Trasferta sospesa: l’iniziativa napoletana che promuove il tifo sano e l’accoglienza

Lucio Spanò racconta su Radio KissKiss la nascita e gli obiettivi della "trasferta sospesa", un progetto che vuole unire tifosi e città attraverso l'accoglienza e la cultura, ispirandosi al celebre gesto del caffè sospeso.

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, Lucio Spanò ha presentato la nuova iniziativa della Rari Nantes, un’associazione che si propone di valorizzare la napoletanità e promuovere un’immagine positiva di Napoli. L’obiettivo è unire chi ama la città e il calcio, offrendo esperienze di accoglienza e scambio culturale tra tifosi.

Trasferta sospesa: un gesto di accoglienza ispirato al caffè sospeso

Lucio Spanò ha spiegato che l’idea della “trasferta sospesa” nasce dalla volontà di reagire ai divieti sempre più frequenti che impediscono ai tifosi di seguire la propria squadra in trasferta. Prendendo spunto dal famoso gesto napoletano del caffè sospeso, l’associazione ha deciso di offrire agli avversari la possibilità di vivere una trasferta ideale a Napoli, ospitandoli gratuitamente. “La nostra trasferta ideale non la dobbiamo vivere noi, la offriamo ai nostri avversari, prendendo spunto ovviamente dal famoso gesto napoletano di fine ottocento del caffè sospeso, atto di generosità già iniziale del popolo napoletano”, ha dichiarato Spanò. L’iniziativa vuole essere un modo per riportare il tifo alle sue origini, come momento di gioia, cultura e unione, lontano da tensioni e violenze. L’obiettivo è creare reciprocità tra tifoserie e promuovere un clima di rispetto e conoscenza reciproca.

Le difficoltà nel dialogo tra tifoserie e la risposta dei club

Nonostante le buone intenzioni, Spanò ha raccontato che la proposta della trasferta sospesa non è stata accolta positivamente da tutti. “Noi abbiamo avuto un paio di risposte così violente da due club del Nord. Persino uno ha pensato che questo potesse essere una truffa e ci ha segnalato agli organi competenti”, ha spiegato. Un altro club, guidato da un presidente napoletano trasferito al Nord, ha rifiutato l’invito sostenendo che il vero tifo debba essere quello degli ultras. Queste reazioni hanno sorpreso Spanò, che si aspettava maggiore apertura, soprattutto da società considerate tranquille e rispettose. Tuttavia, l’associazione non si arrende e continua a credere nella possibilità di costruire un tifo sano, basato sull’accoglienza e sul rispetto. “Noi vogliamo riprendere il tifo sano del calcio e non il tifo viziato dall’insulto, dalla violenza, dai divieti. Non ci appartiene, non è questo il nostro tifo”, ha ribadito Spanò.

Un progetto per il futuro: cultura, scuola e gemellaggi tra città

La trasferta sospesa si inserisce in un progetto più ampio che guarda al futuro di Napoli e del suo tifo. Spanò ha sottolineato l’importanza di coinvolgere le istituzioni e le scuole per diffondere un messaggio di conoscenza e rispetto reciproco. “Se ci seguono gli iscritti, se ci seguono le istituzioni cercheremo di seminare anche tra i ragazzini delle scuole questo messaggio di gemellarsi con altre scuole di altre città e di conoscerle. Loro devono conoscere la nostra cultura, loro devono conoscere i nostri piatti, loro devono conoscere la nostra napoletanità e noi studieremo anche i nostri avversari. Soltanto così probabilmente non ci sarà più odio ma ci sarà conoscenza e ci sarà forse un modo di essere avversari pulito”, ha affermato. Il progetto si lega anche a date simboliche per la città, come il centenario del Napoli e i 2.500 anni di storia di Napoli, con l’obiettivo di offrire un’immagine migliore della città e rafforzare il senso di appartenenza tra i napoletani. Il Comune di Napoli ha già concesso il patrocinio gratuito all’iniziativa, segno di un sostegno istituzionale importante per la sua diffusione.

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