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Stefano Sorrentino commenta le possibili scelte del Napoli tra Kovar e Vicario, sottolineando l’importanza della scuola italiana e le difficoltà di adattamento per i portieri stranieri.
Il centenario della Società Sportiva Calcio Napoli si avvicina e, in occasione di questo importante traguardo, lo scrittore Maurizio De Giovanni è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. A Radio Goal De Giovanni ha raccontato la storia del club, il legame con la città e i suoi tifosi, e ha riflettuto sul futuro di Napoli tra grandi eventi sportivi e riconoscimenti internazionali.
Maurizio De Giovanni ha sottolineato come la storia del Napoli sia profondamente intrecciata con quella della città. “Napoli è identitaria, Napoli è un luogo profondamente connesso alla propria squadra. Il fatto che abbiamo una squadra sola, lo diciamo sempre, è indicativo più di tutto il resto”, ha dichiarato De Giovanni. Secondo lo scrittore, il club rappresenta molto più di una semplice squadra di calcio: è un simbolo di appartenenza e orgoglio per i napoletani, sia per chi vive in città sia per chi si trova lontano. De Giovanni ha raccontato di aver incontrato tifosi del Napoli in tutta Italia e anche all’estero, come a Merano e a Bologna, sottolineando come il legame con la squadra sia un modo per mantenere viva la connessione con la propria terra d’origine. “È commovente e bellissimo incontrarli, credimi. Io non manco mai di ricordarli ogni volta che mi capita. I napoletani fuori da Napoli e i napoletani che se ne sono andati prima di vedere i successi del Napoli”, ha aggiunto.
Durante la trasmissione, un ascoltatore ha chiesto a De Giovanni un parere sul confronto tra Diego Armando Maradona e Lionel Messi. Lo scrittore ha risposto con chiarezza: “Nulla e nessuno sono assimilabili a Diego Armando Maradona, per un motivo molto semplice, perché Diego Armando Maradona andava al doppio della velocità con una tecnica assolutamente superiore a tutti gli altri, ma soprattutto c’era una differenza enorme tra i due. Maradona faceva giocare meglio i suoi compagni di squadra”. De Giovanni ha spiegato che, mentre Messi è un talento straordinario all’interno di una squadra forte, Maradona aveva la capacità di esaltare i compagni e di moltiplicare il valore della squadra. Ha ricordato un episodio raccontato da Moreno Ferrario, ex difensore del Napoli, che testimoniava la leadership di Maradona anche nei confronti dei compagni meno celebrati. “Un fuoriclasse di quella dimensione, che vada a un compagno di seconda linea e gli dice ‘guarda che senza di te io non vincerò mai’, è uno che istintivamente è un leader, è un grande leader”, ha concluso De Giovanni.
Nel corso della trasmissione si è parlato anche delle prospettive future della città di Napoli, che nei prossimi anni sarà protagonista di numerosi eventi sportivi di rilievo internazionale. De Giovanni ha commentato le ipotesi e le conferme riguardanti la Coppa America di vela nel 2027, la possibilità di ospitare nuovamente l’evento nel 2031, le gare degli Europei di calcio nel 2032 e la candidatura congiunta di Roma e Napoli per le Olimpiadi del 2036. “Avremmo la grande capitale del Mediterraneo che è, un riconoscimento e anzi un’assunzione di ruolo da parte di una grande capitale del Mediterraneo. Napoli è l’unica metropoli al centro del Mediterraneo, l’unica metropoli di tre milioni e mezzo di abitanti, la città metropolitana, che è al centro del Mediterraneo con un porto fantastico”, ha affermato De Giovanni. Secondo lo scrittore, la riuscita della Coppa America sarà un banco di prova fondamentale per la città: “Questa Coppa America non si può sbagliare. Se non sbaglieremo questa Coppa America, come io spero, a quel punto Napoli verrà aaccreditata agli occhi del mondo come luogo incredibilmente perfetto per questo tipo competizioni”.
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