Il Napoli attraversa una fase complicata e ha bisogno di ritrovare compattezza, entusiasmo e personalità. A sottolinearlo è Paolo De Matteis, ex team manager azzurro durante le tre stagioni di Maurizio Sarri sulla panchina partenopea. Intervenuto ai microfoni di Radio Goal, trasmissione condotta da Valter De Maggio su Kiss Kiss Napoli, ha analizzato il momento della squadra di Massimiliano Allegri, soffermandosi sugli infortuni, sulla classifica e sul ruolo dei leader all’interno dello spogliatoio.
Napoli, De Matteis sull’emergenza: «Gilmour è un sostituto adeguato»
Tra le assenze più pesanti c’è quella di Stanislav Lobotka, che dovrebbe rimanere fuori per circa due mesi. De Matteis riconosce il valore dello slovacco, soprattutto per la capacità di limitare gli spazi e interrompere le linee di passaggio avversarie.
L’ex dirigente azzurro, tuttavia, considera Billy Gilmour una soluzione affidabile per sostituirlo. Anche il recupero di Scott McTominay e Frank Anguissa offre maggiori alternative in mezzo al campo. Secondo De Matteis, dunque, il centrocampo può contare su diverse opzioni, mentre le maggiori difficoltà riguardano gli altri reparti.
Il momento delicato e la classifica: «Serve anche un po’ di sana cattiveria»
De Matteis conosce bene le dinamiche interne al Napoli e ha spiegato quanto un periodo negativo possa condizionare il lavoro quotidiano di una squadra.
«Si sente da parte dei calciatori, della società e dello staff tecnico. La stessa settimana non è come le altre», ha raccontato. Quando arrivano le vittorie, infatti, anche gli allenamenti si affrontano con maggiore entusiasmo e voglia. Nei momenti difficili, invece, bisogna trovare dentro il gruppo le energie per reagire.
«Quello che deve scattare in questi momenti è anche un po’ di rabbia e sana cattiveria per tirarsi fuori il prima possibile», ha aggiunto.
Il discorso si è poi spostato sulla classifica di Serie A. Il Napoli ha già incassato quattro sconfitte nelle prime dieci giornate e deve recuperare terreno nella corsa alle posizioni europee. De Matteis, però, continua a credere nelle potenzialità della rosa.
«Il Napoli ha una rosa per poter competere almeno fino alla fine per il quarto posto. Questo lo credo fermamente», ha dichiarato. L’ex team manager ha anche indicato il mercato di gennaio come un possibile momento per correggere alcune lacune, attraverso nuovi innesti e eventuali cessioni.
Porto-Napoli, De Matteis avverte: «Partita molto difficile»
Nel corso dell’intervento a Radio Goal si è parlato anche della sfida europea contro il Porto. La formazione portoghese arriva all’appuntamento con un percorso interno molto positivo: dieci vittorie consecutive in campionato, con 25 reti realizzate. In Champions League, invece, ha perso tutte le prime tre partite.
De Matteis considera comunque l’impegno particolarmente complicato. Entrambe le squadre hanno bisogno di punti per proseguire il proprio cammino nella competizione e la formazione portoghese rappresenta un avversario da affrontare con grande attenzione.
Lobotka e il calendario: «Non siamo dei robot»
Un altro tema affrontato riguarda il numero di partite disputate dai calciatori. De Matteis ha condiviso le considerazioni espresse da Lobotka sulla congestione del calendario internazionale e nazionale.
Il centrocampista slovacco aveva sottolineato il peso degli impegni ravvicinati, tra partite con la nazionale e appuntamenti con il club. Una situazione particolarmente impegnativa per chi ricopre determinati ruoli e deve garantire un elevato dispendio energetico.
De Matteis ha ricordato quanto Lobotka sia abituato a percorrere anche 13-14 chilometri a partita e quanto sia difficile rinunciare a un elemento del genere. Il problema, secondo l’ex dirigente, riguarda soprattutto centrocampisti ed esterni, chiamati a sostenere carichi di lavoro importanti.
L’infortunio dello slovacco, arrivato durante Monza-Napoli, rappresenta quindi una perdita significativa per la squadra.
La leadership nello spogliatoio: il paragone con il Napoli di Sarri
La parte più interessante dell’intervista ha riguardato la personalità dei calciatori. Valter De Maggio ha ricordato il Napoli di Maurizio Sarri, nel quale convivevano figure di grande carisma come Pepe Reina, Raúl Albiol, Gonzalo Higuaín, José Callejón, Lorenzo Insigne e Marek Hamsik.
Secondo il conduttore, negli ultimi anni la figura del leader sembra essere stata rappresentata soprattutto dagli allenatori, da Luciano Spalletti ad Antonio Conte fino all’attuale gestione di Allegri. De Maggio ha individuato in Giovanni Di Lorenzo, Matteo Politano e forse André-Frank Zambo Anguissa alcuni dei riferimenti della squadra attuale, evidenziando però la mancanza di una personalità carismatica paragonabile a quelle del passato.
De Matteis ha riconosciuto la differenza tra i due gruppi, spiegando che nel Napoli di Sarri c’erano calciatori capaci di farsi ascoltare dentro lo spogliatoio. Ha ricordato soprattutto Pepe Reina, un riferimento carismatico per i compagni, ma anche Raúl Albiol e altri giocatori capaci di incidere con la propria personalità.
L’aneddoto di Pepe Reina dopo la vittoria contro la Juventus
A chiudere l’intervento è stato un episodio che racconta bene il carattere dell’ex portiere azzurro. De Matteis ha ricordato il rientro della squadra dopo la vittoria conquistata a Torino contro la Juventus nel maggio 2018.
Per ragioni di sicurezza, era stato predisposto un percorso che avrebbe permesso alla squadra di evitare la folla di tifosi in attesa all’esterno dell’aeroporto. Ma Reina non era d’accordo con quella soluzione.
«Pepe si è alzato ed è andato a parlare con il mister, con il direttore e con chi rappresentava la proprietà», ha raccontato De Matteis. Il portiere chiese di raggiungere i sostenitori, nonostante l’attesa e il conseguente ritardo nel rientro a casa.
Il senso del suo messaggio era chiaro: meglio arrivare a casa alle cinque del mattino, piuttosto che rinunciare a salutare le tante persone che aspettavano la squadra.
«Questo è il leader», ha commentato De Matteis, ricordando con emozione un gesto che, a suo giudizio, rappresentava perfettamente il legame tra Reina, il gruppo e la tifoseria. Un episodio che restituisce l’immagine di uno spogliatoio nel quale alcuni calciatori sapevano assumersi responsabilità anche al di fuori del campo.