A “Radio Goal” su Radio Kiss Kiss Napoli, Tiberio Ancora ha affrontato temi delicati che riguardano il suo passato al Napoli, il futuro di Antonio Conte e il motivo che lo ha spinto a interrompere la sua esperienza in azzurro.
Il futuro di Conte e la fatica accumulata a Napoli
Nell’intervista con Valter De Maggio, Ancora ha parlato della situazione vissuta da Antonio Conte sulla panchina partenopea. Secondo lui, il tecnico sarebbe apparso provato da una stagione complicata, caratterizzata da continui problemi fisici e dalla necessità di reinventare spesso la squadra.
L’ex collaboratore ha spiegato come Conte sia comunque riuscito a restituire entusiasmo e identità al gruppo, pur in un’annata definita “strana” e al di sotto delle aspettative iniziali. Ancora ha raccontato di averlo incontrato personalmente a Chiaia, notandolo particolarmente stanco dopo mesi vissuti sotto pressione.
L’ipotesi Nazionale: “Conte ha bisogno del campo ogni giorno”
Durante l’intervista si è parlato anche delle voci che accostano Conte alla Nazionale italiana. Per Ancora, però, il profilo dell’allenatore mal si concilierebbe con i ritmi del calcio delle selezioni.
Secondo il suo racconto, Conte avrebbe sempre avuto bisogno della quotidianità del lavoro sul campo e della tensione agonistica continua. Proprio questa mancanza di adrenalina quotidiana, a suo dire, avrebbe inciso anche sulla precedente esperienza in azzurro.
Ancora non esclude che con il passare degli anni qualcosa possa essere cambiato, soprattutto considerando la possibilità di avere più tempo per la famiglia e una vita meno frenetica, ma resta dubbioso sulla compatibilità tra il carattere del tecnico e i tempi della Nazionale.
“A Napoli stavo benissimo, ma una persona mi ha deluso”
Il passaggio più intenso dell’intervento è arrivato quando Valter De Maggio ha chiesto chiarimenti sul suo addio al Napoli.
Tiberio Ancora ha ribadito di aver lasciato il club per una scelta personale, nata dalla delusione nei confronti di una persona verso la quale nutriva una stima enorme. Senza fare nomi, ha spiegato di aver preferito fare un passo indietro per non compromettere definitivamente quel rapporto.
“Per non perdere il rispetto che avevo nei suoi confronti, ho preferito andarmene”, ha raccontato, sottolineando come nessuno gli abbia imposto di lasciare il club.
Nessuna accusa a De Laurentiis o alla famiglia
Nel corso della conversazione, Ancora ha escluso categoricamente che i problemi fossero legati a Aurelio De Laurentiis o alla sua famiglia.
Ha anzi parlato di un rapporto di stima reciproca con il presidente del Napoli, smentendo anche le ipotesi circolate su possibili tensioni con il figlio Edoardo De Laurentiis.
L’ex membro dello staff ha preferito non rivelare l’identità della persona che lo avrebbe profondamente deluso, rimandando ogni eventuale chiarimento alla fine ufficiale della stagione.
“Mi aspettavo di essere trattato diversamente”
Ancora ha poi spiegato meglio l’origine della sua amarezza. A suo dire, in un momento delicato si sarebbe aspettato maggiore considerazione per il percorso condiviso e per il rapporto costruito negli anni.
La delusione sarebbe nata dal sentirsi trattato “come tutti gli altri”, nonostante il legame personale e professionale instaurato nel tempo. Una situazione che, secondo lui, avrebbe incrinato quei principi di rispetto reciproco che riteneva fondamentali.