Il calcio spagnolo è sotto shock.
Jesús de Miguel, attaccante del Tenerife, è morto a soli 30 anni a causa delle gravissime lesioni riportate durante un drammatico scontro di gioco. Il calciatore si è spento la mattina del 3 novembre 2026 presso l’Hospital Universitario de Nuestra Señora de Candelaria, dove si trovava ricoverato in terapia intensiva.
La notizia del decesso è stata ufficializzata dal club delle Canarie con una nota colma di dolore, che ha unito nel lutto l’intera Segunda División.
Il dramma si è consumato nei minuti di recupero della sfida di campionato tra il CD Tenerife e l’FC Andorra, mentre il risultato era bloccato sul 2-2.
Su un lancio lungo in profondità, la punta de Miguel si è avventata sul pallone nel tentativo di siglare il gol vittoria. Il portiere dell’Andorra, Jesús Owono, è uscito violentemente fuori dalla propria area di rigore per anticipare l’avversario. L’impatto aereo al petto è stato devastante: l’attaccante è crollato a terra privo di sensi, colpito da un immediato arresto cardiorespiratorio.
Le immagini testimoniano la violenza dell’impatto aereo che ha portato all’arresto cardiaco in campo del giocatore.
I sanitari presenti allo stadio sono intervenuti tempestivamente sul terreno di gioco. Le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) eseguite d’urgenza all’interno dell’ambulanza avevano inizialmente ripristinato il battito cardiaco e la respirazione autonoma del calciatore. [1]
Le speranze si sono però spente nel corso della notte. Il quadro clinico di de Miguel ha subìto un tragico e irreversibile peggioramento sotto il profilo neurologico, conducendolo alla morte poche ore dopo. [1, 2]
L’episodio ha scosso profondamente l’opinione pubblica sportiva e sollevato pesanti interrogativi. Il portiere dell’Andorra, Jesús Owono, espulso dall’arbitro al 97′ per il gravissimo fallo, si trova in uno stato di totale shock psicologico. Il calciatore ha rimosso il proprio profilo Instagram a causa dei duri attacchi ricevuti dai tifosi e ha manifestato l’intenzione di chiedere scusa privatamente alla famiglia della vittima.
Mentre l’FC Andorra (società di proprietà di Gerard Piqué) ha ribadito l’assoluta involontarietà del contrasto, i media sollevano interrogativi sul rischio di potenziali conseguenze penali per omicidio colposo legato all’imprudenza dell’intervento sul campo.
In segno di profondo rispetto per la tragica scomparsa di Jesús de Miguel, la Federcalcio spagnola (RFEF) ha preso provvedimenti immediati:
Il mondo del calcio si stringe attorno ai familiari di de Miguel, un professionista esemplare la cui vita è stata spezzata prematuramente in un lunedì di sport trasformato in tragedia.
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