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Quaranta ultras del PSG sono stati arrestati a Parigi per il lancio di fuochi d’artificio e bombe fumogene al Trocadéro, in vista della sfida di Champions League contro il Barça.
Il Paris Saint-Germain conquista la sua prima Coppa Intercontinentale e lo fa al termine di una finale tesa e combattuta, risolta soltanto ai calci di rigore contro il Flamengo. All’Ahmad bin Ali Stadium, in Qatar, la squadra di Luis Enrique si impone grazie a un protagonista inatteso: Matvej Safonov. Il portiere russo, schierato a sorpresa dal primo minuto al posto di Lucas Chevalier, para quattro rigori su cinque e trascina i campioni d’Europa sul tetto del mondo.
La partita si chiude sull’1-1 dopo tempi regolamentari e supplementari. A sbloccare il risultato è Khvicha Kvaratskhelia al 38’, bravo ad approfittare di un errore del portiere del Flamengo, Agustín Rossi, dopo una bella azione corale dei parigini. Il PSG, superiore per lunghi tratti del primo tempo, dà l’impressione di poter controllare il match, ma il Flamengo non esce mai davvero dalla gara.
Nella ripresa arriva infatti il pareggio dei brasiliani. Marquinhos commette fallo in area su De Arrascaeta e, dopo il controllo del Var, l’arbitro concede il rigore. Dal dischetto Jorginho non sbaglia e firma l’1-1, riportando in equilibrio una finale che da quel momento cambia volto. Il Flamengo cresce, alza il baricentro e costringe il PSG a soffrire fino al termine dei 90 minuti.
Luis Enrique si gioca la carta Ousmane Dembélé nel finale, al rientro dopo la malattia e fresco vincitore del premio The Best, ma il numero dieci non riesce a lasciare il segno né nei tempi regolamentari né nei supplementari, dove sciupa due buone occasioni. Anche Marquinhos, nel recupero dei 90’, ha sul piede il pallone per evitare la proroga, ma manca il bersaglio.
La Coppa si decide così ai rigori. Vitinha e Nuno Mendes vanno a segno per il PSG, mentre Dembélé calcia alto e Barcola si fa ipnotizzare da Rossi. Dall’altra parte, però, è un monologo di Safonov: il portiere russo neutralizza i tiri di Saúl Ñíguez, Pedro, Leo Pereira e Luiz Araújo, rendendo vano anche l’unico centro del Flamengo firmato da De la Cruz. Una serie quasi perfetta che consegna il trofeo ai parigini.
Per il PSG si tratta del sesto titolo stagionale, dopo Champions League, Ligue 1, Coppa di Francia, Supercoppa francese e Supercoppa europea. Un bottino ricchissimo che però non vale un vero “Sextete” in senso storico, visto il mancato successo nel Mondiale per Club. Resta comunque una pagina storica per il club parigino, che per la prima volta mette in bacheca la Coppa Intercontinentale.
Luis Enrique può sorridere: la scelta coraggiosa di affidarsi a Safonov si rivela decisiva e regala al PSG una vittoria di prestigio. Al Flamengo resta l’amarezza per una finale giocata alla pari e sfumata solo ai rigori, ma anche la consapevolezza di aver tenuto testa fino all’ultimo ai campioni d’Europa.
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