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Un approfondimento sulle ultime voci di mercato legate a Maurizio Sarri, il Napoli e i possibili nuovi allenatori, commentate in diretta dal direttore Valter de Maggio e da Giuseppe Cruciani su Radio Kiss Kiss Napoli.
Il futuro di Thiago Motta continua a far discutere il mondo del calcio. L’ex allenatore del Bologna e della Juventus è infatti al centro di numerose indiscrezioni di mercato che lo vedrebbero pronto a ripartire da una nuova esperienza, in Italia o all’estero. A parlarne è stato Dario Canovi, storico procuratore italiano e padre di Alessandro Canovi, attuale agente del tecnico, intervenuto nel corso della trasmissione Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli.
Nel corso dell’intervista, Canovi ha affrontato diversi temi: dalla crescita di Motta come allenatore fino alle possibili destinazioni future, passando per una riflessione più ampia sul calcio italiano e sulla poca pazienza riservata ai tecnici.
Negli ultimi anni Thiago Motta si è costruito la reputazione di uno degli allenatori emergenti più interessanti del panorama europeo. La sua esperienza al Bologna viene ancora oggi considerata uno dei progetti tecnici più sorprendenti della Serie A recente, soprattutto per la capacità di portare il club fino alla qualificazione in Champions League attraverso un calcio moderno e propositivo.
Nel corso dell’intervento radiofonico, Dario Canovi ha voluto sottolineare proprio questo aspetto:
“Il Bologna tre anni fa quando è arrivato in Champions con una squadra come il Bologna, giocando a calcio veramente, perché poi era un bel calcio, oltre che un calcio redditizio, e in quel momento tutti sognavano Thiago Motta”.
Canovi ha poi evidenziato come nel calcio italiano spesso la memoria sia molto corta e come gli allenatori vengano rapidamente indicati come principali responsabili nei momenti difficili.
“In Italia abbiamo la memoria corta e pensano subito alla responsabilità dell’allenatore. I fatti di quest’anno e della fine dell’anno scorso hanno dimostrato che le responsabilità di Thiago alla Juventus erano limitatissime”.
Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda proprio il futuro di Thiago Motta. Durante il dialogo con il direttore Valter De Maggio, Canovi ha lasciato intendere che il tecnico tornerà presto ad allenare ad alti livelli.
“Scusi avvocato, però io ho colto una frase. Lei ha detto che tornerà protagonista. Quindi torna?”, chiede De Maggio.
“Sicuramente sì, sicuramente sì”, risponde Canovi.
Alla domanda sulla possibilità di vedere Motta nuovamente in Italia, il procuratore non chiude del tutto la porta, ma indica chiaramente come le piste estere sembrino oggi più concrete.
“Io penso che lui stia pensando più alla Spagna, all’Inghilterra, alla Francia, al Portogallo che non all’Italia”.
Secondo Canovi, il punto centrale non sarebbe tanto il prestigio della squadra quanto la qualità del progetto tecnico proposto.
“Thiago non cerca il posto, cerca il progetto”.
Nel corso della conversazione si è parlato anche della possibilità di un futuro legame con il Napoli e del lavoro del direttore sportivo Giovanni Manna.
Alla domanda se Motta potrebbe lavorare bene con lui, Canovi ha risposto in maniera positiva:
“Manna è un direttore sportivo capace, intelligente”.
Parole che alimentano inevitabilmente le suggestioni di mercato, anche se al momento non emergono conferme concrete su eventuali contatti diretti.
L’ultima parte dell’intervento di Canovi si concentra invece sulla differenza tra il calcio italiano e quello estero nella gestione degli allenatori e dei progetti tecnici.
Secondo il procuratore, in Italia manca spesso la pazienza necessaria per costruire squadre vincenti nel tempo, a differenza di quanto accade in Premier League.
“Noi parliamo tanto del calcio inglese, però non guardiamo i buoni esempi del calcio inglese”.
Canovi cita quindi alcuni casi simbolici come quelli di Mikel Arteta all’Arsenal e di Jürgen Klopp al Liverpool:
“Hanno aspettato anni prima di vincere. In Italia invece si ha poca pazienza”.
Una riflessione che va oltre il futuro di Thiago Motta e che tocca più in generale il modo in cui il calcio italiano affronta i percorsi di crescita degli allenatori e dei progetti sportivi.
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