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Rasmus Højlund ha parlato in esclusiva a Kiss Kiss Napoli del momento degli azzurri, del rapporto con Allegri, del gol ritrovato e delle prossime sfide contro Juventus, Porto e Lazio.
La Juventus va in ritiro dopo la sconfitta contro il Genoa e si prepara alla sfida con il Napoli, in programma domenica 1 novembre. Gianni Balzarini analizza il momento difficile dei bianconeri e avverte: «Sono quei tentativi estremi di mettere mano a una situazione che sta rotolando». Secondo il giornalista, la squadra deve assumersi le proprie responsabilità e ritrovare una reazione immediata.
La sconfitta contro il Genoa ha aperto una fase delicata per la Juventus. Dopo il 2-0 incassato a Marassi, la dirigenza ha incontrato la squadra alla Continassa, mentre Luciano Spalletti ha deciso, con il sostegno della società, di mandare il gruppo in ritiro in vista del prossimo impegno contro il Napoli.
Una partita che potrebbe pesare molto sul futuro immediato dei bianconeri. A sottolinearlo è Gianni Balzarini, che ha commentato la situazione della squadra, soffermandosi sull’efficacia del provvedimento adottato dopo l’ultima battuta d’arresto.
Secondo il giornalista, la sfida contro gli azzurri assume i contorni di un passaggio fondamentale per la stagione juventina.
«Mi sa tanto quasi di ultima spiaggia la sfida con il Napoli di domenica», è la considerazione da cui parte l’analisi di Balzarini, che aggiunge una precisazione: «È chiaramente un’ultima spiaggia, anche se probabilmente sarà una spiaggia eventualmente prorogata fino alla sosta».
Il momento richiede una svolta, ma il rischio è che le misure adottate dalla società non siano sufficienti a risolvere i problemi emersi nelle ultime partite.
Balzarini esprime perplessità sull’efficacia dei ritiri come strumento per superare una crisi sportiva.
«Per esperienza dico che servono a poco questi ritiri, anzi, normalmente vengono anche vissuti male dai calciatori», osserva il giornalista.
Il provvedimento, tuttavia, dovrebbe essere accolto dalla squadra con uno spirito diverso. Per Balzarini, infatti, andare in ritiro significa riconoscere che la responsabilità della situazione non può ricadere su una sola persona.
«Dovrebbero accettarli questi ritiri, perché se si va in ritiro è perché si è tutti colpevoli. Tutti, tutti quanti. Nessuno è esente da colpe in questi casi», afferma.
Resta quindi da capire se la decisione porterà a un cambiamento concreto oppure se si rivelerà una misura senza effetti sul rendimento della squadra.
Nella sua analisi, Balzarini torna anche sulla prestazione offerta dai bianconeri a Marassi. A preoccuparlo è soprattutto l’atteggiamento mostrato dalla squadra, sia in fase offensiva sia quando ha dovuto difendersi dalle iniziative degli avversari.
«Abbiamo visto una Juventus che fino a metà del secondo tempo, dal punto di vista offensivo, è stata praticamente nulla, non pervenuta», sottolinea il giornalista.
La squadra di Spalletti ha inoltre sofferto l’intensità del Genoa, senza riuscire a trovare contromisure adeguate. Un aspetto che, secondo Balzarini, evidenzia le difficoltà attuali dei bianconeri nel gestire le partite più complicate.
Il problema riguarda anche la capacità degli avversari di mettere in difficoltà la Juventus. Le squadre di medio-bassa classifica affrontano le grandi con motivazioni particolari, ma per Balzarini è il rendimento della formazione bianconera a rendere ancora più incisive queste prestazioni.
«La Juve si è messa nella situazione per la quale si rivela battibile da chiunque», è il giudizio del giornalista.
Il ritiro alla Continassa rappresenta il tentativo di ricompattare il gruppo dopo il passo falso di Genova. La sfida di domenica contro il Napoli, in programma alle 20:45, diventa così un appuntamento cruciale per capire se la Juventus riuscirà a reagire.
La squadra di Spalletti è chiamata a dimostrare sul campo di aver recepito il messaggio della società e di poter affrontare le difficoltà con un atteggiamento diverso.
Per Balzarini, la questione non riguarda soltanto il risultato della prossima partita, ma anche la capacità dei bianconeri di ritrovare solidità, intensità e fiducia nei propri mezzi. Il ritiro può rappresentare un’occasione per ricominciare, ma la risposta decisiva dovrà arrivare dal campo.
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