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Giorgio Perinetti, ospite a Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli, analizza le difficoltà del calcio italiano, andando oltre le polemiche sugli allenatori e puntando il dito su problemi strutturali e sulla necessità di riforme.
Il calcio italiano sta vivendo un momento di grande difficoltà, come emerso nell’ultima puntata di Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli. Dopo l’eliminazione di Inter e Juventus dalla Champions League e con il Napoli fuori già dai playoff, resta una sola squadra italiana agli ottavi, a fronte delle sei inglesi ancora in corsa. Evelina Christillin, esperta di calcio internazionale, ha commentato la situazione, soffermandosi anche sulle polemiche arbitrali e sulle prospettive della Nazionale in vista dei prossimi Mondiali.
La recente eliminazione di Inter e Juventus dalla Champions League ha lasciato l’amaro in bocca agli appassionati di calcio italiano. Evelina Christillin, intervenuta a Radio Goal, ha raccontato le sue emozioni durante le partite, sottolineando come, nonostante le difficoltà, alcune squadre abbiano dimostrato carattere e voglia di lottare. “Per un attimo ci ho sperato e ci ho creduto. E invece siamo fuori. Però almeno ieri sera si è vista una squadra che lottava e che giocava”, ha dichiarato Christillin, riferendosi alla prestazione della Juventus. L’esperta ha anche elogiato l’Atalanta, protagonista di una qualificazione emozionante, e ha condiviso un aneddoto personale sulla tifosa Sofia Goggia, sottolineando il legame tra sport diversi e la passione per il calcio.
Il confronto con la Premier League è impietoso: sei squadre inglesi ancora in corsa contro una sola italiana. Questo dato evidenzia le difficoltà strutturali del calcio italiano, che fatica a competere ai massimi livelli europei. Christillin ha invitato a riflettere sulle cause profonde di questa crisi, evitando di concentrarsi solo sugli episodi arbitrali e guardando invece alla qualità del gioco e alla crescita del movimento calcistico nazionale.
Uno dei temi più caldi affrontati durante la trasmissione è stato quello delle polemiche arbitrali, che nelle ultime settimane hanno monopolizzato il dibattito calcistico in Italia. Christillin ha espresso la sua opinione in modo chiaro: “Forse sarebbe meglio guardarsi un po’ nel proprio livello di gioco, nelle proprie capacità, nelle proprie competenze e non attaccare gli arbitri continuamente. Perché anche per loro diventa psicologicamente difficilissimo dirigere serenamente una partita”. L’esperta ha riconosciuto che gli errori arbitrali esistono, ma ha invitato a tenere i toni più bassi e a non trasformare ogni episodio in un caso nazionale.
Un altro punto critico riguarda i regolamenti, in particolare il ruolo del VAR e le limitazioni imposte dall’IFAB. Christillin ha sottolineato l’assurdità di alcune regole, come l’impossibilità di intervenire sul doppio giallo tramite VAR, e ha auspicato una revisione delle norme per rendere il calcio più giusto e trasparente. “Ci sono anche delle cose, obiettivamente, che andrebbero modificate a livello di regolamento”, ha affermato, facendo riferimento all’espulsione di Kalulu in Inter-Juvenrus, spiegando come certe decisioni possano cambiare il destino di una partita e, di conseguenza, di un’intera stagione.
Oltre alle competizioni per club, il futuro della Nazionale italiana è un tema centrale. L’Italia si giocherà l’accesso ai Mondiali per la terza volta consecutiva attraverso gli spareggi, una situazione che preoccupa non solo dal punto di vista sportivo ma anche economico. Durante la trasmissione, Valter De Maggio ha ricordato come la mancata qualificazione avrebbe un impatto pesantissimo: “Il sistema italiano deve andare al Mondiale, perché quel Mondiale, in termini economici, varrebbe 80 milioni, 40 proventi dalla FIFA, 40 dagli sponsor. Se non vanno al Mondiale è al collasso il nostro movimento.”
Christillin ha sottolineato anche l’importanza della reputazione internazionale: una Nazionale che ha vinto quattro Mondiali non può permettersi di mancare la qualificazione per tre edizioni consecutive. Il ricordo del 1958, anno in cui l’Italia non si qualificò, è ancora vivo tra i tifosi più anziani, e il rischio di ripetere quell’incubo è concreto. L’esperta ha invitato tutti a sostenere le squadre italiane ancora in corsa nelle coppe europee e a fare il tifo per la Nazionale, nella speranza che il calcio italiano possa ritrovare presto competitività e prestigio.
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