La costruzione dal basso divide il mondo del calcio e anche a Radio Goal è andato in scena un confronto acceso sul tema. Ospiti di Valter De Maggio sono stati Paolo Del Genio e Gigi Cagni, protagonisti di un dibattito sulle modalità con cui le squadre moderne impostano l’azione dalle retrovie.
Il confronto ha toccato anche il Napoli di Massimiliano Allegri, reduce dalla sconfitta contro il Como. Proprio alcuni errori commessi dagli azzurri in fase di costruzione hanno riacceso il dibattito sull’opportunità di uscire sempre palla al piede dalla difesa.
Paolo Del Genio ha spiegato la propria posizione partendo da un dato: la costruzione dal basso rappresenta ormai una componente fondamentale del calcio moderno.
«Tutte le squadre che ho visto vincere, giocare bene, produrre palle e gol negli ultimi anni, la fanno senza esasperarla, perché poi c’è il momento in cui bisogna fare anche calcio diretto».
Per Del Genio, quindi, il problema non è la costruzione dal basso in sé, ma l’eventuale esasperazione del principio. Una squadra deve saper leggere le situazioni e alternare il gioco corto alle soluzioni più dirette.
Il giornalista ha poi citato anche Pep Guardiola, considerato uno dei principali interpreti di questo tipo di calcio: «Il più forte di tutti, Guardiola, a un certo punto ha iniziato a fare anche calcio diretto».
Del Genio ha quindi evidenziato l’importanza dei dati: secondo le statistiche citate durante la trasmissione, una percentuale significativa delle occasioni da gol nasce proprio dalla costruzione dell’azione dalle retrovie.
Gigi Cagni ha invece presentato una lettura differente. L’ex allenatore non ha messo in discussione la possibilità di costruire dal basso, ma ha sottolineato quanto siano importanti le caratteristiche dei calciatori a disposizione.
«Non puoi farlo perché non tutti i calciatori hanno qualità tecniche per poterlo fare».
Per Cagni, il rischio è quello di imporre determinati principi tattici a giocatori che non possiedono le caratteristiche necessarie per applicarli. L’ex tecnico ha preso come esempio il Como, sottolineando come il lavoro di Cesc Fabregas sia partito innanzitutto dalla ricerca di giocatori dotati di qualità tecnica.
«La prima scelta non era tattica, la prima scelta era di prendere giocatori di qualità, chiaramente a seconda del ruolo. Poi la tattica viene da sola».
Un concetto che Cagni considera fondamentale: prima vengono gli interpreti e le loro caratteristiche, poi il sistema di gioco.
Il discorso si è spostato inevitabilmente sul Napoli e sulle difficoltà mostrate contro il Como.
Del Genio ha indicato una possibile soluzione per migliorare la costruzione degli azzurri: coinvolgere maggiormente i centrocampisti di maggiore qualità.
«Se dobbiamo costruire da dietro è bene che il pallone arrivi più spesso possibile nei piedi e più presto possibile nei piedi di Lobotka e di De Bruyne».
Secondo Del Genio, portare rapidamente il pallone verso i giocatori più tecnici consentirebbe al Napoli di superare più facilmente la prima pressione avversaria e passare dalla costruzione allo sviluppo dell’azione.
Il giornalista ha inoltre citato il Bayern Monaco come esempio di squadra capace di coinvolgere direttamente i centrocampisti nella prima fase dell’azione.
Il confronto ha trovato un punto particolarmente interessante nell’analisi del secondo gol del Como.
L’azione è partita da Meret, che ha servito Rafa Marin. Il difensore ha poi coinvolto Anguissa, prima dell’errore che ha permesso agli avversari di recuperare il pallone e trovare la rete.
Proprio questo episodio ha portato De Maggio a chiedere a Cagni se, con determinati interpreti, non fosse più opportuno giocare direttamente in profondità.
La risposta dell’ex allenatore è stata chiara: in determinate situazioni, buttare il pallone in avanti può rappresentare la scelta migliore, soprattutto quando una squadra affronta un avversario più giovane e aggressivo sul piano atletico.
Cagni ha infatti sottolineato come il Como abbia mostrato un ritmo superiore al Napoli, favorito anche da una rosa più giovane.
Secondo Cagni, nelle prime giornate di campionato è ancora difficile valutare in maniera definitiva le squadre. Le condizioni climatiche e la preparazione incidono molto sulle prestazioni.
L’ex allenatore ha però evidenziato una differenza emersa contro il Como: il ritmo.
«Il Napoli perde con il Como perché il Napoli aveva ritmi bassi e il Como ritmi più alti».
Per Cagni, dunque, l’analisi della sconfitta non può limitarsi al singolo errore tecnico. La squadra di Fabregas ha messo in difficoltà gli azzurri anche attraverso intensità e aggressività.
Durante il confronto, Cagni ha raccontato anche come interpretava la costruzione quando allenava.
«Ho sempre fatto 4-3-3 e la palla nella maggior parte dei casi veniva fatta girare dai quattro difensori, tre quattro passaggi massimo e la verticalizzazione».
Un calcio diverso rispetto a quello attuale, nel quale molte squadre costruiscono utilizzando una struttura simile al 3-2-4-1, anche quando sulla carta partono con una difesa a quattro.
Del Genio ha spiegato come oggi diverse formazioni cerchino di costruire con tre uomini dietro, portando poi due centrocampisti nella zona centrale e gli esterni molto più alti.
L’obiettivo è evitare che gli esterni ricevano troppo bassi, situazione che può favorire la pressione uomo contro uomo degli avversari.
Il dibattito ha quindi evidenziato due filosofie differenti, ma non necessariamente inconciliabili.
Del Genio sostiene la necessità di utilizzare la costruzione dal basso, basandosi anche sui dati e sui risultati ottenuti dalle migliori squadre del calcio moderno. Cagni pone invece l’accento sulla qualità degli interpreti e sulla necessità di adattare il gioco alle caratteristiche della rosa.
Un punto sembra però mettere d’accordo entrambi: la costruzione dal basso non può diventare un dogma.
Anche una squadra che predilige il possesso deve saper riconoscere il momento in cui accelerare, verticalizzare o giocare direttamente. Per il Napoli di Allegri, soprattutto dopo gli errori contro il Como, sarà uno degli aspetti da migliorare in vista dei prossimi appuntamenti.
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