McTominay, Rocco: «Attenzione anticoagulanti dopo l’ablazione»

Il caso Scott McTominay continua a essere al centro dell’attenzione in casa Napoli. Dopo la notizia dell’aritmia che costringerà il centrocampista scozzese a sottoporsi a un intervento di ablazione, Radio Kiss Kiss Napoli ha approfondito la situazione con il dottor Mimmo Rocco, cardiochirurgo dell’ospedale Fazzi di Lecce e presidente di Assocuore.

Il medico ha spiegato in diretta il funzionamento dell’aritmia e in cosa consiste la procedura a cui dovrebbe sottoporsi McTominay, soffermandosi soprattutto su un aspetto importante per il ritorno in campo: la gestione degli anticoagulanti dopo l’intervento.

McTominay, come funziona l’ablazione

«È un intervento invasivo, ma non è un intervento di cardiochirurgia così come lo intendiamo classicamente», ha spiegato Rocco, chiarendo che si tratta di una procedura di elettrofisiologia.

L’ablazione viene eseguita attraverso un catetere inserito in una vena e condotto fino al cuore. I medici effettuano una mappatura dell’area interessata e intervengono sulle cellule responsabili degli impulsi elettrici anomali, con l’obiettivo di ripristinare un ritmo cardiaco regolare.

Il dottor Rocco ha inoltre spiegato che un singolo episodio di fibrillazione atriale può anche passare inosservato. Nel caso di McTominay, invece, gli episodi sarebbero stati rilevati e certificati attraverso il monitoraggio cardiaco.

Il punto più importante: gli anticoagulanti

Secondo Rocco, c’è però un aspetto che merita particolare attenzione quando si parla del ritorno all’attività agonistica del centrocampista del Napoli.

Dopo la procedura, infatti, può essere necessario seguire una terapia anticoagulante per un determinato periodo, secondo le indicazioni cliniche e le linee guida. Ed è proprio questo elemento a poter incidere sui tempi di rientro di un calciatore professionista.

«Chi si sottopone a questo intervento necessita di fare l’anticoagulazione secondo le linee guida per uno-due mesi dopo la procedura», ha spiegato il medico ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli.

Il problema riguarda soprattutto il rischio di sanguinamento. Un calciatore è infatti esposto quotidianamente a contatti, contrasti e traumi e, durante una terapia anticoagulante, la gestione dell’attività sportiva deve essere valutata con particolare cautela.

Quando tornerà in campo McTominay?

È quindi ancora presto per stabilire con certezza quando Scott McTominay potrà tornare a disposizione del Napoli.

Lo stesso Rocco ha preferito non indicare una data precisa, sottolineando l’importanza di valutare la situazione dopo l’intervento e in relazione alla terapia successiva.

Il centrocampista scozzese, dal canto suo, ha già rassicurato i tifosi attraverso un’intervista al Corriere della Sera, spiegando di non essere preoccupato e manifestando la volontà di tornare presto in campo.

La prudenza, però, resta fondamentale: prima dell’eventuale rientro agonistico dovranno essere valutati l’esito dell’ablazione, il recupero e la gestione della terapia anticoagulante.

Il Napoli attende McTominay

L’assenza di McTominay arriva in un momento particolarmente delicato per il Napoli, che deve affrontare importanti impegni tra campionato e Champions League.

Il club azzurro dovrà quindi fare a meno dello scozzese per un periodo che sarà definito soltanto dopo l’intervento e gli accertamenti successivi. L’obiettivo, naturalmente, è permettere al giocatore di tornare a disposizione nella massima sicurezza, senza forzare i tempi.

Le parole di Mimmo Rocco contribuiscono quindi a fare chiarezza: l’ablazione è una procedura di elettrofisiologia utilizzata per intervenire sulle alterazioni del ritmo cardiaco, ma per un calciatore professionista il periodo successivo all’intervento richiede particolare attenzione, soprattutto per la possibile terapia anticoagulante.

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