Diossine dopo incendio di Airola: non conformi mais ed erba

Nuove non conformità nei controlli dopo l’incendio di Airola: sotto esame mais ed erba destinati all’alimentazione animale.

Nuovi controlli dopo il rogo di Airola: due campioni destinati all’alimentazione animale sono risultati non conformi per la presenza di diossine. Nel mirino un trinciato di mais prelevato a Bonea e dell’erba da pascolo raccolta a Forchia. La Regione: “Monitoraggio puntuale”.

Il caso diossine ad Airola torna al centro dell’attenzione. A poco più di un mese dal grande incendio del 31 agosto, arrivano nuovi risultati dal monitoraggio avviato per verificare le possibili conseguenze del rogo sull’ambiente e sulla filiera agroalimentare.

Sono due i campioni risultati non conformi negli ultimi controlli: uno riguarda trinciato di mais raccolto a Bonea, l’altro erba da pascolo prelevata a Forchia. Entrambi sono prodotti destinati all’alimentazione degli animali.

Un nuovo elemento che porta avanti una vicenda ancora tutta da chiarire e che sta richiedendo una serie di verifiche da parte di Asl, Arpac e Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.

Diossine Airola, nuovi controlli dopo l’incendio

L’ultimo aggiornamento riguarda otto rapporti di prova relativi alla ricerca delle diossine. Due hanno evidenziato una non conformità.

Il primo campione è stato prelevato a Bonea e riguarda del trinciato di mais. Il secondo arriva invece da Forchia, dove è stata analizzata dell’erba destinata al pascolo.

Il dato è significativo, ma va letto con attenzione. La non conformità riguarda infatti i singoli campioni analizzati e non significa che tutte le produzioni agricole o alimentari dell’area siano contaminate.

La Regione Campania ha infatti precisato che i risultati non possono essere automaticamente estesi al latte, ai prodotti derivati o alle altre produzioni del territorio.

Mais ed erba sotto esame

Il monitoraggio sta cercando di ricostruire l’eventuale presenza di sostanze derivanti dalla combustione nei territori potenzialmente interessati dalla dispersione dei fumi.

Per questo vengono analizzati terreni, foraggi e altre matrici della filiera agroalimentare.

Il nuovo risultato relativo al mais di Bonea e all’erba di Forchia si inserisce in un quadro di controlli molto più ampio. Complessivamente, gli esami validati sono arrivati a 143, tra analisi per la ricerca delle diossine e verifiche sui metalli.

Controlli anche sul latte

La questione non riguarda soltanto i foraggi. Dopo le precedenti anomalie riscontrate nell’erba da pascolo, sono stati programmati ulteriori accertamenti.

Arpac ha effettuato prelievi sui terreni delle aree interessate e sono in corso verifiche anche sul latte degli animali e sui prodotti derivati già sottoposti a campionamento.

Saranno proprio questi risultati a permettere di capire se le sostanze rilevate nei foraggi abbiano avuto conseguenze sulla filiera di origine animale.

Per questo motivo, al momento, è fondamentale non generalizzare il risultato dei due campioni non conformi.

Diossine Airola, cosa sappiamo e cosa ancora non sappiamo

Il dato ufficiale al momento è preciso: due campioni destinati all’alimentazione animale hanno evidenziato una non conformità per le diossine.

Non è invece ancora possibile affermare che vi sia una contaminazione generalizzata delle produzioni agricole o alimentari dell’area.

Le autorità stanno infatti completando gli ulteriori esami per verificare l’eventuale presenza delle stesse sostanze in altre matrici.

Il monitoraggio servirà anche a comprendere l’eventuale collegamento tra i risultati delle analisi e l’incendio del 31 agosto.

La Regione: monitoraggio ancora in corso

La Regione Campania ha ribadito la necessità di proseguire con controlli costanti e coordinati.

L’assessora alla Protezione civile e alla tutela degli animali Fiorella Zabatta ha sottolineato l’impegno delle strutture coinvolte nel monitoraggio e la necessità di garantire trasparenza nella comunicazione dei risultati.

L’obiettivo è arrivare a un quadro completo della situazione e adottare, qualora necessario, ulteriori misure di tutela per cittadini, animali, ambiente e produzioni agroalimentari.

Il caso Airola non è ancora chiuso

A oltre un mese dall’incendio, dunque, la situazione resta sotto osservazione.

I nuovi risultati sulle diossine nel mais a Bonea e nell’erba a Forchia aggiungono due tasselli al monitoraggio, ma non rappresentano ancora il quadro definitivo.

Le prossime analisi saranno decisive per capire l’eventuale estensione del fenomeno e soprattutto se vi siano ripercussioni sulla catena alimentare.

Per ora resta una certezza: i controlli continuano e le autorità stanno verificando campione dopo campione gli effetti del rogo di Airola.

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