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Il procuratore di Alessio Zerbin, Giulio Marinelli, interviene su Radio Kiss Kiss Napoli per fare chiarezza sul futuro del calciatore, tra possibili cessioni definitive e il rapporto con il Napoli.
Il centenario della Società Sportiva Calcio Napoli si avvicina e Radio Kiss Kiss Napoli ha voluto celebrare questo importante traguardo con una puntata speciale. In diretta sono intervenuti tre protagonisti storici: Faustinho Canè, Enzo Montefusco e Gianni Improta. Un incontro ricco di emozioni, ricordi e riflessioni sul passato e sul futuro del Napoli.
A Radio Goal il direttore Valter De Maggio ha sottolineato l’importanza di avere in diretta tre figure che hanno scritto pagine indelebili della storia del Napoli. Faustinho Canè, ricordato per le sue giocate spettacolari, ha raccontato con emozione di essere riconosciuto ancora oggi dai tifosi: “Non passo inosservato perché il mio colore della pelle mi conoscono tutti. Ma sono felicissimo così”.
Gianni Improta, soprannominato il “baronetto di Posillipo”, ha condiviso la sua visione sul clima che si respira attorno al Napoli e sulla continuità del progetto tecnico. Enzo Montefusco, invece, ha portato la sua esperienza sia da calciatore che da allenatore, ricordando i tempi in cui il gruppo era formato da veri amici, uniti dentro e fuori dal campo. I tre hanno anche scherzato tra loro, mostrando una complicità che va oltre il calcio giocato.
Non sono mancati i riferimenti all’attualità e al futuro della squadra. Canè ha espresso la sua opinione sull’ipotesi di vedere due brasiliani, Neres e Alisson Santos, insieme in campo: “Sono due elementi che per me vanno benissimo. Anche vedendo la situazione della società, penso che stiano riducendo un po’ gli ingaggi”. Montefusco ha invece parlato del ruolo degli allenatori e delle differenze tra Allegri e Conte: “Allegri preferisce i giocatori più tecnici, mentre Conte preferisce quelli più fisici. Io preferisco Allegri perché dovrebbe attuare un gioco più tecnico come piace a tutti”.
Improta ha aggiunto che si aspetta grandi cose da Allegri, sottolineando la continuità con il lavoro iniziato da Conte: “Vedo in Allegri la continuità di un progetto che è iniziato con Conte. Lui predilige calciatori tecnici e uno come De Bruyne sicuramente gli piacerà”. I tre hanno concordato sull’importanza di avere un centrocampo di qualità e sulla necessità di giudicare il lavoro degli allenatori solo dopo aver visto i risultati sul campo.
La puntata è stata anche l’occasione per ricordare altri grandi protagonisti della storia del Napoli, come Totonno Juliano, Luis Vinicio e il “Petisso”. Montefusco ha raccontato un aneddoto divertente su una trasmissione televisiva con il Petisso, che non voleva rinunciare alla sua sigaretta nemmeno in diretta. Il racconto si è poi spostato su una cena memorabile con altri ex calciatori, tra risate e ricordi di Maradona.
Il clima della trasmissione è stato quello di una grande famiglia, dove il rispetto e l’amicizia tra i protagonisti si percepivano in ogni battuta. “Io sono fortunato di nascere a Rio e vivere a Napoli”, ha detto Canè, riassumendo il sentimento di appartenenza che lega questi uomini alla città e alla squadra. La puntata si è chiusa con i saluti affettuosi tra i protagonisti, lasciando trasparire la commozione per un momento davvero speciale, in cui la storia del Napoli è tornata a vivere attraverso le voci di chi l’ha scritta.
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