McTominay, Pappone: “Per il post-ablazione servono 8 settimane”

Scott McTominay e l’intervento di ablazione al cuore. Dopo la comunicazione del Napoli sulla lieve aritmia riscontrata al centrocampista scozzese, il professor Carlo Pappone è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli.

Il primario di Cardiologia del Policlinico San Donato di Milano ha spiegato cosa comporta, in generale, un’ablazione per la fibrillazione atriale. Ha inoltre illustrato i possibili tempi di recupero per un atleta professionista.

Pappone ha precisato di non voler entrare nel caso specifico di McTominay. Le sue indicazioni aiutano però a comprendere la procedura e il percorso necessario prima del ritorno all’attività agonistica.

Ablazione, Pappone: “La fibrillazione atriale negli atleti non è rara”

“La fibrillazione atriale di un atleta non è un evento raro”, ha spiegato Pappone durante l’intervista.

Secondo il professore, questo tipo di aritmia compare più spesso verso la fine della carriera. Può manifestarsi anche dopo la fine dell’attività agonistica.

Un episodio breve può risolversi spontaneamente e non rappresentare necessariamente un problema. La situazione cambia quando la fibrillazione dura diverse ore. Lo stesso vale quando servono farmaci per interrompere l’episodio.

Durante la fibrillazione atriale, il cuore perde la normale coordinazione tra le sue camere. La prestazione fisica dell’atleta può quindi ridursi in modo significativo.

Per questo motivo, un calciatore in pieno episodio di fibrillazione difficilmente può sostenere una partita o un allenamento intenso.

Ablazione per la fibrillazione atriale: come funziona

Pappone ha spiegato anche come funziona, in generale, l’ablazione per la fibrillazione atriale.

La procedura avviene in anestesia generale. Il medico inserisce alcuni cateteri attraverso una vena femorale. I cateteri raggiungono quindi il cuore.

Il cardiologo accede all’atrio sinistro attraverso una puntura della membrana che separa l’atrio destro da quello sinistro. A questo punto può intervenire sulle aree responsabili dell’aritmia.

Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto importanti passi avanti. Oggi si utilizza anche l’elettroporazione, una tecnica che Pappone ha definito molto efficace.

L’ablazione non garantisce però il successo nel 100% dei casi. Per questo il professore invita a non considerare la procedura come una semplice formalità.

Anche le complicanze, seppur non necessariamente destinate a verificarsi, vanno considerate. È quindi importante eseguire l’intervento in centri specializzati e attrezzati per gestire eventuali emergenze.

McTominay, per un atleta servono condizioni perfette

Uno dei passaggi più importanti dell’intervista riguarda gli sportivi professionisti.

“L’intervento di un atleta è diverso dall’intervento di una persona normale”, ha spiegato Pappone.

Il motivo è legato agli standard richiesti a un atleta professionista. Dopo l’ablazione, infatti, non basta verificare il ritorno al normale ritmo cardiaco.

Bisogna soprattutto accertare l’assenza di nuovi episodi di fibrillazione atriale. Inoltre, l’atleta non deve avere necessità di farmaci antiaritmici o di una terapia anticoagulante.

Solo dopo queste verifiche si può valutare il ritorno all’attività agonistica.

McTominay, quando può tornare in campo?

Il tema interessa direttamente i tifosi del Napoli.

Nel corso dell’intervista è stato chiesto a Pappone se McTominay possa tornare in campo già dopo la prossima pausa per le nazionali.

Il professor Pappone ha richiamato le indicazioni generali per gli atleti. Dopo un’ablazione, secondo quanto spiegato dal cardiologo, occorre attendere circa 8 settimane.

Durante questo periodo bisogna verificare che non compaiano nuovi episodi di fibrillazione atriale.

“Bisogna dimostrare che l’aritmia non si è più verificata”, ha spiegato Pappone.

Il monitoraggio può avvenire attraverso diversi strumenti. Tra questi il professore ha citato il loop recorder e altre registrazioni elettrocardiografiche.

Per questo motivo, il giorno dell’intervento non determina automaticamente la data del rientro. Serviranno controlli e valutazioni mediche prima di autorizzare il ritorno all’attività agonistica.

Pappone: “Non è una passeggiata”

Pappone ha infine invitato a non minimizzare l’ablazione.

La procedura ha raggiunto oggi livelli di efficacia elevati. Rimane però un intervento sul cuore e presenta possibili complicanze.

Tra quelle citate dal professore ci sono anche la perforazione cardiaca e l’ictus. Si tratta di rischi generali della procedura e non di indicazioni relative al caso specifico di McTominay.

Per il centrocampista del Napoli sarà quindi fondamentale seguire tutte le fasi del percorso post-operatorio.

Il monitoraggio dell’attività cardiaca permetterà di verificare l’eventuale presenza di nuove aritmie. I medici valuteranno inoltre la necessità di farmaci o della terapia anticoagulante.

Solo al termine di questo percorso sarà possibile stabilire con certezza i tempi del ritorno in campo di McTominay.

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