L’ex preparatore del Napoli Saccone: “Con Sarri cambia la preparazione, cambiano anche le metodologie e cambia anche l’obiettivo”

Corrado Saccone, ex preparatore atletico del Napoli, interviene a Radio KissKiss per discutere delle difficoltà fisiche della squadra nell'ultima stagione e delle possibili novità con l'arrivo di Maurizio Sarri.

La preparazione atletica del Napoli è stata uno dei temi più discussi della stagione appena conclusa. Corrado Saccone, ex preparatore atletico della squadra partenopea, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per offrire la sua analisi sulle difficoltà incontrate dal Napoli e sulle prospettive future con il possibile ritorno di Maurizio Sarri in panchina.

Gli infortuni e il rendimento del Napoli nell’ultima stagione

Corrado Saccone ha sottolineato come la preparazione atletica sia stata un aspetto molto attenzionato nel Napoli di Antonio Conte. Secondo Saccone, “forse qualche infortunio di troppo ha condizionato un pochettino poi alla fine il rendimento e il risultato finale”. L’ex preparatore ha ricordato che anche nella stagione precedente, nonostante gli infortuni ripetuti nel finale, la squadra era riuscita a conquistare uno scudetto insperato. Tuttavia, quest’anno la situazione è stata diversa: gli infortuni hanno avuto un impatto più marcato sull’andamento della stagione, compromettendo la continuità e la competitività del gruppo. Saccone ha evidenziato come la gestione della condizione fisica sia diventata un fattore determinante per il successo di una squadra, soprattutto in un campionato lungo e impegnativo come quello italiano.

Le differenze tra Conte e Sarri nella gestione fisica della squadra

Un altro punto centrale dell’intervento di Saccone riguarda le possibili differenze tra Antonio Conte e Maurizio Sarri nella gestione della preparazione atletica.  Lucio Pengue ha ricordato che il Napoli di Sarri era “bellissimo, ma che comunque utilizzava pochi giocatori con poche rotazioni”. Questa scelta, secondo Saccone, potrebbe influire sulla preparazione fisica della squadra, soprattutto se Sarri dovesse effettivamente tornare sulla panchina azzurra. Saccone ha spiegato che “ovviamente cambia la preparazione, cambiano anche le metodologie e cambia anche l’obiettivo”. Mentre Conte, suo malgrado, ha dovuto utilizzare molti più giocatori, Sarri e Mazzarri erano soliti affidarsi a un gruppo ristretto di titolari. Questo approccio comporta una gestione diversa dei carichi di lavoro e delle energie, con possibili ripercussioni sia sulla tenuta atletica che sulla prevenzione degli infortuni. Saccone ha inoltre sottolineato che l’obiettivo della squadra può influenzare la preparazione: “magari dover far punti subito per ritornare a vincere un campionato magari cambia anche l’aspetto mentale e l’aspetto fisico per poter essere performanti già dall’inizio”. Le sue parole suggeriscono che il ritorno di Sarri potrebbe portare a un cambiamento significativo nella filosofia di lavoro del Napoli.

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