La situazione di Scott McTominay continua a essere al centro dell’attenzione dopo la scoperta di un’aritmia cardiaca. Il centrocampista del Napoli dovrà sottoporsi a un trattamento interventistico per risolvere il problema e, successivamente, affrontare un nuovo percorso di valutazione prima del ritorno all’attività agonistica.
Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli è intervenuto il professor Ciro Mauro, primario della struttura complessa di Cardiologia dell’ospedale Cardarelli di Napoli. L’esperto ha spiegato il percorso previsto per McTominay e si è soffermato sui rischi legati alla fibrillazione atriale.
Secondo il professor Mauro, la scelta di intervenire rappresenta una soluzione corretta. In particolare, il trattamento interventistico permette di affrontare il problema senza esporre un atleta professionista ai rischi legati all’utilizzo prolungato di anticoagulanti.
«È corretto anche l’atteggiamento di risolverlo attraverso un trattamento interventistico», ha spiegato Mauro.
Il professore ha sottolineato che, in presenza di determinate forme di aritmia, può essere necessario ricorrere a una terapia anticoagulante. Per un calciatore, però, questo aspetto assume una particolare importanza a causa dei possibili rischi legati agli sport di contatto.
L’obiettivo diventa quindi risolvere il problema attraverso una procedura interventistica e permettere successivamente all’atleta di tornare all’attività agonistica.
Uno dei passaggi più importanti dell’intervista riguarda la definizione utilizzata nel comunicato del Napoli, che ha parlato di una «lieve aritmia cardiaca».
Il professor Mauro ha invitato a non sottovalutare il problema.
«Io vorrei correggere un attimo il concetto di lieve. Non parliamo di lieve o benigna. Ogni condizione che non è normale è patologica».
Il cardiologo ha poi spiegato che la fibrillazione atriale può avere conseguenze importanti, pur non trattandosi di un’aritmia mortale.
«È un’aritmia non mortale, ma che può portare dei problemi».
Tra le principali complicanze indicate da Mauro c’è il rischio di eventi cerebrovascolari. Proprio per questo, secondo il professore, la scelta dei medici di intervenire è corretta.
Il Napoli ha comunicato che McTominay dovrebbe tornare all’attività agonistica dopo la sosta. Considerando il calendario, il riferimento potrebbe essere alla gara dell’11 ottobre.
Il professor Mauro ha spiegato che, dopo l’intervento, sarà necessario un periodo di trattamento farmacologico e una nuova valutazione.
«Finalmente dopo 4 settimane di trattamento farmacologico associato al trattamento interventistico il paziente credo che subirà una nuova valutazione per l’idoneità agonistica e poi potrà riprendere».
La tempistica indicata è quindi di circa quattro settimane per il trattamento successivo alla procedura, con una successiva valutazione dell’idoneità sportiva.
Per McTominay sarà dunque fondamentale ottenere una nuova idoneità prima di tornare a giocare. In Italia, infatti, i protocolli per l’attività agonistica prevedono controlli particolarmente rigorosi.
Un altro tema affrontato durante l’intervista riguarda l’utilizzo degli anticoagulanti dopo il trattamento.
Mauro ha spiegato che il giocatore potrebbe dover seguire una terapia farmacologica per un periodo limitato dopo la procedura.
Questo aspetto è particolarmente importante per un calciatore. L’utilizzo di anticoagulanti può infatti incidere sulla possibilità di praticare uno sport di contatto.
La valutazione finale spetterà comunque ai medici che seguiranno McTominay e agli specialisti incaricati di verificare le sue condizioni dopo l’intervento.
Durante l’intervista è stato affrontato anche un altro aspetto. McTominay ha raccontato di aver avuto un episodio di fibrillazione atriale a pochi giorni da una partita del Mondiale.
A Valter De Maggio è stato quindi chiesto se condizioni ambientali come temperature elevate e umidità possano complicare la situazione.
Il professor Mauro ha evidenziato l’importanza della prevenzione in presenza di problematiche di questo tipo. Per un atleta, la priorità resta evitare qualsiasi situazione che possa aumentare i rischi.
Il professor Mauro ha infine ribadito un concetto fondamentale. Di fronte a una problematica cardiaca, anche nel caso di un atleta professionista, la priorità deve essere la sicurezza.
«Noi abbiamo un dovere verso qualsiasi paziente, e qui anche se si tratta di un atleta».
Per questo motivo, secondo il primario del Cardarelli, la scelta di fermare McTominay e procedere con il trattamento rappresenta la strada più prudente.
Ora il centrocampista del Napoli dovrà completare il percorso previsto. Dopo l’intervento arriveranno il periodo di terapia, gli esami di controllo e la nuova valutazione per l’idoneità agonistica. Solo a quel punto sarà possibile stabilire con certezza quando McTominay potrà tornare in campo.
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