Funerali di Salvatore Calignano, ultimo saluto all’operaio

A Orta di Atella i funerali di Salvatore Calignano, l’operaio morto dopo la caduta a Caivano. Borrelli: “Mi stringe il cuore vedere così poca gente”.

A Orta di Atella l’ultimo saluto coi funerali di Salvatore Calignano, l’operaio di 61 anni morto dopo la caduta da un capannone a Caivano. La cerimonia nella chiesa di San Massimo, tra il dolore della moglie, delle figlie e dei familiari. Borrelli: “Mi stringe il cuore vedere così poca gente”. L’inchiesta della Procura di Napoli Nord continua.

È il giorno dell’ultimo saluto a Salvatore Calignano, l’operaio di 61 anni morto dopo essere rimasto gravemente ferito durante un lavoro in un capannone nella zona industriale di Caivano.

I funerali si sono svolti oggi, sabato 10 ottobre, nella chiesa di San Massimo a Orta di Atella, il comune del Casertano dove Calignano viveva con la moglie Carmela e le due figlie.

Una cerimonia segnata dal dolore della famiglia e dalle domande ancora aperte sull’incidente che è costato la vita all’operaio. In chiesa sono arrivati i familiari e le persone più vicine a Salvatore, mentre all’esterno non sono mancate le testimonianze di chi chiede che venga fatta piena luce sulla vicenda.

Il dolore della famiglia ai funerali di Salvatore Calignano

A pochi giorni dalla tragedia, la famiglia ha accompagnato Salvatore nel suo ultimo viaggio.

La moglie Carmela e le figlie hanno vissuto una giornata di grande dolore, mentre la bara dell’operaio veniva portata nella chiesa di San Massimo.

Durante la celebrazione è arrivato anche il messaggio del vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, che ha invitato la comunità a interrogarsi sul valore della vita e sul modo in cui viene vissuto il lavoro.

Il parroco don Paolo Gaudino ha ricordato Calignano come una persona buona e lavoratrice, sottolineando anche le difficoltà di una terra nella quale, pur essendo necessario lavorare, troppo spesso il lavoro viene svolto in condizioni precarie.

Un momento particolarmente doloroso è stato quello dell’uscita del feretro dalla chiesa. All’esterno è arrivato un lungo applauso per Salvatore, prima del ritorno al silenzio e al dolore dei familiari.

Borrelli ai funerali: “Mi stringe il cuore vedere così poca gente”

Tra le persone presenti alla cerimonia anche il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che nei giorni scorsi aveva portato il caso all’attenzione pubblica e parlamentare.

Borrelli ha commentato la partecipazione ai funerali con parole molto dure: “Mi stringe il cuore vedere così poca gente”.

Il deputato ha espresso amarezza per quella che ha percepito come una scarsa partecipazione della comunità davanti alla morte di un lavoratore. Una presenza ridotta che, secondo Borrelli, rischia di aggiungere un ulteriore elemento di amarezza a una vicenda già segnata da molti interrogativi.

Nei giorni precedenti Borrelli aveva chiesto che venissero verificati tutti gli aspetti ancora poco chiari della vicenda, a partire dalle circostanze dell’assunzione di Calignano e dal funzionamento delle telecamere presenti nell’area del cantiere.

L’autopsia: fratture compatibili con una caduta dall’alto

Proprio nelle ore che hanno preceduto i funerali sono emersi nuovi elementi dall’autopsia.

L’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste la famiglia Calignano, ha riferito che sul corpo sono state riscontrate fratture allo sterno, al bacino, al polso e all’osso sacro.

Secondo il legale, le lesioni sono compatibili con una caduta da un’altezza considerevole, di almeno otto metri, e sarebbero tali da non consentire alla vittima di camminare autonomamente.

Si tratta di un elemento importante per la ricostruzione dell’incidente, anche se saranno gli accertamenti della Procura a stabilire esattamente la dinamica della caduta e le eventuali responsabilità.

Cosa è successo a Salvatore Calignano

La tragedia risale al 2 ottobre, quando Calignano stava lavorando in un’area industriale di Caivano.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo era impegnato sul tetto di un capannone quando è precipitato. Dopo essere stato soccorso in condizioni gravissime, è stato trasportato in ospedale. È morto il giorno successivo.

La Procura di Napoli Nord ha aperto un’inchiesta per ricostruire ogni passaggio della vicenda.

Gli accertamenti hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei fratelli Antonio e Nicola Frezza, proprietari del capannone, e di Michele De Rosa, amministratore unico della società per la quale Calignano lavorava.

Nei confronti di De Rosa è stata inoltre emessa un’ordinanza di arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Le contestazioni riguardano, secondo quanto riferito dall’ANSA, l’omicidio colposo e l’omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

Per tutti gli indagati, naturalmente, vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Il nodo dell’assunzione

Uno dei punti al centro dell’inchiesta riguarda anche il rapporto di lavoro di Calignano.

Dagli accertamenti è emerso che l’operaio risultava assunto con decorrenza 1° ottobre, il giorno precedente all’infortunio. La circostanza è stata considerata meritevole di approfondimento dagli investigatori e dalla famiglia.

L’avvocato Petruzzi aveva già espresso dubbi sulla tempistica dell’assunzione, chiedendo che venisse chiarito quando e come fosse stato formalizzato il rapporto di lavoro.

Secondo l’ANSA, gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che Calignano e gli altri due operai presenti lavoravano senza i dispositivi di protezione previsti.

Il datore di lavoro ai domiciliari

L’inchiesta ha avuto una svolta nelle ultime ore con l’arresto del datore di lavoro.

Secondo quanto emerso dalle indagini, Michele De Rosa avrebbe tentato di convincere Calignano, ancora cosciente dopo la caduta, a raccontare una versione diversa dell’incidente.

Una persona presente sul posto avrebbe riferito agli investigatori le parole attribuite all’imprenditore: “Non ti preoccupare, si risolve tutto, se ti chiedono qualcosa dici che ti hanno investito e l’assicurazione ti paga”.

Si tratta di un elemento investigativo particolarmente delicato, che dovrà essere valutato nell’ambito del procedimento.

Il giallo dello spostamento: cosa è emerso

Su questo punto è importante fare chiarezza.

Nei giorni scorsi erano circolate ricostruzioni secondo cui Calignano sarebbe stato spostato dal luogo della caduta e successivamente lasciato in un’altra zona.

Gli ultimi accertamenti della Procura, però, secondo quanto riferito dall’ANSA, avrebbero portato a una conclusione diversa: il corpo non sarebbe stato spostato, ma soccorso nel punto in cui l’uomo era caduto.

Le immagini delle telecamere e gli ulteriori accertamenti hanno permesso agli investigatori di ricostruire diversamente la sequenza dei soccorsi rispetto alle prime ipotesi.

Resta quindi fondamentale distinguere le ipotesi iniziali dalle conclusioni investigative più recenti.

I telefoni degli indagati saranno analizzati

L’inchiesta non è comunque arrivata al termine.

Un passaggio importante sarà rappresentato dall’analisi dei telefoni sequestrati agli indagati. Gli accertamenti potranno contribuire a ricostruire i contatti e le comunicazioni avvenute nelle ore dell’incidente.

La Procura dovrà inoltre ricostruire con precisione le condizioni di sicurezza del cantiere, la posizione di Calignano sul tetto, le modalità della caduta e tutti gli eventi successivi.

L’ultimo applauso per Salvatore

A Orta di Atella, intanto, oggi è stato il giorno del dolore.

Salvatore Calignano è stato salutato dalla moglie, dalle figlie, dai familiari e dalle persone che gli hanno voluto bene.

La cerimonia nella chiesa di San Massimo si è conclusa con un lungo applauso. Un ultimo gesto per un uomo che era uscito di casa per lavorare e che non è più tornato.

Ora la famiglia aspetta risposte. E l’inchiesta dovrà stabilire, attraverso gli elementi raccolti dalla Procura e dai carabinieri, come sia morto Salvatore Calignano e se vi siano responsabilità per quella tragedia sul lavoro.

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