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La Vanvitelli e la Federico II ricorrono alle lezioni online per i disagi legati al carburante. Esami, attività in presenza e differenze con la DAD del periodo Covid.
Il Collettivo Autorganizzato Universitario Napoli e Ecologia Politica Napoli hanno occupato la sede di Porta di Massa. Nel mirino il caro carburante, gli affitti, il definanziamento dell’università pubblica e le politiche del governo.
Nuova occupazione studentesca a Napoli.
Oggi gli studenti del Collettivo Autorganizzato Universitario Napoli (CAU) e di Ecologia Politica Napoli (Ecopol) hanno occupato la sede di Porta di Massa dell’Università Federico II, interrompendo le attività.
La mobilitazione si inserisce nel clima di protesta che sta coinvolgendo gli atenei cittadini, dopo l’occupazione di una sede dell’Università L’Orientale. All’ingresso della Federico II è stato esposto uno striscione con la scritta: «Per una vita degna, per una vita bella: Federico II occupata verso lo sciopero generale del 30 ottobre».
Al centro della protesta ci sono il caro vita, l’aumento dei prezzi, le difficoltà legate al diritto allo studio e le contestazioni alle scelte del governo. Nel comunicato congiunto, i collettivi descrivono una situazione caratterizzata da benzina sempre più costosa, affitti elevati e difficoltà nei trasporti e nel reperimento dei beni di prima necessità.
«Scaffali vuoti nei supermercati, benzina diventata un bene di lusso, affitti triplicati, pomodori a 10 euro al chilo, trasporti pubblici fermi», scrivono gli studenti, collegando la protesta anche alle ripercussioni della crisi del carburante sulla vita quotidiana.
I promotori contestano inoltre la risposta dell’ateneo alle difficoltà negli spostamenti. La Federico II ha infatti annunciato il passaggio alla didattica a distanza per le lezioni e le attività formative ordinarie a partire da giovedì 22 ottobre, fino a nuova comunicazione.
I collettivi non considerano le difficoltà attuali un’emergenza isolata, ma le collegano a problemi strutturali. Nel comunicato criticano il definanziamento dell’università pubblica, il costo degli alloggi nelle città universitarie e la perdita di potere d’acquisto dei salari.
Gli studenti contestano anche le priorità della spesa pubblica e citano le risorse destinate agli armamenti, sostenendo che il diritto allo studio rischi di trasformarsi in un privilegio per chi non dispone di adeguate possibilità economiche.
La protesta abbraccia inoltre temi più ampi, dalla crisi climatica ai conflitti internazionali, fino alle condizioni di lavoro dei giovani e dei precari. CAU ed Ecopol chiedono un cambiamento delle politiche economiche e sociali e criticano quella che definiscono una risposta repressiva del governo alle richieste di lavoratori e studenti.
L’occupazione di Porta di Massa guarda anche alla mobilitazione nazionale prevista per venerdì 30 ottobre. Lo striscione all’ingresso della sede universitaria richiama esplicitamente l’appuntamento, mentre i collettivi rilanciano la protesta contro il carovita e le politiche dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
«Mandiamo a casa il governo Meloni: contro il carovita, per una vita degna, per una vita bella, per tutti», è l’appello conclusivo contenuto nella nota degli studenti.
Per giovedì 22 ottobre è stata inoltre annunciata una conferenza stampa nella sede di Porta di Massa, durante la quale i promotori potranno illustrare ulteriormente le ragioni dell’occupazione e le prossime iniziative.
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