Continuano le proteste dei disoccupati organizzati a Napoli. Questa mattina, 22 luglio, un gruppo di manifestanti è entrato nella sede del Consiglio comunale in via Verdi. L’azione è stata promossa dai movimenti 7 Novembre e Cantiere 167. I dimostranti chiedono un incontro urgente con il Comune.
I momenti più critici si sono registrati all’ingresso. Le manifestanti, in gran parte donne, hanno denunciato spintoni con le forze dell’ordine.
Superato il varco, le protestanti si sono sedute a terra nel corridoio. Successivamente sono salite ai piani superiori. La richiesta è chiara: garanzie immediate sul proprio futuro lavorativo.
Alla base del blitz c’è lo stop ai percorsi di formazione-lavoro. I corsi dovevano partire a inizio luglio. Il progetto prevedeva l’inserimento di circa 1.200 disoccupati napoletani.
Il Ministero del Lavoro ha però bloccato tutto senza motivazioni ufficiali. La decisione ha scatenato la rabbia dei lavoratori. Nei mesi scorsi la vertenza sembrava risolta grazie ai tavoli di confronto con:
La crisi dei disoccupati affligge Napoli da anni. I movimenti chiedono lo sblocco immediato dei fondi e dei decreti. Per le famiglie coinvolte, la formazione rappresenta l’unica possibilità di reinserimento sociale ed economico.
In mattinata una delegazione di donne ha incontrato i vertici del Comune. Al tavolo erano presenti la presidente del Consiglio, Enza Amato, e l’assessora Teresa Armato.
L’Amministrazione ha promesso di sollecitare un vertice urgente con il Governo. La tregua resta tuttavia precaria. I movimenti hanno lanciato un ultimatum: senza risposte scritte, torneranno a bloccare il traffico in città.
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