Bianchi e Zoff a Kiss Kiss Napoli: il ricordo di Maradona e Juve-Napoli

Ottavio Bianchi ricorda Diego Armando Maradona con parole cariche di emozione e dolore. Alla vigilia del compleanno di D10S, che ricorre il 30 ottobre, l’allenatore del primo scudetto del Napoli è intervenuto ai microfoni di Kiss Kiss Napoli insieme a Dino Zoff. Un’intervista nella quale si è parlato anche dell’infortunio di Stanislav Lobotka, dei troppi impegni del calcio moderno e della sfida tra Juventus e Napoli, ma soprattutto del legame umano con il Pibe de Oro.

Ottavio Bianchi su Maradona: «Il Diego che ricordo io è un altro»

Le parole di Bianchi restituiscono il ritratto di un Maradona lontano dai riflettori, quello conosciuto quotidianamente durante gli anni vissuti insieme a Napoli.

«Diego c’è e quindi domani è il compleanno di Maradona», ha esordito l’ex allenatore azzurro, prima di raccontare con commozione i ricordi più personali.

«Il Diego che ricordo io non è il Diego che conoscete voi. È il Diego che quando vedeva un bambino giocare si metteva a giocare per strada. È il Diego che se faceva giocare a Baiano gli portava le scarpe nuove, così a Baiano si è fatto pieno di vesciche».

Un racconto fatto di piccoli gesti, spontaneità e affetto. Bianchi ha ricordato anche l’entusiasmo con cui Maradona stava accanto ai massaggiatori e ai magazzinieri.

«Questo è il Diego che io conosco e che voglio ricordare. Il resto l’ho cancellato», ha dichiarato.

Il dolore di Bianchi per la fine di Maradona

Nel corso dell’intervista, Bianchi non ha nascosto la sofferenza per gli ultimi anni di vita del campione argentino e per le circostanze che hanno accompagnato la sua scomparsa.

«È una tristezza incredibile per come è finito il ragazzo», ha raccontato, sottolineando quanto possa cambiare il rapporto delle persone con un campione quando attraversa un momento difficile.

«Quando giochi, sei bravo, vinci, tutti ti vengono vicino, tutti sono amici, tutti bella cosa. Appena sei in disgrazia, nessuno ti cerca più».

Secondo Bianchi, Maradona non era preparato ad affrontare una simile solitudine. Un passaggio particolarmente intenso, nel quale l’allenatore ha evidenziato anche il peso della fama mondiale e le difficoltà personali che possono accompagnarla.

«Diego era tra i tre uomini più famosi al mondo», ha ricordato, lasciando emergere tutto il dolore per il destino del campione che aveva guidato in una delle stagioni più importanti della storia del Napoli.

Dino Zoff: «Maradona era il calcio, l’artista»

Anche Dino Zoff, intervenuto nella stessa trasmissione, ha reso omaggio alla grandezza del fuoriclasse argentino. L’ex portiere e allenatore della Juventus e della Nazionale ha vissuto Maradona da avversario, nelle sfide tra Napoli e Juventus e in quelle tra Italia e Argentina.

Il suo ricordo si concentra soprattutto sul valore sportivo del numero 10.

«Per me era il calcio, l’artista», ha affermato Zoff, sottolineando come Maradona fosse una figura difficile da racchiudere in una semplice valutazione.

«Era Maradona, era là», ha aggiunto, riconoscendo la dimensione straordinaria di un giocatore diventato un’icona senza tempo.

Un omaggio che si intreccia con quello di Bianchi: due prospettive diverse, quella dell’allenatore che lo ha accompagnato nella conquista dello scudetto e quella dell’avversario che ne ha ammirato il talento.

Bianchi e la lezione di Maradona: «Avere a che fare con lui era facile»

Tra i passaggi più significativi dell’intervista c’è anche una riflessione di Bianchi sulla gestione dei campioni. L’ex allenatore ha ricordato come fosse relativamente semplice lavorare con un fuoriclasse consapevole delle proprie qualità, distinguendo questa situazione da quella di chi si attribuisce un valore che non possiede.

«Avere a che fare con Maradona ti dicono così, era molto facile. Avere a che fare con quelli che si credono Maradona e non lo sono è molto difficile».

Una frase che riassume una precisa filosofia calcistica: il talento autentico non ha bisogno di essere ostentato, mentre gestire chi si considera una stella senza esserlo davvero può diventare complicato.

Juventus-Napoli e gli infortuni: il monito di Bianchi e Zoff

Nel corso della trasmissione, Bianchi e Zoff hanno affrontato anche il tema del calendario sempre più fitto e delle conseguenze sulla condizione fisica dei calciatori, partendo proprio dall’infortunio di Lobotka.

Zoff ha riconosciuto che il numero di partite potrebbe incidere sulla salute dei giocatori, mentre Bianchi ha richiamato l’attenzione sui microtraumi accumulati quando si scende in campo ogni tre giorni senza un adeguato recupero.

«Se tu hai da giocare ogni tre giorni, il microtrauma che in una settimana recuperavi facilmente, adesso no», ha spiegato Bianchi.

Un problema che, secondo l’ex allenatore azzurro, può condizionare anche il rendimento delle squadre e rendere necessari cambi di formazione non legati a valutazioni negative sulle prestazioni dei singoli.

Spazio, infine, alla sfida tra Juventus e Napoli, considerata da Zoff un appuntamento importante per entrambe le squadre, pur essendo ancora presto per parlare di svolta definitiva nella stagione.

Il momento più intenso dell’intervista, però, resta il ricordo di Maradona: quello del campione irripetibile, ma soprattutto dell’uomo che Ottavio Bianchi ha scelto di custodire nella memoria.

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