Caro carburante e blocchi degli autotrasportatori, il ministro annuncia l’accelerazione dei fondi già stanziati e apre a nuove risorse. In Campania restano i disagi alla viabilità e le difficoltà nelle forniture ai supermercati.
La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante arriva a un passaggio decisivo. Sul tavolo ci sono 430 milioni di euro già stanziati per il settore, che il Governo punta a rendere disponibili alle imprese nel più breve tempo possibile. A indicare la strada è il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha annunciato l’obiettivo di avviare i pagamenti già nel corso di questa settimana. L’annuncio arriva mentre proseguono i presidi in diverse aree del Sud Italia, con ripercussioni sulla circolazione e sull’approvvigionamento delle attività commerciali.
Il ministro ha affrontato la questione, in vista del confronto con le associazioni di categoria. Il primo obiettivo, ha spiegato, è superare gli ostacoli burocratici che rallentano l’erogazione delle risorse già previste.
«I 430 milioni che sono già a bilancio, quindi già stanziati, sono disponibili», ha dichiarato Salvini, precisando che il Governo vuole accelerare le procedure affinché i primi pagamenti possano partire già da questa settimana.
Il ministro ha sottolineato l’urgenza di dare risposte alle imprese che stanno affrontando l’aumento dei costi e difficoltà economiche che, secondo le associazioni del settore, rendono sempre più complicata la gestione dell’attività quotidiana.
Ma gli interventi potrebbero non fermarsi ai fondi già previsti. Salvini ha infatti anticipato la possibilità di individuare ulteriori risorse, senza però entrare nei dettagli delle misure aggiuntive prima degli incontri con i rappresentanti degli autotrasportatori.
Oltre allo sblocco dei 430 milioni di euro, il Governo sta valutando altri interventi a sostegno del comparto. Tra i temi affrontati da Salvini c’è il cosiddetto Marebonus, legato al trasporto marittimo e all’intermodalità, con l’obiettivo di favorire soluzioni alternative al trasporto esclusivamente su gomma.
Il ministro ha richiamato anche le risorse destinate al rinnovo delle flotte, spiegando che esistono fondi per oltre mezzo miliardo di euro destinati alle imprese che intendono sostituire i camion. Il loro utilizzo, ha osservato, deve fare i conti con i vincoli normativi europei.
Sul tavolo anche possibili interventi per le imprese che operano in Sicilia e Sardegna, dove il trasporto marittimo rappresenta un elemento essenziale della logistica.
Tra gli altri argomenti citati dal ministro figurano il costo per conseguire la patente professionale e l’ipotesi di innalzare volontariamente da 68 a 70 anni il limite di età per gli autotrasportatori in buona salute.
Nel frattempo, la mobilitazione continua a interessare diversi punti della Campania. Sulla A1 Milano-Napoli vengono segnalate code alla barriera di Napoli Nord in entrambe le direzioni e rallentamenti tra Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma.
Disagi anche sulla A30 Caserta-Salerno, dove risultano criticità in prossimità degli svincoli di Nola e Nocera-Pagani. Le ripercussioni coinvolgono anche le aree logistiche del Napoletano e del Casertano, con presidi nei pressi dei caselli e delle zone industriali.
La protesta si è concentrata anche nell’area degli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise, oltre che lungo l’asse mediano tra Acerra e Afragola. Dopo i disagi provocati dai cosiddetti tir lumaca, la mobilitazione ha privilegiato i presidi fissi in diversi punti strategici.
Tra le conseguenze più evidenti della protesta ci sono le difficoltà nelle forniture alla grande distribuzione. In alcune aree tra Napoli e Caserta vengono segnalate carenze di prodotti sugli scaffali dei supermercati, legate ai rallentamenti della distribuzione e alle difficoltà nei collegamenti con i depositi logistici.
Particolarmente esposte risultano le filiere che dipendono dai centri di stoccaggio nelle aree industriali del Casertano, tra Carinaro e Teverola. I piccoli alimentari e i minimarket che si riforniscono direttamente dai produttori locali riescono invece, almeno in parte, a compensare le difficoltà.
La situazione resta legata all’evoluzione della protesta e agli eventuali accordi che potranno emergere dal confronto tra il Governo e le associazioni di categoria.
Il confronto con le organizzazioni nazionali dell’autotrasporto rappresenta un passaggio importante per capire se gli annunci sui fondi saranno sufficienti a sbloccare la situazione. Al tavolo sono state convocate diverse sigle del settore, tra cui Fai, Anita, Assotir, CNA Fita, Confartigianato Trasporti e Trasporto Unito.
Salvini ha riferito di aver già avuto contatti con singoli autotrasportatori e rappresentanti di realtà del Sud, comprese quelle di Campania, Sicilia e Puglia. In alcune aree, ha spiegato, i manifestanti hanno rimosso i blocchi stradali per consentire il rifornimento di negozi, farmacie e supermercati.
La partita si gioca ora sulla concreta erogazione dei fondi e sulle eventuali risorse aggiuntive. I 430 milioni di euro sono già stanziati, ma resta da verificare quando partiranno effettivamente i pagamenti e quali ulteriori misure saranno messe in campo. Da queste risposte dipenderà anche l’evoluzione della protesta e il ritorno alla normalità dei trasporti e delle forniture.
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