Mondiali, Ventura e Boniek contro il cooling break: “Non ha senso a 18 gradi. Si pensa solo agli interessi economici”

Gian Piero Ventura e Zibi Boniek discutono su Radio Kiss Kiss Napoli delle novità dei Mondiali, delle regole contestate e della nuova generazione di allenatori italiani.

Nel corso di Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli, il direttore Valter De Maggio ha affrontato con Zibì Boniek e Gian Piero Ventura diversi temi legati all’evoluzione del calcio moderno, dai Mondiali con il nuovo format allargato alle nuove regole fino alla crescita dei giovani allenatori italiani.

Aprendo il dibattito sulle prime gare della competizione mondiale, De Maggio ha chiesto a Boniek un giudizio sul livello delle partite viste finora. L’ex campione polacco ha invitato alla prudenza:

“Forse è troppo presto per parlare di questo. Siamo alle prime partite, tutti vogliono inaugurare bene, allora sono ogni tanto un po’ chiusi, non rischiano. Penso che il Mondiale è talmente lungo che le cose serie le vedremo più avanti, nelle fasi a eliminazione diretta.”

Boniek ha poi sottolineato come il torneo mondiale rappresenti tutte le confederazioni e non necessariamente le nazionali più forti in assoluto:

“Il Campionato del Mondo è una competizione dove giocano le migliori squadre di ogni continente, non le migliori squadre in assoluto.”

Quando De Maggio gli ha chiesto se il passaggio a 48 squadre fosse stato un eccesso, Boniek è stato netto:

“È certo che hanno esagerato, ma questa è una cosa fuori da ogni ragionamento. Però si fa perché ormai per diventare presidente devi promettere qualcosa di nuovo, perché poi devi avere i voti.”

Anche Ventura ha evidenziato che alcune sfide iniziali non hanno avuto il livello atteso, pur invitando ad aspettare l’evoluzione del torneo:

“Alcune partite sono state veramente di livello non da Campionato del Mondo, però bisogna dare un po’ di tempo. Arriveranno le gare che coinvolgeranno tutti gli appassionati, perché l’essenza del calcio è vedere gioco e provare emozioni.”

La frecciata a Infantino e il problema del calcio italiano

Nel corso della trasmissione, De Maggio ha chiesto un commento a Boniek sulla battuta pronunciata dal presidente della FIFA Gianni Infantino riguardo all’Italia e alla possibilità di aumentare ulteriormente il numero delle partecipanti ai Mondiali.

L’ex vicepresidente UEFA ha giudicato l’uscita poco opportuna:

“È stata una battuta che gli è venuta malissimo. In questo periodo suona male, secondo me si poteva risparmiare una cosa del genere, è un po’ fuori luogo.”

Boniek ha poi aggiunto che il problema del calcio italiano non dipende dal numero delle squadre partecipanti alla fase finale:

“L’Italia può qualificarsi ai Mondiali con 24, con 32 o con 48 squadre. Bisogna però fare dei cambiamenti, dare più spazio ai giovani e ingaggiare meno stranieri che vengono in Italia solo per prendere soldi, non per migliorare il calcio.”

Cooling break, Ventura e Boniek contro le nuove pause

Un altro argomento affrontato da De Maggio è stato quello del cooling break e delle nuove interruzioni durante le partite.

Boniek ha espresso il proprio disaccordo con l’utilizzo sistematico della pausa:

“Non ha senso il cooling break. Se mi dici che ci sono condizioni estreme lo capisco, ma se ci sono 18 gradi non ha alcun senso.”

Ventura ha condiviso la stessa linea di pensiero, indicando una motivazione principalmente economica dietro questa scelta:

“Il problema è tutta la pubblicità che viene mandata sulle televisioni del mondo. Il cooling break sistematico è figlio degli incassi pubblicitari, niente di più.”

Boniek ha allargato la riflessione all’intero sistema calcistico moderno:

“Oggi qualsiasi intervento sul gioco del calcio non si fa per migliorare il calcio, ma per migliorare le tasche.”

La nuova generazione di allenatori italiani

Nella parte finale della trasmissione, De Maggio ha spostato l’attenzione sul ricambio sulle panchine di Serie A, soffermandosi in particolare sui giovani tecnici come Alberto Aquilani e Ignazio Abate.

Ventura ha accolto con favore l’arrivo di nuovi allenatori, precisando che il fattore decisivo non è l’età, ma la qualità delle idee:

“A me piacciono gli allenatori che hanno delle idee. Se Aquilani e Abate portano non solo la loro giovane età, ma portano idee, sono benvenuti nel campionato di Serie A.”

L’ex commissario tecnico della Nazionale ha spiegato quale dovrebbe essere il compito principale di un allenatore moderno:

“Le idee significano valorizzare i giocatori attraverso il gioco, attraverso le conoscenze e la crescita individuale dei singoli. Questo può produrre risultati sportivi ed economici.”

Il ricordo del grande calcio italiano

Concludendo il suo intervento, Ventura ha ribadito la necessità di riportare in Italia un calcio capace di emozionare anche gli spettatori neutrali, citando alcuni esempi recenti.

“Il vero grande problema non sono gli uomini, ma le idee. Puoi averle a 70 anni e puoi non averle a 30, oppure il contrario. Il Napoli di Sarri era tifato non solo dai napoletani, ma da tutti gli amanti del calcio.”

Ventura ha ricordato anche altre realtà che hanno saputo conquistare il pubblico grazie alla qualità del gioco:

“Anche il calcio di Spalletti, così come l’Inter di Antonio Conte, hanno mostrato quanto le idee possano fare la differenza.”

Il confronto tra Valter De Maggio, Zibì Boniek e Gian Piero Ventura ha così evidenziato una visione comune: il calcio del futuro deve saper trovare un equilibrio tra innovazione, spettacolo e rispetto della sua identità, senza lasciare che le sole esigenze economiche prendano il sopravvento.

ti potrebbe interessare

     | Sport

Vincenzo Morabito, esperto di calciomercato, analizza le trattative in corso, le strategie dei club e il ruolo crescente degli allenatori nel calcio italiano durante un’intervista su Radio Kiss Kiss Napoli.

 Nessun Posizionamento    | Sport

Il procuratore Oscar Damiani Jr, esperto di calcio francese, analizza le qualità del giovane Buaddi, sottolineando le sue doti tecniche e tattiche, ma anche il prezzo elevato richiesto per il suo cartellino.

     | Sport

Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori, interviene su Radio Kiss Kiss Napoli per discutere il ruolo degli allenatori, la situazione delle nazionali giovanili e le sfide del calcio italiano, tra innovazione e tradizione.

     | Sport

Il commissario tecnico dell’Ungheria Marco Rossi si racconta a Radio Kiss Kiss Napoli, parlando di episodi sfortunati, giovani talenti e il futuro degli allenatori italiani all’estero.

     | Sport

Marco Branca interviene su Radio Kiss Kiss Napoli per parlare di etichette affrettate sugli allenatori, del possibile ritorno di Mancini in Nazionale e del ruolo di Ibrahimović al Milan.