L’ex difensore del Napoli e attuale allenatore del Trapani Totò Aronica è stato ospite di Radio Kiss Kiss Napoli per discutere del futuro della difesa azzurra, in particolare dopo le voci sull’arrivo di Mario Gila dalla Lazio. Aronica, oggi allenatore, ha condiviso le sue impressioni sulle possibili scelte tattiche del Napoli e ha raccontato come il calcio sia cambiato negli ultimi anni.
Napoli tra difesa a tre e a quattro: le riflessioni di Aronica
A Radio Goal, Totò Aronica è stato chiamato a commentare le ipotesi tattiche che potrebbero nascere con l’arrivo di Mario Gila. L’ex difensore ha sottolineato che la scelta tra una difesa a tre o a quattro dipenderà principalmente dall’allenatore che guiderà il Napoli nella prossima stagione. “Il sistema di gioco lo definisce e lo detta l’allenatore”, ha spiegato Aronica, ricordando come Allegri, uno dei nomi più accostati alla panchina azzurra, sia noto per la sua flessibilità tattica. Secondo Aronica, la presenza di centrali di livello come Rrahmani, Buongiorno e, eventualmente, Gila, permetterebbe di adottare sia la difesa a tre che quella a quattro. Ha aggiunto che la priorità del Napoli sarà rafforzare i reparti chiave, soprattutto dopo una stagione in cui la squadra ha subito molti gol. “Si potrebbe optare anche per una difesa a quattro avendo tre top player per due ruoli”, ha detto Aronica, lasciando intendere che la rosa dovrà essere puntellata per affrontare le tre competizioni della prossima stagione: Champions League, Coppa Italia e campionato.
Il calcio che cambia: l’esperienza di Aronica tra campo e panchina
Aronica ha poi riflettuto su come il calcio sia cambiato rispetto ai suoi anni da giocatore. “Il calcio è cambiato ampiamente già solo dall’ausilio del VAR”, ha dichiarato, sottolineando come la tecnologia abbia modificato molte dinamiche di gioco. Oltre al VAR, Aronica ha evidenziato l’evoluzione delle metodologie di allenamento, della preparazione atletica e delle figure professionali che oggi arricchiscono gli staff tecnici. Secondo lui, il calcio moderno è più fisico e meno tecnico rispetto al passato, con una maggiore attenzione alla forza e alla resistenza. Da allenatore, Aronica cerca di trasmettere ai suoi giocatori le qualità che lo hanno contraddistinto in campo: “In campo grinta, garbo, personalità: tutte queste caratteristiche cerco di stimolarle nei miei giocatori”, ha spiegato, sottolineando l’importanza di essere un leader credibile e un punto di riferimento per il gruppo.
I ricordi di Napoli e il valore dei fuoriclasse
Nel corso dell’intervista, Aronica ha anche ricordato con affetto i suoi anni a Napoli, definendoli “lunghi, intensi e pieni di bei ricordi”. Alla domanda su chi fosse il vero fuoriclasse tra Lavezzi, Hamsik e Cavani, l’ex difensore ha risposto senza esitazione: “Il fuoriclasse era Lavezzi, il professionista era Cavani e quello più affidabile era Hamsik”. Ha poi partecipato a un gioco di confronti tra giocatori, esprimendo la sua preferenza per la fantasia di Nico Paz rispetto a Mc Tominay, Rabiot e Vergara. Aronica ha anche sottolineato l’importanza di puntare sui giovani italiani, auspicando che le società diano loro maggiore fiducia. Infine, interrogato su chi preferirebbe tra Mancini e Conte per la Nazionale, Aronica ha scelto Mancini, spiegando che il suo profilo è più adatto alla gestione di una selezione nazionale rispetto a Conte, più portato per il lavoro quotidiano sul campo. L’intervento si è concluso con un saluto affettuoso da parte dei conduttori, che hanno ringraziato Aronica per la sua disponibilità e sincerità.