Ciro Auricchio, segretario regionale dell’USPP (Unione Sindacati Polizia Penitenziaria), è intervenuto in diretta su Radio Kiss Kiss Napoli, nel corso di Yes I Know Kiss Kiss Napoli, il programma condotto da Rosario Verde e Marco Pesacane, per fare il punto sulla situazione delle carceri campane. Al centro dell’intervista il contrasto all’ingresso di droga e cellulari attraverso i droni, il sovraffollamento del carcere di Poggioreale e la carenza di agenti di Polizia Penitenziaria, con la richiesta di maggiori risorse e strumenti tecnologici per garantire la sicurezza negli istituti.
Nel corso dell’intervista, Auricchio ha confermato l’avvio di iniziative per contrastare l’introduzione e l’utilizzo abusivo di telefoni cellulari all’interno degli istituti penitenziari. A Secondigliano, in particolare, sono stati installati dispositivi per disturbare il segnale telefonico, attualmente in fase sperimentale.
Una misura che, secondo il rappresentante sindacale, risponde a una richiesta avanzata più volte dalla Polizia Penitenziaria, chiamata a fronteggiare un fenomeno che si ripresenta da tempo. Auricchio ha sottolineato anche la necessità di dotare gli agenti di strumenti tecnologicamente avanzati, compresi sistemi capaci di individuare e contrastare i droni utilizzati per trasportare materiale illecito.
L’attenzione si è poi spostata sul carcere di Poggioreale, dove l’impiego dei droni rappresenta una delle principali criticità. Auricchio ha ricordato un recente intervento nel quale la Polizia Penitenziaria avrebbe sequestrato un drone e arrestato quattro persone ritenute coinvolte nelle operazioni di trasporto.
Secondo quanto riferito durante la trasmissione, il carico comprendeva circa 300 grammi di sostanze stupefacenti e 11 cellulari di ultima generazione.
Il segretario regionale dell’USPP ha inoltre citato un altro episodio, risalente a circa un mese prima, relativo a un drone dal valore stimato di 10.000 euro, di costruzione europea, che avrebbe trasportato 15 telefoni cellulari e un chilogrammo di droga.
«Si sta combattendo una guerra tecnologica sui fili delle carceri», ha dichiarato Auricchio, evidenziando il lavoro svolto quotidianamente dagli agenti e la necessità di disporre di mezzi adeguati per arginare il fenomeno. Secondo il sindacalista, dietro questi tentativi di introduzione di droga e telefoni ci sarebbe anche l’azione della criminalità organizzata.
Tra le questioni più urgenti c’è quella del sovraffollamento. Stando ai dati forniti da Auricchio nel corso dell’intervista, il carcere di Poggioreale ospita attualmente circa 2.300 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 1.600 posti.
Si tratta di circa 700 persone in più rispetto alla disponibilità prevista, una condizione che rende ancora più complessa la gestione quotidiana dell’istituto e le attività di sorveglianza.
A pesare è anche la carenza di personale. «In Campania ne mancano 800 agenti», ha spiegato il rappresentante dell’USPP, richiamando l’attenzione sulle difficoltà operative che interessano la Polizia Penitenziaria. A livello nazionale, secondo le cifre riportate durante la trasmissione, la carenza raggiungerebbe circa 10.000 unità.
Auricchio ha quindi chiesto un rafforzamento degli organici e un piano straordinario di assunzioni, sottolineando come il sovraffollamento e la mancanza di agenti siano problemi strettamente collegati.
Nel corso del confronto è emerso anche il tema delle possibili soluzioni. Auricchio ha ricordato il piano di assunzioni annunciato dal Governo, che prevede 4.500 unità, auspicando che possa contribuire a ridurre la carenza di personale.
Accanto alle nuove assunzioni, per il segretario regionale dell’USPP servono misure capaci di ridurre la pressione sugli istituti penitenziari e nuove strutture. In particolare, ha indicato l’area tra Camposano e Nola come zona individuata per la realizzazione di un nuovo carcere, precisando che sarà necessario reperire le risorse per concretizzare il progetto.
L’obiettivo è alleggerire il carico sugli istituti campani, a partire da quelli maggiormente interessati dal sovraffollamento.
L’utilizzo dei droni non sarebbe l’unico canale attraverso il quale telefoni e altri oggetti vietati tentano di raggiungere i detenuti. Rispondendo a una domanda sulle modalità di contrasto, Auricchio ha spiegato che gli agenti sequestrano cellulari anche durante i controlli legati ai colloqui con i familiari e alle verifiche sui pacchi.
Il materiale illecito può essere nascosto in diverse tipologie di consegne, rendendo necessaria un’attività di controllo costante.
Il rappresentante sindacale ha ribadito che la Polizia Penitenziaria svolge un lavoro quotidiano di sorveglianza per impedire l’ingresso di oggetti proibiti. Un impegno che, secondo l’USPP, deve essere accompagnato da maggiori risorse umane e strumenti tecnologici adeguati alla complessità delle nuove modalità utilizzate per eludere i controlli.
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