Polveri sottili in Campania, Casoria a 67 sforamenti: i dati PM10

I dati ARPAC aggiornati al 30 settembre accendono i riflettori sulla qualità dell’aria in Campania: Casoria registra 67 sforamenti del limite giornaliero del PM10, Acerra 63 e Giugliano 37, oltre la soglia annuale di 35 giorni.

Emergenza polveri sottili nell’area nord di Napoli. I dati ARPAC aggiornati al 30 settembre 2026 mostrano numerosi superamenti del limite giornaliero del PM10, con Casoria e Acerra tra le stazioni che hanno registrato i valori più elevati. Superata anche a Giugliano la soglia annuale dei 35 giorni, ma con una sola centralina nell’area dello STIR.

L’attenzione torna sulla qualità dell’aria in Campania e, in particolare, sull’area nord della provincia di Napoli. I dati pubblicati da ARPAC e aggiornati al 30 settembre 2026 evidenziano diversi casi in cui è già stato superato il numero massimo di giornate annue consentite con una concentrazione media giornaliera di PM10 superiore a 50 microgrammi per metro cubo.

Il limite previsto dalla normativa è di 35 giorni di superamento nell’arco di un anno. In alcune stazioni dell’area nord di Napoli questa soglia è stata raggiunta e oltrepassata già nei primi nove mesi del 2026.

PM10, Casoria arriva a 67 sforamenti

Il dato più alto tra le centraline considerate è quello di Casoria – Scuola Palizzi, che al 30 settembre ha raggiunto 67 giornate di superamento del limite giornaliero del PM10.

Si tratta di un numero particolarmente significativo se rapportato alla soglia annuale di 35 giorni: il valore registrato dalla stazione di Casoria è quasi il doppio del limite previsto per l’intero anno.

Subito dopo si trova Acerra – Zona Industriale, con 63 superamenti. Sempre ad Acerra, la stazione Scuola Caporale ha raggiunto quota 40, mentre Giugliano STIR è arrivata a 37.

Tra le altre stazioni dell’area monitorata figurano San Vitaliano – Scuola Marconi, con 32 giornate oltre soglia, Marcianise – Regi Lagni, con 23, e Volla – Via Filichito, con 10.

I numeri, però, devono essere interpretati correttamente: il dato riguarda la singola stazione di monitoraggio e non può essere automaticamente esteso a tutto il territorio comunale. La posizione della centralina, le caratteristiche dell’area circostante e le condizioni meteorologiche possono infatti incidere sulle rilevazioni.

Il caso di Giugliano: una sola centralina

Particolare attenzione merita il caso di Giugliano, dove la stazione denominata Giugliano STIR ha registrato 37 giornate di superamento del limite del PM10 al 30 settembre.

C’è però un elemento importante da considerare. ARPAC indica le stazioni collocate in prossimità degli impianti di trattamento dei rifiuti come una rete di misure aggiuntive con finalità indicative, distinta dalla rete regionale ordinaria. I relativi bollettini riportano infatti i dati rilevati nelle vicinanze degli impianti STIR.

Questo rende particolarmente importante distinguere tra il dato della singola stazione e una valutazione complessiva della qualità dell’aria dell’intero territorio di Giugliano.

Il tema della copertura del monitoraggio resta quindi centrale, soprattutto considerando l’estensione e la densità abitativa del territorio. Il confronto con altri comuni mostra infatti una distribuzione differente delle stazioni di rilevamento.

Polveri sottili in Campania, il confronto con Salerno e gli altri territori

I dati ARPAC evidenziano differenze significative anche rispetto alle altre aree della Campania considerate nel monitoraggio.

A Salerno, le stazioni riportano valori più contenuti: 10 sforamenti a Ospedale-Via Vernieri, 9 a Parco Mercatello e 7 a Scuola Conti.

Tra le altre stazioni monitorate, Benevento – Campo Sportivo arriva a 17 giornate di superamento, mentre Nocera Inferiore – Scuola Solimena e San Felice a Cancello – Centro Scolastico raggiungono quota 15.

Ad Avellino, le stazioni Scuola Alighieri e V Circolo si attestano a 10, mentre Cava de’ Tirreni – Stadio registra lo stesso numero.

Seguono Benevento – Zona Industriale e Solofra – Zona Industriale con 9 sforamenti, mentre Battipaglia – Parco Fiume e Polla – Area Tritovagliatore arrivano a 7. Benevento – Via Mustilli si ferma invece a 5.

Il confronto mostra dunque una maggiore frequenza di superamenti in alcune stazioni dell’area nord di Napoli rispetto alle altre stazioni considerate.

Il dato ARPAC e le condizioni atmosferiche

I dati sulla qualità dell’aria vanno letti anche insieme alle condizioni meteorologiche. Nel bollettino meteoambientale ARPAC del 30 settembre, per l’agglomerato Napoli-Caserta vengono indicate assenza di precipitazioni, venti deboli e condizioni sfavorevoli all’abbattimento degli inquinanti. Per il 1° ottobre era inoltre previsto un lieve aumento delle concentrazioni di PM10, mentre per il 2 ottobre le concentrazioni erano indicate come stazionarie.

Le condizioni atmosferiche possono quindi favorire, in determinate situazioni, il ristagno degli inquinanti e incidere sui valori rilevati dalle centraline.

Polveri sottili in Campania, i dati

La fotografia al 30 settembre 2026 restituisce quindi una situazione da monitorare con attenzione soprattutto nell’area nord di Napoli.

Casoria, con 67 sforamenti, è la stazione che presenta il valore più elevato tra quelle considerate. Acerra segue con 63 alla Zona Industriale e 40 alla Scuola Caporale, mentre Giugliano STIR ha raggiunto 37.

Il superamento dei 35 giorni non significa però che il limite sia stato superato in termini di concentrazione media annuale: si tratta di un limite sul numero di giornate in cui la media giornaliera di PM10 supera i 50 µg/m³. ARPAC, nei suoi rapporti sulla qualità dell’aria, distingue infatti questo parametro dalla media annuale del PM10.

Con tre mesi ancora da contabilizzare, i dati raccolti nei primi nove mesi dell’anno riportano dunque il tema delle polveri sottili e della qualità dell’aria in Campania al centro dell’attenzione, in particolare nei territori dell’area nord di Napoli dove alcune stazioni hanno già superato la soglia dei 35 giorni prevista per l’intero anno.

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