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Devastato il Liceo Mazzini di via Solimena, al Vomero: danneggiati arredi, plafoniere e registri dei docenti. La palestra è stata ricoperta dalla polvere degli estintori. Indagini in corso.
Prosegue la mobilitazione studentesca a Napoli e provincia. Circa 200 ragazzi hanno manifestato davanti al carcere di Secondigliano, mentre a Ponticelli gli studenti di diversi istituti sono scesi in strada a sostegno dei lavoratori. Restano al centro delle proteste il caro vita e i fondi per la scuola pubblica.
La protesta studentesca continua a farsi sentire a Napoli. Oggi, venerdì 23 ottobre 2026, gli studenti sono tornati in strada con iniziative in diverse aree della città, mentre prosegue la mobilitazione che nelle ultime settimane ha coinvolto numerosi licei e istituti superiori tra Napoli e provincia.
La giornata è stata caratterizzata da due manifestazioni: un presidio davanti alla casa circondariale di Secondigliano e un corteo nella periferia orientale, a Ponticelli. Le iniziative hanno portato al centro dell’attenzione il caro vita, l’aumento dei costi che gravano sulle famiglie e la richiesta di maggiori risorse per la scuola pubblica.
Questa mattina circa 200 studenti hanno manifestato pacificamente davanti all’ingresso della casa circondariale di Napoli Secondigliano. Il presidio, durato circa mezz’ora, è stato accompagnato da striscioni e megafoni.
Tra i temi della protesta figurano il caro vita, il rincaro dei carburanti e la carenza di fondi destinati all’istruzione pubblica. Al termine dell’iniziativa, i ragazzi si sono mossi in direzione di Scampia.
La manifestazione si inserisce nel quadro della mobilitazione studentesca che attraversa la città, con rivendicazioni che uniscono le difficoltà quotidiane degli studenti alle questioni economiche e sociali più ampie.
Un’altra iniziativa si è svolta a Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli. Gli studenti degli istituti Calamandrei, Marie Curie, Archimede, De Cillis e IPIA Sannino hanno partecipato a un corteo partito dal Marie Curie e diretto verso la rotonda dello 081.
L’obiettivo era sostenere i lavoratori già impegnati nelle proteste sul territorio. La manifestazione si è svolta in modo organizzato e pacifico, senza ostacolare la circolazione stradale.
La partecipazione degli studenti si collega alle mobilitazioni che negli ultimi giorni hanno coinvolto commercianti, autotrasportatori e residenti di Napoli Est, preoccupati per l’aumento dei costi e le difficoltà economiche.
Le manifestazioni di oggi arrivano dopo settimane di occupazioni e proteste negli istituti scolastici di Napoli e provincia. Secondo le ricostruzioni pubblicate il 23 ottobre, sono circa trenta le scuole coinvolte dall’inizio della mobilitazione, con lezioni sospese in diversi istituti.
Tra i temi sollevati dagli studenti ci sono la richiesta di maggiori investimenti per la scuola pubblica, la manutenzione degli edifici, il miglioramento dei servizi e degli spazi didattici, oltre alle contestazioni di alcune politiche nazionali sull’istruzione.
La protesta comprende inoltre il dissenso contro il riarmo e la richiesta di destinare più risorse ai servizi pubblici. Le occupazioni non sono però tutte nella stessa fase: per conoscere la situazione aggiornata di ciascun istituto è necessario verificare separatamente l’eventuale prosecuzione dell’occupazione e la ripresa delle lezioni.
Nella giornata di oggi resta sotto i riflettori anche il caso del liceo Mazzini, al Vomero, dove sono stati segnalati danni agli ambienti scolastici e agli arredi. La stima iniziale supera i 30mila euro.
Sono in corso accertamenti per ricostruire quanto accaduto e identificare eventuali responsabili. Le responsabilità individuali non risultano ancora definitivamente accertate e non possono essere attribuite automaticamente agli studenti che avevano partecipato all’occupazione.
L’episodio si aggiunge al confronto sulle modalità della protesta e sulla tutela degli spazi scolastici, mentre in diversi istituti proseguono le iniziative di mobilitazione.
Il bilancio della giornata di venerdì 23 ottobre racconta una mobilitazione che si esprime attraverso forme differenti: cortei nelle periferie, presidi e occupazioni scolastiche. Le iniziative di Ponticelli e Secondigliano hanno riportato al centro il rapporto tra istruzione, difficoltà economiche e condizioni sociali del territorio.
La protesta continua quindi a coinvolgere studenti di diversi istituti, con richieste che spaziano dai finanziamenti alla scuola pubblica al contrasto del caro vita. L’evoluzione delle occupazioni e la situazione delle lezioni restano da verificare scuola per scuola.
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