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Enzo Montefusco, ex allenatore e opinionista, interviene su Radio Kiss Kiss Napoli per parlare dei Mondiali, del Napoli e dell’arrivo di Max Allegri. Un confronto tra passato e presente, tra qualità e quantità nel calcio moderno.
Su Radio Kiss Kiss Nicolò Frustalupi ha condiviso le sue opinioni sulle prospettive tattiche del Napoli, in vista dell’arrivo di Max Allegri come nuovo allenatore. Frustalupi ha analizzato le possibili soluzioni di gioco e ha riflettuto sull’evoluzione dei moduli difensivi nel calcio moderno, sottolineando l’importanza di adattare il sistema alle caratteristiche dei giocatori a disposizione.
Frustalupi è stato invitato a esprimere un parere tecnico su due giocatori che potrebbero essere centrali nel nuovo Napoli: De Bruyne e Vergara. Secondo l’allenatore, i due calciatori presentano caratteristiche differenti che potrebbero renderli complementari piuttosto che intercambiabili. “De Bruyne è più un assist man, un giocatore di qualità che può mettere una palla, un assist goal, una verticalizzazione, insomma, può inventarsi una giocata del genere. Mentre Vergara, essendo all’inizio della sua carriera, quindi è ancora molto brillante dal punto di vista fisico, può saltare l’uomo, può accelerare, può fare un contropiede in velocità”, ha spiegato Frustalupi. L’allenatore ha poi aggiunto che entrambi sono giocatori offensivi, ma che la loro coesistenza in campo dipenderà dal modulo scelto da Allegri. In un 3-4-2-1, ad esempio, potrebbero giocare insieme alle spalle del centravanti, mentre in un 4-3-3 la loro presenza contemporanea potrebbe sbilanciare la squadra. Frustalupi ha sottolineato come la profondità della rosa del Napoli permetta diverse soluzioni, ma sarà fondamentale trovare il giusto equilibrio tattico.
Un altro tema centrale dell’intervista è stato quello dei moduli difensivi, con particolare attenzione al confronto tra la difesa a tre e quella a quattro. Frustalupi ha evidenziato come, a livello internazionale, la difesa a quattro sia più diffusa, soprattutto nelle nazionali, dove il tempo per lavorare sui meccanismi tattici è limitato. “In nazionale la difesa a 4 è più conosciuta, è più utilizzata, quindi è anche più facile da utilizzare in nazionale dove hai poco tempo per fare allenamenti, soprattutto tattici, trovare meccanismi e quindi la difesa a 3 è un po’ più complicata da spiegare per chi non la utilizza frequentemente”, ha dichiarato. Tuttavia, Frustalupi ha espresso una preferenza personale per la difesa a tre, sottolineando i vantaggi che offre in fase di impostazione e nella creazione di linee di passaggio. Ha anche ricordato che molte squadre che partono con una difesa a quattro, in fase di costruzione, si dispongono comunque a tre grazie ai movimenti dei centrocampisti o dei terzini. Secondo Frustalupi, la scelta del modulo deve sempre partire dalle caratteristiche dei giocatori a disposizione, più che da mode o tendenze del momento.
Frustalupi ha concluso la sua analisi sottolineando che, al di là delle scelte tattiche, la vera differenza la fanno sempre i calciatori di qualità. “L’importante è avere i calciatori adatti, poi vanno bene tutti [i moduli]”, ha affermato, ricordando come sia l’Inter che il Napoli abbiano vinto lo Scudetto adottando la difesa a tre. L’allenatore ha anche citato l’arrivo di Amorim al Milan come esempio di come la Serie A continui a sperimentare con diversi sistemi di gioco. Secondo Frustalupi, il calcio è una disciplina in continua evoluzione e spesso ciclica, dove le soluzioni tattiche tornano di moda a seconda delle esigenze e delle caratteristiche delle rose.
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