Cessione Napoli, Vettosi e Fassone: «Offerta da 2,2 miliardi fuori mercato»

Fabrizio Vettosi e Marco Fassone analizzano a Radio Kiss Kiss Napoli la possibile cessione del club azzurro: l’offerta da 2,2 miliardi, il nodo dello stadio Maradona, i fondi americani e il futuro di Aurelio De Laurentiis.

Fabrizio Vettosi e Marco Fassone a Radio Kiss Kiss Napoli sulla possibile vendita del Napoli: al centro la valutazione di De Laurentiis, il ruolo dei fondi americani, lo stadio Maradona e il futuro del presidente azzurro.

La possibile cessione del Napoli e l’offerta da 2,2 miliardi di euro riconducibile al gruppo guidato da Matt Rizzetta sono stati al centro del dibattito a Radio Kiss Kiss Napoli. Ospiti della trasmissione condotta da Walter, l’economista Fabrizio Vettosi e l’ex dirigente sportivo Marco Fassone hanno analizzato gli aspetti economici e societari della vicenda, soffermandosi sulle condizioni della trattativa e sulle prospettive future del club azzurro.

Il confronto è arrivato dopo l’intervista rilasciata da Aurelio De Laurentiis all’emittente. Il Presidente del Napoli ha confermato che in passato ci sono stati contatti, ma ha escluso una cessione imminente della società. Ha inoltre spiegato che, qualora decidesse di vendere nei prossimi anni, preferirebbe affidare il club a un imprenditore napoletano piuttosto che a uno americano.

Napoli, Vettosi: «Non c’è mai stata una vera offerta vincolante»

Fabrizio Vettosi ha invitato a distinguere una manifestazione d’interesse da una trattativa strutturata secondo le procedure delle operazioni di acquisizione societaria. L’economista ha spiegato che una negoziazione comprende diverse fasi, tra cui la presentazione di un’offerta vincolante, la verifica delle risorse finanziarie disponibili e la due diligence.

Secondo Vettosi, nel caso del Napoli non si sarebbe arrivati a questo livello. «Non si è mai arrivati a quel punto», ha sottolineato, precisando che, a suo giudizio, finora si sarebbe trattato di contatti e interlocuzioni, senza un’offerta vincolante formalizzata da un soggetto in grado di completare l’operazione.

L’economista ha inoltre espresso dubbi sulla possibilità che un fondo di private equity possa investire direttamente una cifra così elevata per acquistare un club calcistico italiano.

Fassone: «2,2 miliardi non sono una valutazione coerente con il mercato»

Marco Fassone ha confermato che, sulla base delle dichiarazioni di De Laurentiis, una trattativa sarebbe effettivamente esistita, senza però raggiungere un accordo.

«Due miliardi e due in questo momento non è una valutazione di mercato», ha spiegato l’ex dirigente, richiamando le principali operazioni concluse nel calcio italiano. Fassone ha ricordato che l’acquisizione del Milan da parte di RedBird è stata realizzata per un valore di circa 1,2 miliardi di euro.

Il tema della valutazione si intreccia con le prospettive di crescita del Napoli. Walter ha osservato che un’offerta da 2,2 miliardi potrebbe essere legata anche alla possibilità di realizzare un nuovo stadio, considerando le difficoltà di recuperare un investimento simile attraverso i soli ricavi sportivi e commerciali attuali.

Fassone ha concordato sull’importanza delle infrastrutture, sottolineando che la disponibilità dei diritti e delle autorizzazioni per costruire uno stadio e un centro sportivo potrebbe incidere significativamente sul valore del club.

Stadio Maradona e centro sportivo: perché possono cambiare il valore del Napoli

Il futuro dello stadio rappresenta uno degli elementi centrali nell’analisi economica della società azzurra. La possibilità di sviluppare nuove infrastrutture potrebbe aumentare i ricavi e rendere il Napoli più interessante per eventuali investitori.

Fassone ha ricordato che i fondi Elliott e Oaktree, rispettivamente coinvolti nelle vicende proprietarie di Milan e Inter, sono arrivati al controllo dei club attraverso situazioni legate a finanziamenti e garanzie non onorate dalle precedenti proprietà.

«Difficile che, in assenza di queste condizioni, un fondo di private equity di quella dimensione faccia un investimento diretto nell’equity di un club», ha osservato Fassone.

L’ex dirigente ha poi evidenziato un altro aspetto: De Laurentiis dovrà risolvere entro la fine della stagione 2027-2028 la questione della contemporanea proprietà di Napoli e Bari. A suo giudizio, la vendita del club azzurro potrebbe essere più logica, anche perché il Bari offrirebbe margini di crescita sui quali il presidente potrebbe investire nuovamente la propria esperienza.

Vettosi: «Prezzo e valore sono due cose diverse»

Nel suo intervento, Fabrizio Vettosi ha approfondito la differenza tra il valore economico di una società e il prezzo che un potenziale acquirente è disposto a pagare.

«Il valore è qualcosa di oggettivamente dimostrabile», ha spiegato l’economista, facendo riferimento ai modelli e ai parametri utilizzati nelle valutazioni aziendali. Il prezzo, invece, dipende anche dagli accordi tra le parti e dalle prospettive che l’acquirente individua nell’investimento.

Vettosi ha espresso perplessità sull’ipotesi che un compratore possa riconoscere al venditore, già al momento dell’acquisizione, tutto il valore aggiuntivo che pensa di poter creare in futuro attraverso una gestione diversa.

L’economista ha inoltre sottolineato che un club non vale soltanto per lo stadio o per il centro sportivo, ma anche per la capacità di generare reddito grazie alla propria organizzazione.

De Laurentiis preferisce un acquirente napoletano: il commento di Fassone

Nel corso della trasmissione, Walter ha chiesto a Fassone perché De Laurentiis abbia manifestato la preferenza per un imprenditore napoletano nel caso di una futura cessione.

L’ex dirigente ha collegato questa posizione al desiderio di garantire continuità alla società e al rapporto con i tifosi. Fassone ha ricordato le esperienze di Massimo Moratti e Silvio Berlusconi, spiegando che entrambi, al momento della cessione dei rispettivi club, desideravano affidare le società a soggetti capaci di proseguire il lavoro svolto.

Secondo Fassone, De Laurentiis potrebbe nutrire maggiore fiducia nei confronti di un imprenditore italiano, anche alla luce delle difficoltà incontrate da alcune proprietà straniere nel calcio italiano.

Vettosi, invece, ha invitato alla cautela anche sui possibili acquirenti italiani, ricordando che investire oltre un miliardo di euro in una società calcistica richiede risorse e prospettive economiche molto rilevanti.

De Laurentiis in politica dopo il Napoli? La previsione di Fassone e Vettosi

Nel finale del confronto, Walter ha posto una domanda sul futuro personale di Aurelio De Laurentiis: dopo un’eventuale cessione del Napoli, il presidente potrebbe scendere in politica, come accaduto a Silvio Berlusconi?

Marco Fassone non ha escluso completamente questa possibilità, ma ha espresso una previsione diversa. «Mi sembra molto meno politico e molto più decisionista, conflittuale, spigoloso», ha affermato, aggiungendo di immaginare De Laurentiis ancora coinvolto nel calcio, se le condizioni fisiche glielo permetteranno.

Fassone ha anche ipotizzato che, in futuro, possa arrivare una grande famiglia internazionale interessata ad acquisire il controllo della società, lasciando inizialmente a De Laurentiis un ruolo nella gestione.

Sulla stessa linea Fabrizio Vettosi, secondo cui le qualità imprenditoriali del presidente si esprimerebbero meglio nel mondo del calcio che in quello politico. L’economista ha quindi immaginato per De Laurentiis un futuro ancora legato al pallone, anziché alla politica.

Il dibattito si è chiuso senza certezze su una possibile vendita del Napoli, ma con un punto condiviso dai due ospiti: la valutazione del club, le infrastrutture e le condizioni finanziarie di un eventuale acquirente saranno determinanti per qualsiasi futura operazione.

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