Il presidente del Pisa, Giuseppe Corrado, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli durante la trasmissione Radio Goal. Nel corso della diretta, Corrado ha espresso la sua opinione sul dibattito riguardante l’introduzione del VAR a chiamata anche in Serie A e Serie B, una proposta avanzata dal presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Corrado ha spiegato perché, secondo lui, questa soluzione non risolverebbe i problemi del calcio italiano, sottolineando la necessità di affrontare questioni più profonde e strutturali.
Giuseppe Corrado boccia il VAR a chiamata: “Non serve a ridurre gli errori arbitrali”
Durante l’intervista con Valter De Maggio, Giuseppe Corrado si è mostrato molto scettico sull’utilità del VAR a chiamata. Secondo il presidente del Pisa, “è una cosa inutile, assolutamente inutile, che non serve a ridurre gli errori arbitrali”. Corrado ha spiegato che gli errori del VAR in questa stagione sono dovuti soprattutto alla “non chiarezza del protocollo” e a “interpretazioni o letture non corrette degli episodi”, non al mancato intervento della tecnologia. Per Corrado, il VAR a chiamata non risolverebbe questi problemi, perché la questione centrale resta la lettura soggettiva dei fatti da parte degli arbitri e dei varisti.
Il presidente ha anche sottolineato che la posizione fisica del VAR, sia allo stadio che in una sala dedicata, non cambia la sostanza delle decisioni: “La location non cambia niente se sei davanti a uno schermo”. Corrado teme che il VAR a chiamata possa solo allungare i tempi delle partite senza portare reali benefici. “In una partita, ci saranno 100 episodi contestati perché ognuno pensa di essere stato danneggiato”, ha aggiunto, evidenziando il rischio di aumentare la confusione e le polemiche.
Il vero problema del calcio italiano secondo Corrado: “Dobbiamo migliorare il sistema, non solo la tecnologia”
Corrado ha invitato a spostare il dibattito dai singoli episodi arbitrali ai problemi più ampi del calcio italiano. “Forse pensiamo che il problema del calcio italiano sia il VAR. Perché non andiamo ai mondiali forse per il terzo anno? Con questo turno rischiamo di essere eliminati da tutte le coppe e stiamo parlando del VAR”, ha dichiarato. Secondo Corrado, in Italia si tende a concentrarsi troppo sugli errori arbitral sfavorevoli: “Ognuno pensa di essere stato danneggiato. Ci arrabbiamo quando perdiamo. Con il VAR abbiamo fatto passi in avanti”.
Il presidente del Pisa ha fatto un confronto con il calcio internazionale, dove il VAR non è al centro delle discussioni come avviene in Italia. Ha suggerito di prendere esempio dai paesi del Nord Europa, dove si lavora molto sulle infrastrutture sportive e sulla formazione dei giovani. “La Norvegia, che è un paese poco più grande della Lombardia… Oggi è avanti anni luce rispetto al nostro caso. Ha vinto medaglie alle Olimpiadi, vince nelle gare di atletica ed è un paese che è grande come la Lombardia”, ha osservato Corrado, sottolineando l’importanza di investire su tutto il sistema calcio, non solo sulla tecnologia.
Cultura sportiva e autocritica: “Non siamo ultimi per colpa degli arbitri”
Un altro punto centrale dell’intervento di Corrado riguarda la cultura sportiva e la capacità di autocritica. Il presidente ha riconosciuto che anche il Pisa, in passato, ha subito errori arbitrali che hanno avuto conseguenze importanti, come la necessità di disputare uno spareggio con il Monza. Tuttavia, Corrado ha affermato con chiarezza: “Noi non siamo ultimi perché hanno sbagliato gli arbitri. Siamo ultimi perché abbiamo giocato meno bene degli altri, perché abbiamo fatto degli errori di inesperienza e perché molto probabilmente abbiamo dei limiti di carattere tecnico che non siamo riusciti a compensare, ma mica per colpa degli arbitri”.
Corrado ha anche elogiato la trasparenza degli arbitri italiani, che in alcune occasioni hanno ammesso i propri errori. Ha invitato tutti a non concentrarsi solo sulle decisioni arbitrali, ma a lavorare per migliorare il livello generale del calcio italiano. “Dobbiamo imparare dai paesi esteri. Guardiamo a migliorare i nostri errori. Non l’unico o due errori che fanno per partita gli arbitri. Gli arbitri fanno uno o due errori per partita. Le nostre squadre ne fanno dieci per parte”, ha concluso Corrado, lanciando un messaggio di responsabilità e di crescita per tutto il movimento calcistico nazionale.