orgoglio. Mi avevano cercato Juventus, Milan e Inter ma sono felice di giocare nel Napoli, anche per la storia dei calciatori, vorrei ricordare già solo Maradona e Juliano, che hanno indossato questa maglia. Io sono ambizioso e sapevo che questo era il luogo giusto: dopo il magnifico tempo trascorso al Sassuolo, avevo bisogno di uscire dalla mia comfort-zone, di lottare per uno scudetto e giocare nelle coppe internazionali. All’inizio è stato strano, ma qui c’è energia, si nota la gioia di vivere e si percepisce una passione per il calcio che è febbre e amore vero, collettivo, quotidiano. Sono felice, qui”.
Lo scudetto?
“Lo scudetto era nell’aria, quell’energia ci sospingeva. La città fibrillava, e noi con lei. E’ stata una vittoria della squadra, dell’allenatore, della società. Ma anche di tutta la città: si percepiva un desiderio comune, un’attesa vissuta in ogni casa che poi è diventata gioia collettiva”.
Quest’anno invece cosa c’è che non va?
“Non credo ci sia qualcosa di particolare. Penso sia fisiologico, dopo la vittoria dello scudetto. Non è un alibi, ma l’anno scorso è stato emotivamente dispendioso, non siamo abituati a vincere, non abbiamo sempre la cattiveria che discende da quella convinzione. Dobbiamo ritrovarla, ci stiamo lavorando. Siamo una grande squadra. Non possiamo e non dobbiamo dimenticarlo mai”.
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