Paolo Bergamo: “L’AIA ha perso troppi talenti, così è difficile crescere nuovi arbitri”

L'ex designatore Paolo Bergamo analizza su Radio Kiss Kiss Napoli le recenti promozioni e dismissioni degli arbitri, le difficoltà nella formazione e il futuro dell'AIA.

Il mondo arbitrale italiano è in fermento dopo le recenti decisioni dell’AIA sulle promozioni e le dismissioni nella Can di Serie B. Su Radio Kiss Kiss Napoli, l’ex designatore Paolo Bergamo ha commentato la situazione, sottolineando l’importanza di mantenere attivo il ricambio tra le categorie e riflettendo sulle difficoltà che il settore sta attraversando.

Promozioni e dismissioni: una scelta necessaria per il movimento arbitrale

Paolo Bergamo ha accolto positivamente la decisione dell’AIA di procedere con promozioni e dismissioni, nonostante le ipotesi di uno stop a causa delle recenti turbolenze nel settore. Secondo Bergamo, fermare le promozioni avrebbe significato bloccare l’intero movimento arbitrale, con ripercussioni a cascata su tutte le categorie, dalle serie maggiori fino ai campionati giovanili. L’ex designatore ha sottolineato che le scelte fatte non hanno riservato grandi sorprese: “Non mi sembra che ci siano grandi sorprese, perché con tutto il rispetto naturalmente per gli arbitri che hanno finito la loro attività in Serie A, ma Abisso erano già molti anni, più di dieci anni, anzi dieci anni che in A non dava prestazioni di grande prestigio, Pezzuto addirittura più di dieci anni, Piccinini forse un arbitro che non è stato ben valorizzato. Dionisi e Massimi secondo me non avevano mai dato grandi segnali tecnicamente per essere idoni alla Serie A”. La rotazione, quindi, è vista come un passaggio naturale e necessario per garantire vitalità e crescita all’interno della categoria.

Le difficoltà nella formazione degli arbitri: una questione di istruttori

Durante la trasmissione, Bergamo ha affrontato il tema della selezione e della formazione degli arbitri, evidenziando una carenza di talenti negli ultimi anni. Secondo l’ex designatore, il problema nasce dalla mancanza di istruttori esperti: “Non c’è una buona selezione negli arbitri che nelle varie categorie meritano la promozione, perché purtroppo negli ultimi anni c’è stata una fuoriuscita di talenti arbitrali paurosa”. Bergamo ha ricordato come molti ex arbitri di alto livello siano oggi impegnati all’estero o in altri ruoli, citando nomi come Collina, Rosetti, Irrati e Valeri. Questa diaspora, secondo Bergamo, è stata favorita da scelte della FIGC che hanno svuotato l’AIA di figure in grado di formare nuove generazioni di arbitri. Il paragone con il basket è stato illuminante: in quel settore, i migliori ex arbitri sono coinvolti attivamente nella formazione, mentre nel calcio spesso mancano osservatori con esperienza diretta ai massimi livelli. La conseguenza è una difficoltà crescente nel costruire arbitri di qualità, perché “se non hai insegnanti mai bravi, bravi arbitri è difficile costruirli”.

Il futuro dell’AIA: autonomia e leadership per rilanciare il settore

Guardando al futuro, Bergamo ha sottolineato la necessità di un progetto di autonomia per l’AIA, sia dal punto di vista finanziario che gestionale. Ha ricordato come negli ultimi anni l’associazione avesse già avviato un percorso in questa direzione, con uno statuto e sponsor propri, ma che questo processo sia stato interrotto da decisioni federali. Secondo Bergamo, il ruolo del presidente dell’AIA sarà fondamentale nei prossimi mesi: “Il presidente dovrà essere quello che avrà il coraggio di riprendere il progetto di autonomia dell’AIA”. L’ex designatore ha indicato in figure come Messina, con esperienze sia sportive che manageriali, i profili ideali per guidare questa fase di rilancio. Alla domanda se Malagò, attuale presidente del CONI, potrà favorire il mondo arbitrale, Bergamo ha risposto con cautela, sottolineando che il vero cambiamento arriverà solo con una leadership forte e idee chiare. L’obiettivo, secondo lui, deve essere rendere l’AIA indipendente nelle scelte tecniche e finanziarie, per garantire una crescita stabile e duratura del movimento.

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